sabato 1 gennaio 2022

Una baita in riva al mare di nebbia

 

Ho attraversato il ponte che collega l'anno vecchio col nuovo con una manciata di bulbi in mano e una carta topografica della Lessinia sotto il braccio. 
Non mi ero mai resa conto delle ragioni del malessere finché non mi sono voltata, in maniche di camicia, e non mi si sono parate innanzi le tre baite in riva al mare di nebbia, affacciate sull'arcipelago degli Euganei con la stessa eroica immobilità di Fo' Castle sull'oceano. Sul fondo del mare la pianura, con le sue tempeste e i suoi tormenti, da cui ero emersa soltanto poche ore prima.

Un maestoso cambio di prospettiva.

Mi sono tornate alla memoria le immersioni. Mi giravo e rigiravo, fluttuando, con lievi battiti di pinna, placida e intenta a osservare un paesaggio sommerso, del tutto simile a quello emerso. Se guardavo verso l'alto, il cielo era un muro traslucido attraverso cui filtravano raggi di luce a ventaglio. Non mi metteva apprensione o tristezza, perché sapevo come attraversare quella barriera e che cosa poi avrei trovato.

Così adesso so cosa c'è oltre la nebbia, dopo anni spesi ad attendere in letargo che la nebbia si dissolvesse. Ho anche capito che se il mattino è triste e urla di indossare i vecchi abiti domestici di sempre, urge mettere quelli nuovi e riemergere.

Un passaggio perfetto. 

Perché, tecnicamente, se cioè raccontassi gli eventi salienti, il mio 2021 verrebbe giudicato come un anno discretamente indecente, pandemia esclusa. Capireste anche il perché di qualche ritardo di pubblicazione e di un certo lassismo nel ricamo. Eppure, buttando la testa sotto il mare di nebbia per riguardare agli eventi, non sento la voglia di imprecare, o di augurarmi ed augurare fortuna. Non mi sento vittima degli eventi, forse per la prima volta. Non so come e perché e non so se durerà: sono rimasta lucida, ho cercato soluzioni. Laddove le strategie non hanno funzionato, o non potevano funzionare, ho accettato di deviare il percorso. E sono arrivate cose, e persone, molto belle. Altrimenti avrei seguito la mia solita pista nella nebbia e, scontrandomi per caso contro di loro, avrei appena sollevato il capo per scansare la spallata.

Scrutando oltre le baite in riva al mare, ho realizzato che siamo fatti, programmati, per cercare soluzioni. Se non abbiamo problemi, ne andiamo in cerca: scoviamo la sfida a tutti i costi. Siamo animali creativi. Il paradosso è che davanti alle sfide ci blocchiamo e cerchiamo invano di ricacciarle al mittente. 

Da qualche giorno, a chi mi chiede come va, rispondo che i problemi sono opportunità e che mi godo questo periodo particolarmente ricco... 

Tranquilli ! Lungi da me augurare un 2022 di sconfinate opportunità a tutti!

Non auguro. Mando affettuosi saluti. 

So che non è un post di ricamo e che questo viola le rigide regole autoimposte, quindi chiudo con il terzo buono proposito: un trionfale ritorno al punto pieno, con un Alexandre 179. E intorno una federa a tre orli.

Link in coda.



Alexandre 179: link.


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