giovedì 6 agosto 2020

Domestika addicted


Il lockdown è scivolato silenzioso.
Avevo il libro da finire e la didattica a distanza su cui disperarmi.
Nei momenti di sconforto mi isolavo al PC in cerca di un non so che cosa, che un giorno è arrivato...
Ho scoperto Domestika e i corsi on-line di illustrazione.
Ne ho acquistati un paio per Anita e ho finito per seguirli io.
Ho adorato la serietà dell'impostazione e la qualità dei contenuti.
Quasi tutti gli autori sono di origine sudamericana, ma i sottotitoli sono in inglese e laddove il mio inglese langue, il portoghese supplisce e mi fa sghignazzare.
Non ho disegnato, se non quanto basta per farmi disperare. 
Ho ascoltato e cercato di dirottare il metodo al ricamo.
Scorrendo l'offerta mi sono fatta sedurre da altri corsi e dopo il terzo è arrivato il quarto e a tutt'oggi posso dichiararmi definitivamente assuefatta. Ne sono dipendente, ma per il momento non ho alcuna intenzione di disintossicarmi. Dalla gestione di Instagram al lettering e dalla fotografia alla formulazione di un modello imprenditoriale per creativi.
C'è anche una sezione dedicata al ricamo e al "craft" più in generale.
Con mio grande stupore ho incontrato Karen Barbè, di cui già due o tre anni fa avevo acquistato il libro (Colour confident stitching). Ho scaricato il suo corso e riscoperto il suo metodo, direi finalmente intuendolo più profondamente. Mi sono obbligata a costruire i campionari che raccomanda e lentamente sto assortendo i miei pantoni. 
Tutto ruota attorno ad un concetto che avevo appreso con il mio campionario delle conchiglie e più in generale dedicandomi al punto pittura: l'occhio ha bisogno di allenamento. 
C'è chi nasce con una spiccata sensibilità al colore e chi, come me, ha bisogno di educarla. 
Non c'è una formula magica, ma metodi attraverso cui fare esercizio e affinare le abilità.




domenica 2 agosto 2020

Goldwork weekend: scrivere in oro


Il mio problema è che solo gli errori mi fanno aprire gli occhi.
Mi manca quel lume geniale che anticipa le conseguenze delle mie azioni.
Ovviamente non solo nel ricamo, ma non è storia di questo blog...

Non ho previsto che sarebbe stato più saggio partire con il couching dalla convessità della curva, anziché dalla concavità, perché avrei ottimizzato il lavoro e limitato l'impatto delle chiusure dei fili oro (dove la punta delle forbici impunemente indica). Non ho poi calcolato che il mio minuzioso e ossessivo riempimento avrebbe ingolfato tutto.
Tornando ancora più indietro, forse non avrei dovuto mettere l'imbottitura... Ma vedo che lo fanno quasi sempre...
E che aver prima appuntato il Purl nel kit di Becky aveva funzionato, mentre qui insomma si sta deformando tutto.

E se state pensando che avrei dovuto acquistare un altro kit di Becky, anziché darmi a queste presuntuose prove, avete ragione solo in parte.
I kit sono fatti troppo bene per sbagliare e dunque imparo solo una parte della storia.
Che poi avete ragione...
Vi sento che mormorate...
Trovare soluzioni a sentimento non è imparare una tecnica.
No... Non lo è.
O forse sì?
E' che mi sono obbligata (pena la decapitazione) di alternare un kit di esperti ad una iniziale.
Tranquilli... 


Ho tirato per finire questa triste letterina perché era in arrivo...
Il nuovo corso della RSN!

EVVIVA, EVVIVA!

E' arrivato il corso avanzato! https://www.youtube.com/watch?v=ijoEgUUKu3E
E proprio come volevo: oro + Long&Short! E anche l'applicazione di pelle, che non ho mai fatto...



Da oggi mi ci fiondo!


giovedì 23 luglio 2020

I Briggs e il kaftano


Ogni tanto la Gabry mi allunga un pezzo e io lo ricamo.
Questa volta mi sono deliziata gli occhi su un kaftano realizzato con un tessuto molto simile al 6262 di Graziano, stropicciato. Ricamabilissimo.
Volevo qualcosa di semplice e adatto ad ogni mano.
Ho rispolverato la mia lista dei buoni propositi, tra cui spiccava, per la quantità di rimandi e scarabocchi, la voce redwork-punto erba-modelli per principianti. 


E' da quando ho avviato i corsi che mi dico che sarebbe utile un bel riferimento per chi ha seguito il corso base e vuole fare mano con i lineari.
Mi sono gettata nell'archivio di cartelle salvate nella notte dei tempi e ho portato alla luce quello che avevo letteralmente rinominato "Il malloppone".
Eccolo qua, direttamente dall'Antique pattern library e scaricabile gratuitamente:

Io avevo salvato il disegno del mare già in sette cartelle e così finalmente posso spuntare una delle voci dalla lista.




C'è di tutto... Io ho puntato una serie di vasi cinesi e le scene dedicate allo stagno, di cui Alfredo adesso ha la fissa, ma che bisognerà che vi racconti con calma. I disegni dei bambini, invece, poveretti, mi fanno un po' impressione.


Il colore è il DMC 3031 e ho lavorato tutto a un filo.