domenica 25 luglio 2021

Ricamare il mare... al mare! Quello del Delta del Po


Ci sono momenti in cui è l'istinto a guidarti. 

Se poi gli eventi si susseguono, portando l'impresa improvvisata al coronamento perfetto di un desiderio nutrito nel tempo, l'illusione di una mano sottile che ti guida prende forma. 

Dopo frustranti ricerche per l'ambientazione del mio corso Ricamare il mare... al mare, mi sono imbattuta per caso in una foto, che mi ha portato a un sito e pochi minuti dopo ad un indirizzo mail. Un paio di giorni di scambi di corrispondenza per valutare la fattibilità e prontamente un appuntamento per visitare la struttura: Hotel Rurale Cannevié a Codigoro (FE), nel cuore del Parco del Delta del Po (www.oasicannevie.com).

Ho caricato in macchina una nonna con la voglia di scappare di casa e un bambino con una canna da pesca che onestamente odio (la canna da pesca, non il bambino... anche se a volte la canna da pesca mi intenerisce di più).

Li ho fatti svegliare all'alba, nutrendoli di sole fette biscottate e rimproveri. Li ho zittiti nel viaggio perché più irritanti del navigatore e silenziosamente siamo scivolati tra campi di mais e girasoli. Pura utopia il silenzio, in realtà, se fate un viaggio con mia madre e il mio ultimo nato.

Stremata dai consigli materni e dalle domande di Alfredo sui luoghi di pesca che avremmo incontrato e su cui io non potevo e non volevo sapere niente, siamo arrivati nei paraggi dell'oasi con troppo largo anticipo. Notando l'estrema vicinanza all'abbazia di Pomposa, abbiamo fatto una deviazione. Ho parcheggiato proprio là dove, anni prima, il resto della famiglia aveva visitato il luogo, mentre io sorvegliavo lo stesso ultimo nato che si era addormentato esattamente all'imbocco del parcheggio, dopo una giornata da urlo. Mai svegliare il can che dorme... 

Ovviamente gliel'ho fatta pesare.



Sosta bagno, caffè, brioche e giretto nel parco con le sculture di legno da spiaggia al Lago dei desideri, il cui nome mi ha fatto nascere il desiderio che il luogo corrispondesse alla aspettative. Perché siamo fatti così (forse solo io e dannata sia la mia tendenza a generalizzare): desideriamo se ci fanno desiderare e costruiamo castelli nello spazio vasto e a volte inutile del cervello, destinati inevitabilmente a crollare, il più delle volte. Il Lago dei desideri, in sostanza, ha insinuato, tra mente e cuore, il terrore di un viaggio vano. Forse anche per l'aspetto un po' inquietante del suo sorvegliante, esile, precario e spettrale, con qualcosa di più somigliante ad una falce, che a un remo, tra le mani.


Attimi di puro sospetto, paura e trepidazione, mentre l'auto scassata imboccava il viale dell'Hotel, con l'autista me medesima in apnea... 

...
...

Infine la pace. 
E, credo, un sorrisetto di boriosa soddisfazione nel volto, mentre Alfredo strillava che doveva andare a vedere se nella laguna c'erano i pesci e la madre si lanciava in esclamazioni di evidente soddisfazione.

Devo farvela breve.

Cercavo un luogo in cui ritrovare lo spirito con cui ho redatto il libro Ricamare il mare e qui, fortuitamente o guidata dal destino, oppure incalzata dall'ometto di legno spettrale del Lago dei desideri, ho trovato un luogo di ritiro, che posso azzardarmi a paragonare a quello di Henry Beston, nella misura in cui il recarvisi diventa fuga dalla frenesia del mondo moderno e la sola natura, con il suo silenzio carico di presenza vitale, rigenera lo spirito e ridimensiona pensieri e drammi. 




Cicale, farfalle, fiori e gabbiani a custodirci, nel Percorso natura integrato nell'Oasi, tra ponticelli e capanni di avvistamento, mentre attendevamo l'arrivo del titolare.

E poi la visita all'Hotel...



Alla Casa del pescatore ora bar e alla futura sala corsi, sullo sfondo della foto, che ha solo porte sulla facciata a vista, ma che si apre con una lunga vetrata a finestra dietro, sull'acqua dell'isola...
Le strutture sono ricavate da un antico casone di pesca e marinatura, con edifici annessi, profondamente ristrutturati, in una cornice naturale intatta.


E poi al ristorante, dove la visita è andata oltre la contemplazione visiva, con grande soddisfazione di Alfredo e non solo...






Prosaicamente ho commentato a tavola che la nostra Casa estrema qui porta il fascino del mare e delle sue brezze, con l'evidente vantaggio che non c'è un'onda oceanica tra capo e collo a spazzarci l'alloggio in una nottata di tempesta e che c'è chi egregiamente procaccia il pescato al posto nostro, concedendoci il lusso di ricamare le conchiglie senza pensiero alcuno.

Ho lasciato il cuore là come ancora per tornarvi il 4-5 settembre. Chi vorrà seguirmi mi scriva per locandina e mail informativa (elisabettaricami@gmail.com).

Termino con l'ultima fase del viaggio al Lido di Volano, due chilometri più in là, dove incontrare il mare vero, un orizzonte su cui far riposare lo sguardo e le conchiglie per nuovi colori...



 E... sì! Abbiamo anche trovato dove pescare. Ci hanno pure sgridato. Ma ne è valsa la pena.



P.S.
La novità è che mia madre si è messa a leggere il mio blog. Se non scrivo, a fini promozionali, che nella pineta di Volano ci sono i daini e che un po' più in là si possono ammirare i cavalli bianchi (notizie estorte rompendo le scatole ai clienti del ristorante Cannaviè), rischio una settimana di telefonate intimidatorie. Così ho risolto. Scusate, ma le mie orecchie invocano pace.





sabato 24 luglio 2021

Ricamare il mare... al mare! Un corso, due date, due lidi

Mentre Ricamare il mare veniva stampato, io sognavo un corso sulle conchiglie al mare. 

Le faccende pandemiche avevano smorzato iniziativa e motivazione, ma ora qualcosa mi smuove a non rimandare più. C'è l'incertezza del futuro, ma io intanto procedo, dando sempre la priorità alla sicurezza di tutti, ma vivendo le possibilità del presente.

Così dunque nasce la proposta di un corso, che ha come obiettivo il ricamo di un soggetto tratto dal libro, occasione per rispolverare/apprendere i punti a telaio e per mettere in pratica le mie soluzioni per le conchiglie.

Ho due date e due lidi da segnalare:

- il 4-5 settembre 2021, all'Hotel Rurale Cannaviè a Codigoro, nel cuore del Parco del Delta del Po, a cui dedicherò un racconto nel prossimo post e per il quale potrete rivolgervi a me per le prenotazioni.

- il 10-11-12 settembre 2021, all'Hotel Rosa Maria Elite a Bellaria Igea Marina, nell'ambito della manifestazione Manidoro va in vacanza, gestito dallo staff fieristico e dunque prenotabile consultando la pagina dedicata (link). Ovviamente, per le informazioni inerenti il corso, potete scrivermi o chiamarmi senza alcun problema (elisabettaricami@gmail.com, cell.3487343031). Suggerisco di fare un salto sul sito anche se non site interessati al mio corso, perché c'è un gran bell'elenco di altre opportunità da valutare e di insegnanti da conoscere e sarà ugualmente una grande felicità per me incontrarvi! 

A prestissimo con il mio personale viaggio all'Hotel Rurale Cannaviè, con un po' di foto, con qualche dettaglio in più!


martedì 20 luglio 2021

Patrizia & me... Qualcuno salvi le mie melanzane!


Ricamavo, come ben sapete, l'azzurro sul bianco, circondato di verde: quiete immobile in un'estate tutt'altro che stabile. 

Friggevo. 

Era inevitabile che l'occhio infine slittasse al mercato su quelle rose gialle sporcate di rosso, come fossero state inzuppate in una tazza di colore prima di essere servite.

Oggi la Patrizia non si aspetta un post. Crede che io sia con la testa tra le nuvole a raccogliere melanzane in giardino. Ma io non coltivo melanzane, dunque non capisco perché lei si faccia certe convinzioni. Ho un vaso con dei peperoni, ma la mia unica incombenza è di versar loro un po' di acqua nel vaso al mattino, quando mi ricordo. Dunque ho tecnicamente tutto il tempo per tirare fuori un post.

Siete preoccupati per la mia rosa? Fate bene. Spero che i peperoni non facciano la stessa fine.

Non avrò mai rose autoctone da fotografare, quindi mi sono decisa a comprarle e a rubar loro i colori. Il problema è che la Patty potrebbe arrabbiarsi perché non ho preso esclusiva ispirazione dai suoi dipinti. Potrebbe addirittura venire qui a distruggermi il filare di melanzane...

Ma il disegno... Patrizia! E' tuo! Il mazzo di rose al centro mi aveva conquistato al primo sguardo, lo sai! Mi piace il cambio di prospettiva, con le rose viste così, con i loro steli slanciati e non solo spiate dall'alto di una terrazza, come abbiamo sempre fatto!

Non ti arrabbiare. Ho appena appena disegnato un paio di inizialine...