sabato 10 ottobre 2020

Ricamare il mare - autorecensione

Come è tradizione, mi urge raccomandare di leggere il mio resoconto di viaggio, tenendo ben stretto il portafoglio, prima di gettarsi nell'avventura.

Ricamare il mare è principalmente un album di disegni, anche se in realtà lo è per circa un terzo (28 pagine su 88). Come è mia tremenda abitudine, ho disegnato un alfabeto, declinato in due dimensioni e abbinato a qualche motivo decorativo. Novità assoluta è l'introduzione dei colori nei disegni, che ha causato non pochi motivi di sconforto alla mia mano poco avvezza ai pennelli. Il colore era necessario a chiarire il confine tra la spiaggia e il mare e in particolare a illustrare la direzione del gradiente di colore nel mare.



Ho destinato 23 pagine alle spiegazioni, decisamente incrementando l'irruenza della mia me noiosa e maestrina. Forse qualcuno noterà il passaggio al racconto in prima persona... E' stata una scelta deliberata, motivata dalla voglia e necessità di proporre un modo di ricamare e non il modo. Più l'esperienza con il ricamo avanza, più mi trovo a valutare e a riconsiderare le regole. Si può raggiungere lo stesso obiettivo utilizzando tecniche diverse. Ho scelto, come scrivo nel testo, il metodo più semplice e pratico da spiegare, senza imporre l'acquisto di materiali aggiuntivi. La complessità delle lettere richiedeva di fatto più teoria. Laura mi è venuta in aiuto con le schematizzazioni vettoriali e davvero mi auguro che i messaggi espressi siano chiari. Novità, a questo proposito, è l'aver eliminato il paginone dei punti, andandoli a sistemare là dove erano necessari nel testo.



In 6 pagine ho liquidato le questioni dei materiali e qui mi sento di specificare, qualora la cosa possa essere di peso all'acquisto, che queste lettere vanno (ahinoi!) rigorosamente ricamate a telaio. Ve lo dice una che tiene in mano il punto pieno. No... Non si può.

Il resto è colori e... delirio. Sul serio. Laura è stata perentoria: aspettati che qualcuno ti chieda cosa ti eri fumata. Mai recensione è stata più azzeccata di questa, ancora prima che il libro fosse stampato. Siccome l'unica cosa che posso dire a mia discolpa è che mi è uscito così (addirittura sollevando le spalle), potete tenere pure buona l'ipotesi del fumo. Di fatto avete la libertà di saltare a piè pari la sezione, senza leggere (mi sentirei anche più tranquilla a sapere che farete così), sfruttando i dettagli delle foto e le sei tabelle cromatiche.


Lascio a voi scoprire che l'ordine delle varie sezioni non è quello che vi ho raccontato e che il delirio mi ha indotto a rivisitare l'indice.

Andando a questioni più venali, l'album costa 24 euro, come Un alfabeto a fiori. Ci sono più pagine, ma la tiratura è più alta e la carta leggermente più sottile: mi premeva non alzare il prezzo.

Se vi ho fatto passare la voglia, mi dispiace, ma era mio dovere mettervi in guardia.

Se invece state valutando la follia di dargli un occhio, sulla relativa pagina del mio sito trovate foto e informazioni tecniche più nel dettaglio. Come sempre potrete rivolgervi ai rivenditori specificati sul mio sito a questo link: https://elisabettasforzaembroidery.it/pubblicazioni/rivenditori/

Ringrazio tutte per l'attenzione e per la grande ondata di entusiasmo con cui state accogliendo questa novità. Mi sono imbarazzata non poco a leggere i vostri messaggi su Facebook e Instagram, ma ho cercato di eliminare l'imbarazzo e di lasciare campo all'emozione della gratitudine e della commozione. Mi sento un mezzo attraverso cui la comune passione si manifesta e attendo curiosa e speranzosa sulla riva l'espansione creativa delle lievi increspature che posso aver generato lanciando questo piccolo sasso in acqua.





venerdì 9 ottobre 2020

Ricamare il mare - Ringraziamenti

 


Con indicibile emozione e ansia da prestazione, annuncio che la mia creatura di mare è venuta al mondo. Le mie onde sono approdate in Italia e stanno solcando i cieli per spiaggiarsi sulle località più remote.

Se oggi la creatura vive è perché un giorno mi sono messa a ricamare, ma non sarebbe quello che è ora, senza l’intervento di mani sapienti e di menti eccelse.

Laura Arnaldi ha raccolto le tessere che le ho malamente consegnato tutte sparpagliate e ha ricostruito il puzzle con arte fina, allestendo la scenografia in cui i miei personaggi hanno preso vita: i testi hanno acquisito una forma, le immagini hanno ritrovato la luce, i movimenti hanno assunto coerenza. Celebro qui il raro dono di cui è maestra e che si riassume nella sensibilità di raccogliere lo spirito del progetto e di farlo suo, con una motivazione che a tratti spinge oltre la mia e che mi sostiene nei momenti di sconforto. Senza di lei, i miei mari sarebbero cupi e spenti come l’orizzonte in una foto da cellulare in una mattina di nebbiolina.


Tamara Catrina Fonseca ha raccolto il groviglio di pensieri, cercato il bandolo della mia traduzione e sciolto i nodi che ne ostacolavano la comprensione. Grazie al suo magico tocco e al lavorio attento con cui ha sezionato i miei periodi troppo contorti, ho messo in atto una riflessione più profonda anche sul mio italiano, operando una serie di correzioni fondamentali.

Gabriella Molinari di Conti e Molinari, salda e caparbia nel sostenere le mie imprese, mi ha infuso quella sana dose di fiducia che serve a sfidare l’orizzonte e il suo costante supporto materiale e spirituale mi ha concesso di andare oltre. Da quella lontana telefonata dell’Alfabeto a fiori ne è passata tanta di acqua sotto i ponti… Filtrata attraverso l’esperienza l’acqua si è arricchita di amicizia, che si riversa ora in questo mare cristallina. Con lei Cesarina, che ha scrutato l’anteprima in cerca di errori, e Patrizia e Valentina e Loreta, che sopportano i miei momenti di default, trasformandoli in faccine che muoiono dal ridere.

I F.lli Graziano hanno rinnovato il sostegno al mio ultimo progetto e ne sono onorata. Il lino 6262 melange, con i suoi mutevoli giochi di colore, è la spiaggia ideale, battente bandiera italiana, sulla quale ho animato con orgoglio quasi tutte le scene. Una spiaggia di tela fina, che esce da una sapiente tradizione.

DMC, con i suoi prestigiosi filati, mi ha permesso di tingere la tela e far fiorire le conchiglie.

L’azienda E-graphic si è prodigata affinché la stampa della creatura garantisse l’eccellente resa di testi e immagini, sopportando con stoica eleganza le puntigliosità mie e di Laura e offrendoci un generoso panorama di soluzioni e professionalità. 

Maillboxes etc. di San Bonifacio, che ringrazio attraverso Miriam, trasformano l’arida esperienza della spedizione in un appuntamento allettante: efficienza, professionalità e simpatia viaggiano raramente in gruppo, ma qui brindano a festa.

A tutti voi che mi seguite (vorrei potervi taggare tutti!) il primo e ultimo tributo. Senza il vostro sostegno, le vostre parole e i vostri occhi che brillano, niente di tutto questo esisterebbe.

Grazie...



Come di consueto, con il prossimo post, l’elenco di che cosa troverete nell'album, in forma di spietata autorecensione e i link di riferimento per l'acquisto.

mercoledì 30 settembre 2020

Nostalgia di un settembre che muore




Il tempo, scandito dalla presenza e assenza delle persone con cui vivi, può scivolare tra le dita se non lo catturi. Lavoravo a quest' incompiuto nei giorni di una settimana di quelle in cui il telefono è muto e tutti sono fuori casa, ripartita la scuola, a costruirsi una vita altrove. Io rinchiusa in una illusoria libertà ritrovata, che concede pochi passi e impone un incessabile controllo dell'ora, con la testa che riepiloga gli arrivi e le partenze nella nuova routine. 

Si ricomincia continuamente daccapo. 

E vincere il senso di fatica che accompagna la progettazione di nuove abitudini mi fa sospettare di aver fatto una svolta, mica tanto interessante. Settembre mi ha sempre messo un febbrile desiderio di novità. Chiudo questo mio settembre con la pacata quiete triste di chi ha accettato un compromesso, e mi sento crescere la barba bianca.

Forse il libro che tarda ad arrivare, o la rinuncia ad Abilmente. O l'autunno con le sue luci spente. Le complicazioni a muoversi e a organizzare, i corsi in modalità distanziamento. Il tempo per fare, ma una strada nuova da trovare. Un corso a cui mi sono iscritta e in cui mi sento un fuori luogo. Un certo disagio a comunicare.



Così i toni si sono fatti nostalgici e nuovamente mi ritrovo nei colori più cupi, ma vedo sprazzi di luce. E mi consola constatare le ombre esaltano i colori più vivi. Basta aspettare che la brutta nuvola torni a riportare la luce sui colori.