domenica 30 agosto 2020

Mimì è una di noi!


Vi prometto che questo non si trasformerà in un blog di lirica. 

Il punto è che sono entrata in fissa con i gorgheggi (e con un paio di baldi e languidi tenori, a dirvela tutta). 

Curioso che mi sia impantanata nella lirica proprio mentre stavo osservando quanto la mia vita fosse povera di musica: sempre le solite quattro canzoni, ma ascoltate a ripetizione e a puro scopo di intrattenimento. Sono maturi i tempi, o forse, come credo, il motore dei ricordi ha innescato quel processo... 

Quello in cui ad un certo punto accade un fatto e, per coincidenza di luogo e momento propizio, i sensi recuperano memorie sepolte e lo sfarfallio alla bocca dello stomaco si tramuta in sentimento, motivazione e... Ossessione.

Così mi sono rivista audace, a proporre la copia della musicassetta di Dirty Dancing sotto uno sguardo di disapprovazione, in una casa dove la sola musica degna era quella classica, che ascoltavo passiva: come tutte le undicenni vedevo e ascoltavo la preistoria in casa mia e scuotevo la testa come chi la sa lunga.

Deve essersi depositata da qualche parte, dopo il rifiuto. Ha atteso paziente di uscire allo scoperto e adesso trionfa.


E siccome mi sono presa la briga di seguire i brani celebri con i sottotitoli (per decifrare gli urli incomprensibili), ho fatto un paio di scoperte interessanti.

Per prima cosa, è evidente che tutte le madri dovrebbero mettere i figli maschi davanti a Youtube, col Domingo o il Villazon di turno, legarli alla sedia e obbligarli ad imparare ad essere uomini... 

D'accordo! D'accordo! 

Anch'io non riuscirei a starmene seria, se l'uno mi parlasse accalorato del mio dolce viso di mite circonfuso alba lunar... Ma almeno un piccolo elegante gesto... O un concetto, espresso in parole e senza emoticons... Sarebbe già così tanto e desiderabile...

Seconda cosa... 

Udite! Udite!

Eppure forse voi lo sapevate e io no...

MIMI' E' UNA DI NOI!


Mi chiamano Mimì,
ma il mio nome è Lucia.
La storia mia
è breve: a tela o a seta
ricamo in casa e fuori.
Son tranquilla e lieta,
ed è mio svago
far gigli e rose.
Mi piaccion quelle cose
che han sì dolce malia,
che parlano d'amor, di primavere;
che parlano di sogni e di chimere,
quelle cose che han nome poesia.


Tornando alla mia goldwork butterfly, mi sono trovata costretta a rivedere la direzione dei punti di un petalo, che mi aveva tratto in inganno perché la forma è rovesciata. 
Così sono andata di dolente taglierina e infine imparato a far girare i punti.



3 commenti:

  1. Elisabetta Ho ricevuto dal tuo blog aggiornamenti che sembrano non essere tuoi. Sta succedendo qualcosa di strano. Ricevo annunci pubblicitari. Succede spesso. L'ultima email che ho ricevuto l'ho salvata.
    Saluti

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  2. Come ho scritto sul tuo post precedente, la musica è una chiave che apre porte e portoni che fino a poco prima si pensavano serrati. Dietro ad essi sono quasi sempre nascosti "tesori" inimmaginabili.....Credo che tu abbia trovato la chiave giusta per aprire uno ad uno tutti quei portoni...e forse Mimì ti guida :-) Buon lavoro :-)

    RispondiElimina

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