venerdì 27 novembre 2020

Waiting for 2021... Navigando incontro al Natale!

 



Non so voi, ma questa non me la sarei mai, mai aspettata.
Ho visto la vostra mascella collassare dallo stupore quando la Cesarina, di rosso fuoco vestita, è entrata con tutti quegli appendiabiti scorrevoli carichi di casacche fluttuanti di seta blu e azzurra, con riflessi argento, cuciti dalla Lory per distrarsi dal ricamo del fondale per la maratona di New York,.
Pareva un drago cinese sul pelo dell'acqua, e impartiva ordini come sputasse fuoco, con la Fulvia che le abbaiava tra le gambe ipereccitata. 
C'era un'urgenza che non ci tornava. 
Tornava evidentemente alla Vale, che aveva iniziato a distribuire il cestino del pranzo in scatole rosse fatte a casetta, dal cui camino il fumo odorava di tagliatella al ragù d'anatra e finferli. Sorrideva beffarda e complice e smorzava con battutine le domande, ostentando la sua incorruttibilità.
Abbiamo indossato gli abiti, esclamando stupite quanto ci facessero sembrare tutte più alte ed esili, svettanti al cielo. Come rivoli d'acqua che confluiscono ad un unico torrente siamo esplose fuori dalla veranda e ci siamo riunite in processione a raggiungere l'argine. Appena mosse dalla corrente, una lunga fila di barche, protette da vetrate di cristallo, ci attendeva all'approdo.
Fuori l'aria gelida e pungente del primo inverno, dentro il calore del fuoco di un caminetto. Le poltroncine color oro, noi celesti come l'acqua che ci trascinava a valle.
Avevo cominciato a scartare la mia casetta rossa, soddisfatta della mia abilità nello schivare la Cesarina e avevo iniziato a ridacchiare commentando la mia scaltrezza ad alta voce, quando una gomitata tra la terza e la quarta costola sinistra mi aveva bloccato il fiato.
Aho! che fai?! Avevo sbottato alla Michy sollevando lo sguardo. Il gesto secco e smorzato del viso che scatta in una direzione con gli occhi che lo seguono fulminei mi ha fatto sbarrare gli occhi. Ho sentito salire il calore del fuoco dallo stomaco su su fino a farmi esplodere le orecchie. Ho ruotato lentamente la testa e lei era lì, seduta davanti a me.
E mi fissava. Non c'era ombra di istinto materno nei suoi muscoli contratti.
Si era confusa tra le altre cambiandosi d'abito. Nessuno si spiega dove, come e quando.
Ha estratto dalla borsa Il canto di Natale di Dickens e ha iniziato a leggerlo ad alta voce, intimando il silenzio più assoluto.
Con le lacrime agli occhi e il labbro tremante ho scrutato le altre barche.
Su quella della Daniela si accendevano stelle magiche, su quella della Sam si sparavano petardi. Quella della Patrizia era off limits perché la vetrata era già stata tutta dipinta. La Gabry aveva già allestito un reparto di tende per navi e contrattava con un barcaiolo di passaggio. La bimbetta aveva spalancato le vetrate e tirava sassi con la fionda per spaventare le anatre, a cui la Fulvia abbaiava di rimando. Le scrutavo tutte e facevo loro le boccacce, mimando gesti da suicidio. Loro ridevano, io dovevo starmene zitta. La Dany, circondata da un sacco di bella gente sorridente, tipo la Mymo e le Paole, accennava una sgridata facendomi il gesto di quella che doveva iniziare a ricamare.
La scritta 2021...
Il pezzo più difficile. 
Tutto sotto gli occhi della Cesarina.
Filo giallo oro DMC 680 a due fili, punto erba che gira in punti lanciati. 
[Sorry! Lo so! Mi sono dimenticata di scriverlo sulla dispensa! NON DITELE NULLA!]
Di per sé non è tanto difficile. Il problema è farlo sotto osservazione.
Parto con un po' di punto erba e là dove lo spessore inizia, anziché tornare al punto precedente, lavoro dei punti lanciati che vanno da un profilo all'altro dello spessore, coprendolo tutto.
Tutto procede bene se i punti lanciati rimangono ben inclinati, così da poter tornare a lavorare a punto erba nelle linee, senza salti di direzione improvvisa. I punti saranno ben ravvicinati nelle linee interne, più spaziati in quelle esterne.

Facile a dirsi, occhiatacce a farsi. 
Numeri da disfarsi e da rifarsi, senza sosta.
Non so quanto il viaggio sia durato, ma so che la vegetazione è cambiata, il paesaggio si è fatto più aperto e le vette più lontane. Ho aperto i vetri per buttarmi in acqua e scappare, pena l'assideramento, ma l'orizzonte affollato di gabbiani ha annullato i miei bassi istinti e acceso una febbrile curiosità. Le prime barche hanno già raggiunto la più straordinaria creatura meccanica che io abbia mai avuto modo di vedere e che tra poco avrei toccato e ne sarei stata addirittura inghiottita. Vetro e metallo fusi a foggia di gigantesca balena, dal cui sfiatatoio vi calate ora leggiadre, scivolando ad una a una nel ventre trasparente di quell'incredibile struttura sorretta da possenti costole di metallo.
La Cesarina fissa l'aggeggio con uno sguardo misto a sfida, soddisfazione della meta, aspettative ampiamente ripagate.

Verso la più grande festa di Natale che si sia mai festeggiata sul fondo dell'oceano,
stesso non luogo, stessa non ora.

Parte ottava dello story-tutorial d'auguri, organizzato da Gabriella, Patrizia ed Elisabetta! Ogni martedì e venerdì finché la tela non l'abbiamo ricamata tutta!
Se non hai ancora scaricato il disegno, trovi tutte le istruzioni in questo post di presentazione!
Grazie per essere passato a trovarci,
Elisabetta

martedì 24 novembre 2020

Waiting for 2021... Tramonta l'estate sull'autunno

Ricordo l'ultimo autunno, come non fossero neanche passate due settimane! 
Ricamavamo rami spogli sotto lo sguardo vigile e terribile della Cesarina. 
Cioè... Non che il suo sguardo si sia addolcito! 
Anzi! 
Ma sono successe così tante cose...
Ogni sciocchezza ci ha procurato sorrisi. Ogni difficoltà una parola di conforto. Ogni battutaccia della Sam, lacrime.
E ogni mio punto, che posso ripercorrere sulla tela, apre nella mente un aneddoto, un viso, una parola. Lo stesso ricamo racconta a ciascuno una storia diversa, che si è sedimentata nella memoria sull'onda di impressioni casuali e personali.
Persa in questi pensieri, fissando il vuoto col mio ricamo in mano, non mi sono resa conto dell'ombra minacciosa che mi è scivolata accanto e che mi fissa. Mi sveglio di soprassalto e ruotando gli occhi sulla folla semi divertita e preoccupata, tutta intenta ad osservarmi, sprofondo in un abisso di imbarazzo e terrore. 
Improvviso una via di fuga. Punto l'indice di scatto verso la verso la porta e grido allarmata Guarda là! Tutte voltano la testa, ma la Cesarina non la freghi con questi mezzucci.
Accenna un ghigno e annuncia alla platea che oggi avrei spiegato io come ricamare l'autunno.
Pork!
Mi avesse dato i rami a punto erba ce l'avrei ancora fatta, ma...
Inizio a balbettare.
Dunque... Dobbiamo ricamare questi... Fiori? Oh, mamma! Non so come si chiamano... Carciofi?
La Cesarina mi sventola il disegno davanti e leggo veloce Eriofro... Eriofro?!
Erioforo! Tuona lei.
C'è un errore di stampa! Commento contraendomi e pentendomi di averlo detto nello stesso istante in cui il fiato esce dalla mia bocca.
Mai saprò di che morte sarei morta, perché ecco arrivare correndo e inciampando la Patrizia, ridendo come se avesse bisogno di una bombola di ossigeno, per raccontare che lei ha dipinto quelle cose lì e che poi qualcuno è impazzito per cercare un nome, ne hanno scovato uno sul libro delle Fate dei Fiori e poi è stato pure stampato sbagliato. Un'ora intera per arrivare a capire, perché lei doveva riprendere fiato e poi ancora fiato. La Gabry cercava di tradurre, mentre distribuiva campioni di tessuto alle presenti, ma pure lei faceva fatica, non tornandole del tutto di quale carciofo si stesse parlando.
Nel frattempo la Vale distribuiva tisane fumanti all'arancia e chiodi di garofano, con la Fulvia scodinzolante al seguito, ormai in sintonia con ciascuno dei presenti, a cui sapeva regalare sdrusciatine personalizzate. Ma puntava a fiutare la bimbetta, perché lei l'avrebbe incalzata correndo fuori per rotolarsi sull'erba e dare la caccia ai bastoncini fluttuanti.
E proprio mentre vedo la sgangherata coppietta scappare nel vigneto, mi trovo nuovamente costretta a improvvisare, sentendo un cucchiaino sbattere sulla tazza a pochi millimetri dal mio orecchio.
Spiego sbagliando tutti i congiuntivi che si potrebbero ricamare i carciofi con lunghi punti vapore, con due colori. Faccio una dimostrazione e ricamo con il DMC 842 a due fili una serie di punti vapore a 20-25-30 avvolgimenti, prendendo con l'ago tutta la lunghezza delle linee segnate più lunghe. Non a caso, credo, finisco col ricamare una manina a cinque dite che saluta per annunciare la partenza, ma devo proseguire. Aggiungo il ricamo di altri punti vapore, più corti, ma sempre ben nutriti di avvolgimenti, per dare tridimensionalità e movimento sinuoso alle estremità secche del carciofo, ricamandoli col DMC 3862 a due fili.

Mentre tutte ricamano riesco a rilassarmi e a girare tra i tavoli, di continente in continente, a chiacchierare  e a ridacchiare sull'accaduto. Posso percepire un'eccitazione nascere tra i tavoli e crescere ad ogni pastafrolla addentata. La scorgo materializzarsi sull'angolo a est della sala, dove su un ampio tavolo la Gabry sta srotolando una fine tela di seta con riflessi blu, azzurri e argento, davanti agli occhi scintillanti della Lory e della Patty e quelli seri e calcolatori della Cesarina. Mi chiedo se è il vin brulè che la Vale ha fatto girare di nascosto o se è solo un riflesso, quello scintillio che ora riluccica anche negli occhi della Cesarina.

Con i fili oro per capire cosa vanno tramando quelle...
Stesso non luogo, stessa non ra!

Parte settima dello story-tutorial d'auguri, organizzato da Gabriella, Patrizia ed Elisabetta! Ogni martedì e venerdì finché la tela non l'abbiamo ricamata tutta!
Se non hai ancora scaricato il disegno, trovi tutte le istruzioni in questo post di presentazione!
Grazie per essere passato a trovarci,
Elisabetta




 

venerdì 20 novembre 2020

Waiting for 2021... Estate di luce e colore


Le mongolfiere colorano il cielo come nuvole rosse, rosa e gialle al tramonto e scendono leggere tra le vigne. La Lory e la Patty sono raggianti d'orgoglio e scopro, avvicinandomi, che le hanno colorate ad una ad una, l'una col pennello, l'altra con l'ago. Ogni telo, un personaggio che racconta una storia. E a seconda di come il vento spinge e rimescola i personaggi, la storia cambia finale. 
Vedo la Fulvia ringhiare ad un drago che sputa fuoco e la spingo verso una fata leggiadra e sorridente, vestita di tulle ricamato a retini, i cui lembi si staccano dal telo e fluttuano al vento. 
La bimbetta sale sulla mongolfiera degli gnomi che saltellano tra i funghi con tuffi e capriole. 
Vedo la Cesarina salire su quella del gigante minaccioso coi pugni sui fianchi e, ridacchiando, faccio un balzo sul villaggio sottomarino, con le casette di corallo che fanno le bolle.
La Sam e la Michy complottano, ma infine salgono ciascuna su un veicolo diverso: la Michy sul drago, la Sam sulla regina beffarda che fa le smorfie.
La Vale svelta, ma placida e sorridente e con la chioma al vento, posa sul ripiano al centro di ciascuna mongolfiera una caraffa ghiacciata da cui spuntano ramoscelli di menta e fiori di sambuco e, in men che non si dica, siamo in aria.
Le storie si intrecciano e siamo tutti a guardare in giù e in su e intorno, all'impazzata.
Dalla mongolfiera più alta, la Cesarina col megafono, come tuonasse dall'Olimpo, ordina perentoria di iniziare il ricamo e un po' a malincuore lasciamo il paesaggio per iniziare i margheritoni gialli. Siccome i petali sono grandicelli, le mie compagne di cesta decidono di lavorarli con due punti margherita e un lancio centrale. Partono proprio da quello, credo per colorare bene bene il petalo, con due fili di DMC 3821.

Intorno al punto lanciato mettono un punto margherita che sta dentro il profilo del petalo...

E poi un altro un po' più grandicello a circondare tutto e a coprire il disegno.

Con due fili di DMC 780 riempiamo il bottone al centro.
Proprio mentre sto mettendo gli ultimi punti, scorgo la scena: la Sammy e la Michy hanno teso una lunga corda tra le due mongolfiere e la Lory, con giganteschi ferri da calza come contrappeso, inizia a camminare sul filo, un piede innanzi all'altro, con l'abisso di nuvole sotto di lei e intorno le urla di paura dei presenti, che esplodono come un boato ad ogni oscillazione. In pochi secondi, da noi percepiti eterni col fiato sospeso, la Lory raggiunge leggiadra l'altro capo del filo con un balzo, lo scioglie e ne fa una spilla a macramè, tra gli applausi degli spettatori e gli strilli della Cesarina, per l'esibizione non autorizzata, che le costerà, come punizione, l'orlo a giorno di un'intera tovaglietta da the... 
Tutti muoiono dal ridere.
Finisce che le fate venire l'ulcera... Borbotta ridacchiando la Gabry, iniziando a ripiegare le lenzuola stese a prendere aria.
Guardo giù e mi si mozza il fiato...
Piccole isole ricoperte di girasoli, che punteggiano un blu oltremare appena striato di bianco. Gabbiani, un faro diroccato e aria che profuma di rosmarino e ginepro. Saluto la mia me vestita di bianco che si sbraccia dalla porta e ci fissiamo per qualche qualche istante nostalgiche, finché il vento non fa virare la cesta e ci porta sul pelo dell'acqua, dove riesco a intuire le sagome di delfini invisibili che sfrecciano più sotto.
Il tempo veloce di un tuffo, per vedere chi riesce a toccare la razza senza rimanere fulminato. Non so se qualcuno abbia sfiorato la razza, ma corre voce che la Patrizia l'abbia raggiunta e che la razza abbia preso la scossa. Dicono pure che alla razza sia spuntato poi un ciuffo rosso, ma io a questo non ci credo, perché è la Sammy a raccontarlo e ride troppo. 
Infine il fischietto della Cesarina, che impone la via del ritorno, tra borbottii e lamentele salmastre.
Ci addormentiamo e quando le mongolfiere silenziose battono terra, nell'aria un vento freddino ci racconta che l'autunno è alle porte.

Col disappunto dell'estate che non vorrei far finire,
Stesso luogo stessa non ora.

Parte sesta dello story-tutorial d'auguri, organizzato da Gabriella, Patrizia ed Elisabetta! Ogni martedì e venerdì finché la tela non l'abbiamo ricamata tutta!
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Grazie per essere passato a trovarci,
Elisabetta