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mercoledì 22 ottobre 2014

Souvenir di Siena - La libreria Piccolomini


Sofferta e combattuta, la S con i suoi fronzoli è arrivata, forse, alla fine.
I colori mi hanno esaurita. Ce n'erano troppi da far entrare in sintonia. E adesso ho bisogno di lasciarla riposare per un po' senza guardarla.
Non mi sono inventata l'esuberanza delle sfumature: potreste percepirne l'ebrezza entrando nella Libreria Piccolomini, a cui si accede dalla navata laterale sinistra del Duomo di Siena. Gli affreschi del Pinturicchio sulla volta e sui muri e i pavimenti a contrasto riempono gli occhi e, addossate alle pareti, grosse vetrine custodiscono vecchi manoscritti gregoriani concepiti per esseri giganteschi.

www.operaduomo.siena.it
E le illuminate... Meravigliose! Pochi passi e già il marito mi canzonava scimmiottando un Huuh, sai che bei ricametti che ci potresti faareee... Avrei voluto fare la superiore dicendo che non ci pensavo proprio e che non capiva niente, ma ho finito per scattare qualche foto, di nascosto e rigorosamente senza flash.
Il dettaglio che mi ero portata a casa raffigurava il fiore stile Jacobean che ho inserito nel mio disegno sulla testa della S.
La foto però mi ha teso una trappola: sono partita a ricamare la parte ispirata ai dipinti delle illuminate proprio dal fiore, rispettando il colore della mia foto, a dir poco orrenda, per quell'inutile nostalgica faccenda della memoria.


Poi sono passata alle foglie della coda della S, cercando di copiare i colori da un libretto acquistato in Duomo e intitolato Miniature dei corali per il Duomo di Siena (Enzo Carli). Per accorgermi poi che in effetti il fiorellone sarebbe stato più bello in versione amaranto anzichè magenta-rosa.


E quel giallo avrebbe bisogno di un contornino arancio?! E gli ori?! Tremendi ori! E tremendo il filo metallico, Diamant o vecchio metallico che sia. Ce ne vorrebbe uno sottilissimo e maneggevole!


Io ho usato una seta floscia della zia d'Arezzo e il metallico DMC. Non potete sapere quante volte ho fatto e disfatto i nodini. Giusto stamattina ho definitivamente annientato quelli intorno al fiorellino giallo, che era anche sfumato di arancio e adesso è solo giallo.


Tra le diverse faccende di riordino ho anche dato una lucidata al pavimento con una seta Au ver a soje panna.


E...sì!
Ho aggiunto la foglia stumpork per stupire con effetti speciali! L'ho finita ieri sera ed ero felicissima, perchè mi era venuta proprio benino. Ma quando l'ho appiccicata oggi, il mio entusiasmo si è smorzato, perchè mira e rimira, la solita vocina antipatica mi sussurrava che forse non l'avrei dovuta fare verde.


Fortuna che almeno del mio ricciolino arancio vado orgogliosa!

Ebbene la storia giunge alla fine, a meno che non mi prenda la follia di disfare e rifare qualcosa. In ogni caso aspetto a smontare il lavoro dal telaio e lo lascio in posizione verticale per un cambio di prospettiva.
Mi auguro che il passo-passo sia servito, in qualche strano modo! L'insegnamento che traggo io è che, per quanto sia divertente lasciarsi andare all'improvvisazione, forse un po' più di progettualità mi avrebbe reso la strada meno impervia e probabilmente il risultato più soddisfacente. Ma è pur vero che sbagliando s'impara. E siccome ho tanto sbagliato,.. La mia S di Siena mi ha fatto tanto imparare!



sabato 27 settembre 2014

Souvenir di Siena - I marmi bianco-verdi


Dal pavimento alla struttura portante, con la S ricamata a bande bianco-verde per evocare le colonne, i tramezzi, il campanile e le pareti laterali del Duomo.
Per rubare al Web un'immagine da mostrare, sono incappata in una galleria di foto mozzafiato dell'Unità, da ammirare estasiati, per convincervi definitivamente a organizzare il viaggio. 

www.unita.it
Non è incredibile?!
E adesso che guardo bene bene, mi viene il rammarico di non aver sollevato lo sguardo alla volta stellata, schiacciata dal peso di Alfredo sul groppone...


Il mio verde è troppo verde, lo so. Ma nella scelta dei filati mi sono lasciata sedurre dalla brillantezza di due sete ereditate dalla zia d'Arezzo, forse troppo corpose (calibro superiore al perlè n°8) e difficili da far stare al loro posto, ma indiscutibilmente fascinose, anche solo per il fatto di essere avvolte in un rocchetto di legno contrassegnato da una misteriosa etichetta strappata. Siccome io di sete me ne intendo meno di niente, per non voler fare brutte figure e sospettando fosse un filato sintetico (...), mi sono data alle fiamme con un pezzo di filo. Non ho preso fuoco, quindi arguisco (?!) essere di pura seta.
Fatto sta che ho preferito metterci un pezzo della zia Bianca, piuttosto che rispettare il vero colore dei marmi. La stessa zia che mi regalò il giornale di Adele della Porta sull'Assisi... Ma allora non potevo dire grazie con lo stesso brillio negli occhi che avrei oggi. Che peccato.
Ho ricamato gran parte della S sotto gli occhi di un fiume di persone che guardavano e non guardavano, alla Festa dell'uva di Soave di domenica scorsa, ospite di uno stand di Patrizia, per promuovere i miei corsi. La Proloco ci ha costrette ad indossare abiti di campagna e che figurone con il gonnellone e il fazzoletto in testa!... Suvvia smettetela di ridere e ascoltate! Io ero a telaio, Patrizia sferruzzava. Al mattino si sono fermati incuriositi solo uomini (Eeeeeeeeh giaaaa!! Incarnavamo il modello femminile o chissà che indicibile altro?!). Al pomeriggio ho osservato divertita, in signore di una certa età, una reazione di disgusto, accompagnata dalle parole... Mama mia, me vien in mente quando lo fasèa mi dalle suore
Mi hanno intristito, invece, tante, troppe signore, che si avvicinavano a raccontarmi cosa sapevano fare anche loro e perchè che da anni, per via della vista, avevano smesso. E lo dicevano con una certa commozione e con gli occhi lucidi.


Filato bestiale, imbottitura bestiale: dai 5 ai 15 capi di cotone lanato (!). Questo tipo di imbottitura, il filato e il telaio sono un po' una novità per me e quindi gli spessori viaggiano un po' come vogliono, ma la serpenteggiante S è completata e adesso passo al fiore sulla sinistra, che morivo dalla voglia di cominciare. 
Evito il triste racconto della seta grigia sul pavimento, perchè sarebbe troppo doloroso per me. Esco dall'esperienza con due saggi consigli e una morale:
Consiglio 1- Se provi a ricamare a punto stuoia con un colore che non ti convince, ricama tre punti e poi ascolta la vocina interiore che ti dice che quel colore proprio non ci sta e disfa i tre punti.
Consiglio 2- Se hai ricamato i tre punti e decidi di non ascoltare la vocina che ti dà saggi consigli, probabilmente per la pigrizia di disfare quei tre punti, forzati ad ascoltarla lo stesso.
Morale - Disfare il punto stuoia su tutta la E, fa dire le parolacce.



giovedì 18 settembre 2014

Souvenir del duomo di Siena - Il pavimento


Ci sono dei luoghi in Italia che dovrebbero essere visitati obbligatoriamente da tutte le classi della scuola pubblica e trovo che tale mancanza sia un crimine, anche se i costi purtroppo sono quelli che sono. Ai vertici della mia selezione (frutto del mio esiguo girovagare) ci stanno Pompei e i mosaici di Ravenna. Da quest'estate entra nella top ten anche il Duomo di Siena. Lo avevo sicuramente già visto, perchè nella mia memoria già c'era Piazza del campo, ma l'età forse era ingrata e l'ho ammirato con gli occhi della prima volta.
Non sto a descrivere l'esuberanza di forme, colori e bagliori, perchè non ne sarei capace e perchè esaurirei lo spazio concesso ai blogger. Dico soltanto che lo stupore fu tale che al mio ritorno mi sgorgò un disegno rielaborato con le poche foto fatte e con quelle di due libercoli acquistati alla bottega dei souvenir. 
Aspetto a spiegare i riferimenti del disegno, concentrandomi solo sulla prima parte ricamata, dedicata al pavimento del duomo. Ho sempre postato le foto dei lavori finiti, ma adesso mi lancio in un Work in progress. Dovesse venire una schifezza..., Beh, forse sarà utile lo stesso.
Da quello che ho capito (perchè ho fatto la visita al Duomo coll'Alfredone in collo e un lieve capogiro) il pavimento di solito è coperto per evitarne l'usura. Siamo dunque incappati nel bel mezzo di un evento intitolato Divina bellezza, grazie al quale i mosaici, che non sono tutti mosaici, ma puzzle di marmi intagliati, possono essere ammirati in tutto il loro abbagliante splendore.
Dall'alto della mai ignoranza, li ho analizzati con l'occhio della ladra di immagini e mi sono portata a casa due dettagli per i più insignificanti...


Una fronda con un nido contenente tre uccellini e un dettaglio di una bordura perchè mi sembrava gradevole ad uso simil ars bizantina.


Quello che ne è uscito è un cerchio con fregi, contenente l'iniziale E. Secondo Anita sembra una moneta da 1 Euro, secondo altri un disco in vinile... Pazienza. Ho cominciato proprio da questo elemento perchè era quello che mi faceva più paura, visto che era ben prevedibile un cerchio distorto a punto stuoia. Pensa e ripensa, ho adottato la seguente soluzione...


Per ottenere un cerchio perfetto ho eseguito cioè una traccia a punto indietro spezzato (lo split stitch di Trish Burr) seguendo la forma di riferimento. Mentre ricamavo a punto stuoia ho realizzato troppo tardi che il bagliore del marmo si sarebbe potuto riprodurre con dei filati di seta. Forse ci aggiungerò del grigio di seta, ma, anche per ragioni tecniche, mi ci proverò solo dopo essermi dedicata alla S, che rimando... Alla prossima puntata!






martedì 26 agosto 2014

La memoria dei nomi


Un regalo di compleanno per un paleontologo, diviso in quadretti sul coperchio di una scatola, che un po' è memoria della storia della vita sulla Terra, ma in particolare di quella, personale, del destinatario.


Le iniziali e i nomi, semplici o in combinazione tra loro, oppure posizionati su oggetti specifici, hanno un forte potere evocativo e fanno affiorare alla mente volti del presente e ombre del passato.
Sicuramente a voi la combinazione non dice niente, ma porgendo il regalo, per chi vive in questo specifico ambito familiare, non sono necessarie spiegazioni e io lo trovo curioso. Forse anche per questo motivo le iniziali hanno avuto tanto successo nella storia.


Marito e moglie, incisi su un sasso... 
Via! Ve lo confesso! Il sasso è venuto per caso... Avevo preparato un ovale per realizzare un cammeo come quello che feci per l'album con le iniziali GE. Questa volta decisi però di non applicare subito il cammeo alla stoffa per poi imbottirlo: preparai invece una sagoma di cartone ovale, ci posizionai sopra del feltro e, tirando la filzetta del contorno del mio ovale in stoffa, intrappolai il tutto. Quando mi ritrovai il sasso tra le mani, non esitai a dargli la giusta collocazione nella spiaggetta di conchiglie. 


Non ho fatto io il pizzo ad ago su cui è appoggiata (non incollata!) l'ammonite, bensì dalla nonna (oppure dalla zia) del destinatario.
Le quattro iniziali stilizzate a punto erba sono quelle dei figli. Avrei voluto piazzare quattro cristalli, ma mi sembrava un po' presuntuoso, visto che io sono una delle due E. Ho scelto dunque le nummuliti... 
Tranquille, zia Marghy e zia Nora! Le coproliti non le avrei messe davvero, anche se le avessi avute!!


Nell'ultimo scomparto rimasto, una foto di gioventù.


martedì 24 giugno 2014

Un malinconico viaggio verso Adele


C'è stato un tempo in cui abitavo a Novara, subito dopo sposata, nel tempo in cui il marito lavorava a quei viadotti dell'Alta Velocità che sembrano montagne russe. Ci siamo stati tre anni e lì è nata Anita: nella memoria Novara è la nostra isola verde e felice. Dopo allora siamo tornati un paio di volte, ma era da un po' che non ne annusavamo l'aria.
Domenica avremmo partecipato al Battesimo di Adele a Biella e non potevamo non cogliere la palla al balzo. Sabato dunque abbiamo stipato la tribù in macchina e al suon di Radio Italia siamo approdati in Piemonte.
Mi è bastato vedere in lontananza la De Agostini imboccando lo svincolo autostradale per sentirmi ribollire un non so chè all'altezza del petto, simile allo stritolio dei visceri in una morsa e, visto che sono una femminuccia, mi è concesso confessare di essermi messa a piangere come una fontana. 
Posso tingere i capelli e guardarmi da lontano allo specchio per nascondere il tempo che passa, ma questa terribile sensazione di tempo andato e irripetibile è un sintomo nuovo e troppo significativo. 
Siamo passati davanti alla Coop piccola, dove andavo a fare la spesa, e mi rivedevo, esausta, con la carrozzina, nella ciclabile a canticchiare ninna nanne. Davanti al parco coll'altalena usurata dall'Anita, il giorno prima che nascesse, tutto innevato. Davanti al piccolo appartamento, con le serrande abbassate, dentro cui potevo vedere (scene incredibilmente vive, come in sogno), il letto con il copriletto verde e il lettino con la trapuntina ricamata a punto croce e tutti gli oggettini nel loro posto e Anita che strillava, rideva, gattonava e combinava guai.
Ebbene sono arrivata alla conclusione che tutti dovrebbero vivere almeno per un po' lontano dalla routine. Mario e Alfredo sono nati dove vivo ora. Tutti i giorni vedo gli stessi scenari e questi di conseguenza hanno perso il loro potere evocativo. 
Già, per fortuna, dite voi... Altrimenti mi vedreste in giro a singhiozzare come una bimbetta infelice...
Ogni tanto dimentico che preferireste sentir parlare di ricamo: ho saccheggiato di nuovo Kira per il regalo di Adele. Quel bell'oggetto che si intravede in foto è un pouff con un cassettino, che vorrei poter dire di aver rivestito io, mentre invece è 100% Kira. Dai colori del pouff è nata la scatola per la bella Adele, che, nonostante i suoi tre mesi scarsi, ha già lo sguardo di una che sa il fatto suo.


La A è uscita, come spesso di recente, dal Libro delle lettere della Babbi Cappelletti ed è stato divertente giocare con l'ecrù e il rosa, che tanto mi facevano venire in mente le coppette panna e fragola, di cui mi è venuta una voglia matta.
Detto per inciso: sono nata a Biella, per anni sono andata a Biella almeno tre volte l'anno a trovare i nonni, ho vissuto a Novara a due passi da Biella, ci sono tornata questo fine settimana e... Non sono ancora riuscita ad andare nello spaccio dei Fratelli Graziano... AARGH!!

venerdì 6 giugno 2014

Saluto le maestre a scappo al mare


Anita è triste, perchè la sua maestra andrà in pensione e anche tanti suoi compagni non vogliono crederci! Dal loro affetto, trasmesso a noi mamme, è nato il regalo che abbiamo elaborato dopo lunghe meditazioni.
La matita rosso-blu ci è sembrata un simbolo chiaro e simpatico per celebrare la carriera dell'insegnamento e il resto è venuto di conseguenza...


Avevamo pensato ad una cornice, su cui montare matita e iniziale (indovinate chi si è proposto di ricamare l'iniziale?!), ma i tempi stringevano e non riuscivo a trovarne una adatta. Curiosando da Kira, ho sentito una vocina che mi chiamava e, neanche il tempo di girarmi, avevo comprato una scatola di legno anticato, su cui era poggiata una piastrella con decori culinari. Ho fatto fare alla piastrella una brutta fine e ho montato la S su base rigida interponendo un'imbottitura.


Per il fondo della scatola abbiamo scovato una bella frase di De Amicis.


E dopo fiumi di lacrime, scuola e commissioni terminate, fuggo con desiderio al mare per una settimana. 
Cosa c'è di più liberatorio che partire proprio l'ultimo giorno di scuola?!

giovedì 5 giugno 2014

Fiori, cuori, amori... E le rose promesse


Parto con le rose rosa e chiuderò con altre rose rosa, passando dalle rose rosse e da poche azzurre. Carla mi ha inviato la foto di un ricamo con rose blu... Che meraviglia!
Il lavoro in alto è un centro per un vassoio in argento, con un festone movimentato dai pippiolini. 
Segue un tris di cuori, rosa e azzurri e la versione Agnese del lenzuolino di Benedetta di tanto tempo fa...





E adesso guardate... Si rivolteranno forse nelle tombe i disegnatori e le ricamatrici del passato, al vedere un così bel disegno antico liquidato con pochi semplici punti... 



Ma quale resa per rapidissime bomboniere!
La rosa è rossa perchè mi han detto che il colore per la Cresima è il rosso. Il disegno proviene dal Libro delle lettere della Babbi-Cappelletti.

Ma vi avevo detto che avrei chiuso con altre rose rosa...
Per un venticinquesimo la Gabry (hai visto, Gabriella, come ti presento sempre più audacemente?!) mi ha chiesto il fronte per un cuscino con i nomi della coppia...


Credo di aver consumato un plico intero di fogli da architetto: non era mai contenta! E far stare in un quadrato due scritte non è impresa da poco, se i tuoi studi di disegno più approfonditi risalgono alla materna!
Ma, avendo venduto la mia anima a Word, il gioco alla fine si è risolto.
A proposito! Quando la tua vita sembra non avere più senso, ... Vai a caccia di nuovi free font!
E' il mio nuovo antidepressivo, più potente della ricerca per immagini e decisamente più economico dell'acquisto compulsivo su amazon... 
Uffa! Non fatemelo confessare!! Che poi mi accusate ancora di essere pericolosa per il portafoglio!
Ebbene, ve lo confesso lo stesso: ho trovato un librettino... Un librettuccio... Con tantini (tantissimi!) alfabeti completi fighissimi... Eccolo! E' questo: One hundred thirty Antique French Embroidery Alphabets, Shepard J.F. Tanti alfabeti provengono dagli album Sajou, ma averli belli stampati è un aiuto. E' un po' caro, ma sono contenta di averlo preso. Anche perchè... One hundred thirty = 130!!
Anche questo è bellino (Compendium of ancien Artistic initials for Vintage Style Monograms, Shepard J.F.), ma, a differenza del primo, è organizzato per lettere e non per alfabeti e se avete quello della Babbi-Cappelletti, non vi servirà molto.
Torniamo a noi: il font di Cristina & Gabriele è lo strausato Chopin script.
Incredibile il ruolo delle foglie: non ci crederete, ma quella foglietta pennata che spunta dalla n in Cristina, ha cambiato radicalmente faccia al ricamo.


Poi lei, la Gabry, lo ha magistralmente assemblato in un cuscino abbinato ad una lampada...


Sul muro, dietro al cappello della lampada, potete amirrare qualche traccia della vena pittorica di Alfredo, che sembra si stia finalmente raffreddando...

mercoledì 9 aprile 2014

La borsetta con la barbetta


Alcune amiche mi hanno estorto una specie di corso per imparare le iniziali a punto pieno. Al di là dei miei scrupoli circa l'opportunità o meno di farne, ci ho messo un po' ad accettare perchè non riuscivo a impostare correttamente una proposta di lavoro. Anche all'interno di uno stesso alfabeto, non tutte le lettere hanno lo stesso livello di difficoltà e, per garantire la scelta della propria iniziale, mi sono risolta a disegnare un cartiglio che presentasse tutte le difficoltà in cui fin'ora mi sono imbattuta e alcuni spunti per l'evoluzione di ricami più complessi. Il motivo è, non a caso, ispirato alla tovagliona che feci un anno fa: mi ero così affezionata al fiordaliso e alla margherita, da ripromettermi di ricamarne un paio per me, prima o poi.



Per provare qualcosa di diverso, ho stondato il fondo della borsa e, in un raptus di magaripotreimetterciqualchebarretta, ho impulsivamente aggiunto, senza progetto e senza ragionare molto (quante fregature mi prendo con questi raptus!) una serie di archetti a punto festone con pippiolino, a complessità crescente. Siccome sono partita da un lato, per questioni di simmetria e spazi rimasti, mi sono trovata a creare quel reticolo un po' troppo largo che sta al centro e che mi ricorda tanto una barbetta.


Ma per il momento non la raso...

sabato 5 aprile 2014

Un matrimonio, una nascita, un battesimo e un cinquantesimo...


Le due A intrecciate verranno adagiate su di un cuscinetto fedi nuziale. Le iniziali sono tratte da un bel alfabeto Sajou (n°664), modificato un po' per dare una certa simmetria alle lettere accostate. Ovviamente non erano previste le roselline.


Per la nascita di Pietro ho preparato qualche regalino: uno dei miei soliti cuori e un sacchetto con una scritta a punto erba a spessori variabili, la cui foto trovate più sotto. Per assurdo trovo molto più difficile rendere questo tipo di riempimento, che non quello del punto pieno.
Divago un attimo dal ricamo, per passare una informazione a tutte le neomamme o future mamme, che passano dal mio blog. Quando aspettavo Anita, la mia prima, ho avuto la fortuna di imbattermi in un libro, intitolato Il linguaggio segreto dei neonati, di Tracy Hogg. Lo intravedete nella foto più sopra, dietro al cuore, perchè lo regalo a tutte le amiche in attesa. Inutile dire, dopo questa premessa, che lo trovo eccezionale. Mi ha aiutata molto nell'impostare la giornata con il neonato, in quel frangente di stanchezza e di imprevedibile ribaltamento delle abitudini della vita quotidiana, che accompagna la nascita del primo figlio. Tante mi hanno confermato la validità del libro, anche perchè tratta la faccenda con una delicatezza e una sensibilità non comuni, discostandosi dai brutali manuali tanto in voga. Diciamo inoltre che rivaluta la figura della mamma, cercando di preservarne i diritti e aiutandola a dare sane abitudini di rigore ai bimbi, affinchè non cadano nell'abisso dell'allattamento a comando, che spesso le assistenti del nido sono costrette a proporre. Per adottare il sistema ci vuole una notevole dose di pazienza, ma funziona. E funziona soprattutto il sistema per togliere eventuali vizi che il bambino ha preso a causa del nostro sfinimento. Il tutto senza lasciar piangere il bambino per ore, ma standogli vicino e parlandogli, o meglio sussurrandogli... Come ama precisare l'autrice.


Alla nascita segue spesso un Battesimo e sembra stia tornando la voglia di fare o regalare una veste battesimale speciale. Ecco dunque una vestina che ricalca il modello di quella che feci per Alfredo, ma con il ricamo dell'iniziale di una bellissima bambina...


E ora termino con il Cinquantesimo di matrimonio, per il quale mi hanno commissionato un cuore dai colori tenui, che diventerà un cuscino. 
E con questa foto vi saluto e vi ringrazio della vostra preziosa e costante presenza!