Visualizzazione post con etichetta Borse. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Borse. Mostra tutti i post

sabato 2 gennaio 2016

Di lane e di oriente


Al mio doveroso augurio di felice e operoso anno nuovo, che giro a tutte voi e me stessa, che faccio adesso, ma che estendo atutto il 2016, segue il racconto della borsa di G in lana cotta, affidatami perchè ricamassi qualcosa a dar luce al nero.
Non avrei mai scelto l'arancio (ora lo adoro!), se non fosse stato per una passamaneria dal profumo d'oriente, che decora la chiusura a ridosso della cerniera. 
Nessuna metafora nell'accenno al profumo! Nel disfare la fodera, per avere accesso alla stoffa da ricamare, un lieve esotico aroma di cumino e cannella, ultimo forse residuo delle origini della borsa, ha solleticato le mie narici.


Decisamente più occidentale il soggetto scelto, estrapolato da Il libro delle lettere della Babbi-Cappelletti, che viene sempre in mio soccorso nei momenti difficili.
Una G con ricche volute, che ho banalizzato con le mie rose e i piccoli fiorellini, se non altro per recuperare in extremis il proposito di ricamare perline del 2015. 
Dovete assolutamente provare a fare una cosa simile! Cioè... Prendete una di quelle belle lettere ornate, che vi piacerebbe ricamare a punto pieno e che impieghereste circa 8 mesi a finire e... Ricamatela in poche ore con i semplici punti base! Non è certo la stessa cosa... Ma ameno non perderete tempo a sognare, rimanendo con le mani in mano. 
Lo so perchè... Mi capita spesso!
La G è grande e, considerata la natura del supporto, ho mescaloto ai mulinè delle lane che avevo usato per il bandera.


Se potrà mai interessarvi per qualche ragione... Ho documentato le mie prove di macramè a macchina in questo post su acuscripta.blogspot.com. 
A prestissimo con... Un paio di date per i corsi del 2016!! 
Ancora a tutte auguri di Buon Anno!

venerdì 30 gennaio 2015

Silk (!?!) ribbon embroidery


No! No! Siamo oneste! Non è silk ribbon! E' rayon ribbon embroidery, perchè i nastri sono al 100% in pura nobile fibra di rayon!
Però... Però li ho tinti con colori per seta, quindi potrei far passare l'inganno del silk coloured ribbon embroidery. Ma so che voi non vi frego, quindi mi conviene dire a tutte come stanno le cose.
Mi serviva un ricamo per partecipare al  tanto atteso progettone-borsa-della-Patty con l'Associazione Filitralemani. Non avevo avuto tempo di farlo e sono arrivata all'avvio della cosa senza il necessario. Ho ammirato nostalgica i ricami delle altre e braccato la Patty per sapere come procedere all'assemblaggio di pezzi che non avevo e sono tornata a casa sconsolata.
Il giorno dopo ho deciso che dovevo fare qualcosa. 
Recuperare un vecchio ricamo a punto croce? No, no! Non mi sarei più scollata di dosso le frecciatine della Gabry... 
Recuperare vecchi ricami abbandonati? No, non avevo stoffe in tinta. Niente. 
Mi toccava farne uno nuovo, ma veloce, veloce... Veloce, veloce.
Avevo giusto tinto inutilmente pochi giorni prima un nastrino (quello in pura nobile fibre di rayon...) con dei colori per seta, un po' per fare un esperimento, un po' per realizzare un campione, e quindi è normale che mi sia venuto in mente il silk ribbon.
Allora ho disegnato la solita E Rouyer254, di getto, su un brandello di lino damascato della Tessitura Giaquinto e, sempre di getto, con una certa entusiasmante foga che non mi prendeva da un po', mi ci sono gettata sopra.


Ho ragionato poco e tutto è venuto da sè. Non c'è continuità di colore perchè avevo pezzi tinti con sfumature diverse, non sufficienti a coprire tutte le parti dell'iniziale. Con pazienza avrei potuto usare qua e là, usando un po' di giudizio, i diversi colori, ma la pazienza e il giudizio in quel momento amoreggiavano altrove, forse al cinema, o in una sala da ballo, e comunque decisamente lontano da me. Durante la loro assenza ho ricamato le rose e le foglie delle rose con i nastri. Mi spiace non aver fatto la foto del risultato.
Quando, il giorno dopo, sono tornata in pieno possesso delle mie facoltà (e aver duramente bacchettato pazienza e giudizio in egual misura), ho aggiunto quelli che, secondo me, sono i dettagli che fanno la differenza: tralcetti a punto mosca a due fili di mulinè e nodini panna con un vecchio perlè.
Mi hanno invece messo in crisi i nodini al centro delle rose. La prima versione fu gialla, la seconda rosso-bordeaux. In foto rende decisamente di più la gialla, ma dal vivo l'abbinamento con le stoffe era reso meglio dal rosso.


Perchè ho usato i nastri di rayon? Perchè quelli di seta, tinti a mano da Di Van Niekerk, e che ho comprato in fiera, sono così belli che tremo all'idea di usarli. Non li avrei certamente usati per questo lavoro, perchè non sapevo che cosa sarebbe venuto fuori e poi... Poi, al di là dell'alto valore di qualità e quindi di prezzo, non riesco a usare cose per le quali è troppo difficoltosa la reperibilità.
Se qualcuno conosce un fornitore di nastri in seta dalle mie parti, non esiti a scrivermi! Non si può comprare on-line un metro di nastro in seta, perchè hai finito quel colore! Allo stesso tempo non ne puoi ogni volta comprare quantità industriali!
E il doppio raso? Credo che sia troppo spesso per farlo passare attraverso la stoffa, ma... Vi saprò dire.

C'è solo una soluzione... Ragazze di tutto il mondo... Vabbè, italiane! Riprendete in mano gli aghi! I fornitori non riassortiscono più le partite terminate e le mercerie si stanno impoverendo! Non c'è più mercato!

Comunque, esco dall'eperienza del rayon ribbon con questa breve serie di promemoria:
- non lasciare che pazienza e giudizio fuggano ancora dalla gibbosa cella cerebrale (proposito tanto prezioso quanto effimero);
- usare nastri almeno di poco più pregiati, nonostante le prevedibili proteste dei rayon fan club;
- provare a tingere i suddetti nastri, perchè questo aspetto sfumato e vintage mi piace parecchio;
- trovare il tempo per fare altri lavori del genere...
Ok, lasciamo perdere.
Ciao care!

giovedì 8 gennaio 2015

Applicarsi alle applicazioni


Mettendo a posto le cartelle dei lavori dell'anno appena concluso, sono saltate fuori alcune foto di lavoretti non ancora postati. 
Ho sempre ammirato chi riuscisse a coniugare il ricamo con l'applicazione di cotonine o brandelli di tessuto vario. Se fossi una quilter, mi dedicherei senz'altro ai Baltimora (credo che si chiamino così) e cioè quei quilt che partono con la composizione di quadri ottenuti con applicazioni e poi trapuntati: per intenderci, i lavori che portano avanti le protagoniste del film Gli anni dei ricordi. Al contrario non amo le applicazioni rifinite col punto festone. 
Ma la realtà è che ho sempre odiato lavorare con piccoli pezzi di stoffa, perchè sono sempre stata sostanzialmente una ricamatrice da divano e mi sarebbe riuscito difficile gestire la rabbia di cercare i pezzi tra i cuscini. Adesso ho un po' di tempo per spostare la mia postazione di lavoro da una parte all'altra della casa e, incoraggiata dalla facilità dell'esecuzione del gufetto bagnino di Alfredo, mi sono lanciata nel provare qualche altra applicazione. Ulteriore non trascurabile fonte di ispirazione fu lo sfogliare in fiera un libro di un'autrice giapponese, intitolato Quilt Story (Yukari Takahara). I suoi personaggi hanno movimento, espressione ed è rimarchevole come sia riuscita ad utilizzare scampoli di ogni sorta. I suoi punti forse sono un po' frettolosi, ma le si perdona tutto, soprattutto perchè mette in mostra i suoi tentativi, evidenziando come uno stesso soggetto muti d'aspetto se abbinato a sfondi diversi, tessuti particolari e tecniche di esecuzione alternative.


Ho trovato questi deliziosi disegni in una serie di pubblicazioni dell'Antique pattern library, dedicata alla piegatura e all'intreccio dei nastri, di discutibile buon gusto, o comunque di un gusto appartenuto ad un'altra epoca. Però le figurine servite da modello sono sfruttabili. Oltre a queste due bambine, ci sono ragazzine in pose interessanti e una serie di donne in costume niente male. I libretti si chiamano The ribbon art book, ma il primo volume è il più fecondo.


Ne ho da fare di strada per migliorare l'esecuzione dei punti, soprattutto negli angoli! Ma la foga di provare qualcosa di nuovo mi ha fatto soprassedere al dubbio se tagliare la stoffa negli angoli, oppure ripiegarla.
Le mie figurine misurano circa 15 cm e per la dimensione dei tratti a punto erba, ho preferito usare un solo filo di mulinè.









mercoledì 9 aprile 2014

La borsetta con la barbetta


Alcune amiche mi hanno estorto una specie di corso per imparare le iniziali a punto pieno. Al di là dei miei scrupoli circa l'opportunità o meno di farne, ci ho messo un po' ad accettare perchè non riuscivo a impostare correttamente una proposta di lavoro. Anche all'interno di uno stesso alfabeto, non tutte le lettere hanno lo stesso livello di difficoltà e, per garantire la scelta della propria iniziale, mi sono risolta a disegnare un cartiglio che presentasse tutte le difficoltà in cui fin'ora mi sono imbattuta e alcuni spunti per l'evoluzione di ricami più complessi. Il motivo è, non a caso, ispirato alla tovagliona che feci un anno fa: mi ero così affezionata al fiordaliso e alla margherita, da ripromettermi di ricamarne un paio per me, prima o poi.



Per provare qualcosa di diverso, ho stondato il fondo della borsa e, in un raptus di magaripotreimetterciqualchebarretta, ho impulsivamente aggiunto, senza progetto e senza ragionare molto (quante fregature mi prendo con questi raptus!) una serie di archetti a punto festone con pippiolino, a complessità crescente. Siccome sono partita da un lato, per questioni di simmetria e spazi rimasti, mi sono trovata a creare quel reticolo un po' troppo largo che sta al centro e che mi ricorda tanto una barbetta.


Ma per il momento non la raso...

giovedì 13 giugno 2013

Troppe rose...


Consideratela una sperimentazione. E ho ancora in mente qualche variante... Quindi sopportate questi post un po' tutti uguali. Comunque spero che serva di ispirazione a qualcuno. 
Qualche volta ricevo e-mail molto belle che raccontano di come qualcuno abbia preso idee per regali molto graditi, oppure di come abbia osato passare al ricamo classico grazie al mio blog... Non è bellissimo?! 
Le potenzialità della rete sono incredibili e io stessa vengo influenzata dai blog che seguo, quindi... Grazie di cuore a tutte le blogger! Purtroppo non siamo molte e i follower, vedo, non superano i 600, anche nei blog più gettonati di punto croce. Ieri alla radio ho sentito che il blog di un gatto di un personaggio famoso ha più di 26000 follower... Ma io e i miei 274 stiamo bene insieme. Grazie!!


Due sacchetti e un portabiancheria.


Questo è per il mio nipotino, che, povero ciccio, dopo solo 4 giorni di nido, è già ammalato!

sabato 22 dicembre 2012

Auguri di un sereno...


E, se non aveste capito bene...
Invio a tutte voi che mi seguite o che capitate qui per caso e anche alle vostre famiglie...


Nella prima foto, font Brush Script a punto mosca, con nodini filato Diamant e palline rosse a punto pieno. Per il secondo lavoro, punto annodato e font Old script. Trovo molto bello il rosso natalizio DMC 321.


A rileggerci l'anno prossimo! Auguri, auguri, auguri!

mercoledì 28 novembre 2012

Quanti giri nel punto vapore?


Questi sono due sacchettini per il mercatino della scuola.
Li uso come pretesto per rispondere ad alcune domande fattemi nel mio ultimo scandalosamente frettoloso post. E' che, ve lo confesso, avevo bisogno dei vostri meravigliosi commenti! Grazie davvero a tutte!
E visto che siamo in tema, se volete un ritratto spassoso sugli stati d'animo di una blogger tipo, non perdetevi questo azzeccatissimo post di BiancoAntico, che ha avuto un gran meritato successo!
La prima richiesta a cui rispondo volentieri riguarda il numero di giri per ricamare le roselline a punto vapore: niente di più casuale.
Scherzo, ma non troppo.
Premetto che nei lavori visti fin'ora ho ricamato con due fili di mulinè e che di solito suggeriscono di usare un ago senza cruna allargata affinchè scivoli bene il rotolino di filo attorcigliato... Non ho sempre la pazienza di cambiare ago.
NON disegnate la rosa: fatevi un puntino, se serve, per facilitare la localizzazione, ma non segnatevi i giri, perchè rischiate che, per tener fede ai disegni, i rotolini siano tra loro molto discostati. E' un effetto che a volte si cerca, ma a me non piace molto.
Parto con due piccoli punti affiancati per il centro delle roselline: per un puntino di circa 3mm arrotolo 5 o 6 volte il filo. Circondo poi il cuore della rosa con tre punti più lunghi (un archetto di 5-6 mm) fatto di 10-12 avvolgimenti e poi ancora fino a 14. Troppo lunghi non mi piacciono perchè si spostano e si accavallano agli altri.


Come vedete ho usato due colori e la direzione delle rose cambia per dare movimento. A volte si può variare anche il punto di vista, ricamando i petali esterni in modo regolare intorno al centro del fiore (e non solo al di sotto, come ho fatto nella foto), dando la sensazione di vedere la rosa dall'alto.
Colori DMC 733, 732, azzurri 519, 828, rosa 962, 963.
Spero di essere stata chiara. Ecco la versione ecrù semplificata...


Riporto poi nuovamente i dati bibliografici del libro di Diane Lampe, che avevo linkato tempo fa e poi dato sempre per scontato, ma mi rendo conto che la ricerca su quest'autrice australiana non è immediata, forse perchè non ha un suo sito. Il libro a cui faccio riferimento (ne ha scritti altri che non ho) è Diane Lampe with Jane Fisk, Embroidery for all seasons, Milner Craft Series (2006).
C'è sicuramente su Amazon, ma non ricordo dove l'ho comprato.
Ciao a tutte e grazie per la vostra presenza! 

giovedì 20 settembre 2012

Ancora un po' di asilo...


Nel mio primo post sul trapunto fiorentino avevo accennato ad un secondo lavoro che avrei terminato prima della prossima era geologica. In effetti l'inizio della scuola me lo ha imposto e dunque eccoci.


Siccome il trapunto esige una doppiatura con una stoffa a trama larga, ho deciso di usare uno scampoletto di lino 11 fili color grezzo e di applicare sopra della batista bianca. Il font usato è il Brush script MT, particolarmente adatto per la corposità delle lettere. 


Per fissare la banda bianca ho usato il punto strega, divertente e rapidissimo. Sul fondo ho aggiunto due giri di punto quadro e la emistellina algerian eye.
Forse ho imbastito male, oppure ho tirato troppo la filza nelle curve... fatto sta che stirarlo è stato un'impresa!

domenica 2 settembre 2012

Ricamare per la scuola... non solo per l'asilo!


Avevo paura che arrivassero le vacanze per non vederle durare una battito di ciglia... Ed è giustappunto già ora di tornare a scuola! 
Francamente non ho voglia di ricominciare a dedicarmi agli impegni scolastici vari e ai raffreddori, ai mali di stagione e alle tonnellate di vestiti e cappotti da lavare, stirare e infilare a bambini recalcitranti. 
Ma non c'è antidoto allo scorrere del tempo. 
Qualche volta tornerei volentieri all'età di Isabella, che frequenta le medie e per la quale ho ricamato i portasquadre in foto, soltanto per riassaporare la spensieratezza e i lunghi pomeriggi di nulla. Se penso però alle ansie scolastiche e sociali la voglia mi passa in un lampo: giusto la notte scorsa ho sognato di aver preso 2 in storia e svegliarmi è stato un sollievo! 


Il sacchetto, coordinato alle squadre, porta delle iniziali tratte dall'alfabeto dell'album Sajou n°135.

Dall'album Sajou n°664, ho invece rubato le iniziali ricamate su di un portacap da equitazione, realizzato con del lino blu di una tinta scura bellissima, su cui le iniziali, per rilievo e brillantezza, spiccano deliziosamente. Ma non c'è stato verso di fare una foto che rendesse il colore, perchè il lino rifletteva la luce in modo inusuale. 


Sempre con lo stesso alfabeto, un regalino che consegnai a giugno alla maestra di Mario, che amorevolmente lo ha seguito per tutto l'anno, tollerando allegramente le interminabili disquisizioni su robot e dinosauri.



lunedì 16 gennaio 2012

Regalare la primavera a Natale


Per scacciare il freddo invernale, Silvia ha avuto un lampo di genio e ha ben pensato di regalare dei semi per Natale, combinando, simbolicamente, l'augurio per un nuovo fruttuoso anno, all'auspicio di un raggio di sole precoce. 
Ho rispolverato il bellissimo libro di Diane Lampe e mi sono lanciata alla confezione di minuscoli sacchettini  porta-semi, ricamati con miniature floreali.



Presa dall'entusiasmo, ebbra di un profumo immaginario di rose, mughetti e verdure di ogni sorta, ho visualizzato coloratissimi vasi carichi di fiori e ho provato a riprodurli, con semplici applicazioni... E ho finito anch'io per regalare la primavera a Natale...




lunedì 3 ottobre 2011

Matilde & Carlotta


Due regali, per due sorelline... 
I sacchetti in lino grezzo sono ricamati a punto mosca, che si allarga in prossimità degli spessori della scritta (Old script, spessore 150) e si assottiglia fino a trasformarsi in punto erba nei tracciati lineari. Il punto mosca (fly stitch) è davvero rapido (ho utilizzato il perlè n°8) e, mi sembra, di gran effetto. Con l'aggiunta di qualche fiorellino a punto margherita e di qualche fogliolina la scritta prende l'aspetto di una fronda...


Il sacchetto è raddoppiato con del lino bianco in modo da formare uno smerlo e, con una leggera trapuntatura, per creare la coulisse attraversata dalla coda di topo bianca.
Le fasce avvolgi-libri sono realizzate su lino bianco con iniziali a punto pieno che ho già usato in un' altra  occasione.




lunedì 21 febbraio 2011

Bagliori prenestini


In occasione della Fiera di Vicenza (Edizione autunnale 2010) ho partecipato ad un minicorso dedicato al ricamo prenestino, tenuto da Stella Chiapparelli, esperta del ricamo di Palestrina. Scusate l'ignoranza, ma ero convinta che Palestrina fosse un'isola delle Tremiti... Invece è un paese del Lazio che il mare lo vede forse con un cannochiale. L'errore probabilmente viene dalla confusione con l'isola di Pellestrina che comunque sapevo fosse veneziana. In ogni caso, l'importante è aver partecipato al corso. 
Il bello della signora Stella è che la vedrete sempre impegnata a ricamare, cosa che di solito mi aspetto nelle fiere e che invece ultimamente pare essere una pratica abbandonata... Poi non usa il telaio, tendendo gugliate chilometriche senza stropicciamenti della stoffa!
Dunque mi sono fermata da lei per carpire qualche segreto e attraverso i suoi insegnamenti ho realizzato il campione sottostante, che mostra i difetti di una principiante, ma che si è rivelato utile per imparare.


Il ricamo assomiglia, per aspetto e per tecnica, al ricamo bizantino dell'Emila Romagna, ma si differenzia essenzialmente per la scelta dei filati. Quindi punto stuoia, erba e palestrina. Se non erro nel bizantino si usa comunemente un filo di mulinè per il fondo, due fili per i contorni, mentre il prenestino è lavorato con il perlè o il ritorto fiorentino n°8. Nei decori a punto palestrina il ritorto è addirittura raddoppiato ed è facile immaginare l'appariscente effetto rilievo.
Il mio ricamo in rosso (ritorto fiorentino n°8, colore 6178) è un secondo lavoro fatto a casa con tranquillità. Non ho usato il telaio, ma, su suggerimento della mia insegnante, ho teso la stoffa attraverso qualche spillo applicato sul margine superiore della stessa, sopra a un cuscino di supporto. Volevo un disegno tradizionale, ma in rete non ve n'è traccia. Sono ricorsa dunque alle mie solite fonti, trovando la mia R nel cifrario Janon Co., Fine Hand Embroidery, Monograms, 47 West 34th St, New Yor, scaricabile sull'Internet Archive. Non mi sono però resa conto che, dato lo spessore del filato, lo spazio interno al disegno doveva essere più ampio, in modo da creare un gioco più arioso con il fondo. Un'altra cosa che ho imparato è che mai quanto in questa tecnica il disegno deve essere riportato in maniera impeccabile!


Comunque questo è il risultato e forse i prossimi saranno migliori, perchè sicuramente ce ne saranno altri: mi piace. L'orlo della borsetta che è diventato il ricamo è anch'esso proprio del ricamo prenestino e ha come base il punto festone che raggruppa 3 punti alla volta.
Il cordoncino è realizzato con gli stessi filati del ricamo, ma ancora non riesco ad attorcigliarlo come si deve!


martedì 25 gennaio 2011

Cosa non si fa per il tutù...


Pochi mesi fa promisi ad Anita che l'anno prossimo, quando avrebbe iniziato le elementari, l'avrei iscritta a danza. C'è voluto un po' per farle capire che ora mi pareva troppo presto, perchè esce stanca dall'asilo etc... Quando però mi ha annunciato nostalgica che per essere pronta per l'anno successivo si era già preparata  la borsa con l'occorrente (un body da neonato di Mario, consunte ballerine e un paio di calze), allora ho capito  io che in fondo non era poi così presto. Il giorno dopo era iscritta in una palestra e con gli occhi lucidi mi diceva "Ci posso tornare anche domani?".
Così, sull'onda del suo entusiasmo, le ho ricamato una borsetta per le prime scarpette, che termino soltanto ora dopo una lunga pausa servita a metabolizzare una novità che si sta facendo strada...
Tornando al ricamo, ho voluto sperimentare un filato diverso per la scritta a punto pieno, ovvero niente meno che il perlè n° 8. Confesso che mi aspettavo un risultato più grossolano... Certo è che l'effetto rilievo è assicurato!


Ho ricavato il disegno assemblando su Word una clipart, trovata in rete e raffigurante la ballerina, con la scritta del nome nel font French Script. La sovrapposizione si ottiene facilmente selezionando il layout "dietro il testo" tra le proprietà dell'immagine.

Sul retro dell'astuccio ho ricamato un semplice paio di scarpette, combinando, come sul davanti, il rosso DMC 498 al rosa di un vecchio perlè di cui ho perso i dati..


giovedì 8 luglio 2010

Voglia di mare


Con le conchiglie raccolte due anni fa, l'estate scorsa ho realizzato un sacchettino che doveva servire a portare i bavagli dei bambini e l'occorrente per i pranzi e le cene al ristorante del Villaggio. Ho dovuto restaurarlo per i maltrattamenti subiti e perchè scioccamente avevo fissato i passanti per il cordoncino a pochi fili di tessuto, con la conseguente rovinosa stiracchiatura di quei pochi fili. Così, ora, rimesso a nuovo, accompagnerà anche le nostre prossime vacanze, ricordandoci  le trascorse.
Sul lato fotografato è la bambina a riva, sul retro il temerario maschietto accovacciato sullo scoglio.