venerdì 11 settembre 2020

Niente goldwork lo scorso weekend...


Scrivo in ritardo, perché l'arietta settembrina mi fa sempre volare il tempo... C'è il libretto che incombe e la scuola e i primi freddi che mi paralizzano. 

Sabato ho vagato senza meta e domenica sono andata in spiaggia a sbuffare al caldo per far finta che sia ancora piena estate: non ho fatto grandi avanzamenti con l'oro, ma ho tentato di mantenere la promessa di fotografare il mare al mare.


Siccome i ricami li avevo finiti per marzo, l'idea era di fare le foto per il libro in spiaggia. Poi è successo che ci hanno chiusi tutti in casa e io e Laura abbiamo convenuto che questo non avrebbe rappresentato un problema. Forse anzi è stato un bene, perché la forma che ha preso, inevitabilmente condizionata, ha finito per mettere in risalto il carattere che già avevo deciso di far emergere. Poi non sono capace di fare le foto in spiaggia e mi sarei sicuramente arresa all'evidenza.


Dovevo comunque scattarne almeno un paio e come già avevo preventivato, Anita ha finito per farci il bagno e confesso che è stato molto divertente e pure imbarazzante, perché la spiaggia era piuttosto affollata...




domenica 30 agosto 2020

Mimì è una di noi!


Vi prometto che questo non si trasformerà in un blog di lirica. 

Il punto è che sono entrata in fissa con i gorgheggi (e con un paio di baldi e languidi tenori, a dirvela tutta). 

Curioso che mi sia impantanata nella lirica proprio mentre stavo osservando quanto la mia vita fosse povera di musica: sempre le solite quattro canzoni, ma ascoltate a ripetizione e a puro scopo di intrattenimento. Sono maturi i tempi, o forse, come credo, il motore dei ricordi ha innescato quel processo... 

Quello in cui ad un certo punto accade un fatto e, per coincidenza di luogo e momento propizio, i sensi recuperano memorie sepolte e lo sfarfallio alla bocca dello stomaco si tramuta in sentimento, motivazione e... Ossessione.

Così mi sono rivista audace, a proporre la copia della musicassetta di Dirty Dancing sotto uno sguardo di disapprovazione, in una casa dove la sola musica degna era quella classica, che ascoltavo passiva: come tutte le undicenni vedevo e ascoltavo la preistoria in casa mia e scuotevo la testa come chi la sa lunga.

Deve essersi depositata da qualche parte, dopo il rifiuto. Ha atteso paziente di uscire allo scoperto e adesso trionfa.


E siccome mi sono presa la briga di seguire i brani celebri con i sottotitoli (per decifrare gli urli incomprensibili), ho fatto un paio di scoperte interessanti.

Per prima cosa, è evidente che tutte le madri dovrebbero mettere i figli maschi davanti a Youtube, col Domingo o il Villazon di turno, legarli alla sedia e obbligarli ad imparare ad essere uomini... 

D'accordo! D'accordo! 

Anch'io non riuscirei a starmene seria, se l'uno mi parlasse accalorato del mio dolce viso di mite circonfuso alba lunar... Ma almeno un piccolo elegante gesto... O un concetto, espresso in parole e senza emoticons... Sarebbe già così tanto e desiderabile...

Seconda cosa... 

Udite! Udite!

Eppure forse voi lo sapevate e io no...

MIMI' E' UNA DI NOI!


Mi chiamano Mimì,
ma il mio nome è Lucia.
La storia mia
è breve: a tela o a seta
ricamo in casa e fuori.
Son tranquilla e lieta,
ed è mio svago
far gigli e rose.
Mi piaccion quelle cose
che han sì dolce malia,
che parlano d'amor, di primavere;
che parlano di sogni e di chimere,
quelle cose che han nome poesia.


Tornando alla mia goldwork butterfly, mi sono trovata costretta a rivedere la direzione dei punti di un petalo, che mi aveva tratto in inganno perché la forma è rovesciata. 
Così sono andata di dolente taglierina e infine imparato a far girare i punti.



domenica 23 agosto 2020

Goldwork weekend... Rinnegata! E felice!


Ho saltato a piè pari un paio di goldwork weekend, rinnegando la mia butterfly... Ma felice! causa fugace vacanza, per strappare cartoline all'estate, da appendere sulle buie pareti dell'inverno. 

Non c'era stato verso di estirpare al marito una previsione di ferie e così ci eravamo trovati a prenotare all'ultimo, per la settimana di ferragosto, famiglia extrasize. Chi sa, sa. E io ci casco ogni anno.

Insomma, avevamo trovato due sole alternative con salasso misurato: Torre del Lago Puccini o Marina di Bibbona. Ho lasciato che estraessero a sorte e fermato la prima. Per farla sporchissima, pur non avendo mai portato i marmocchi all'opera e pur abitando in provincia dell'Arena (vergogna!), avevamo prenotato pure la Butterfly del Festival Pucciniano, perché come si faceva andare là senza eccetera eccetera...

Mi avevano consigliato di portare i tablet, le carte e il Monopoli per i bambini, ma alla fine mi sono fidata della pessima educazione violenta che ho impartito loro. Al fatidico appuntamento, il terzo è piombato presto in un sonno profondo e gli altri hanno patito senza fiatare. Il secondo si è vendicato nei giorni successivi ricattandoci ad ogni passo che stancamente posavamo sulle foglie secche dei pini di San Rossore, la prima esprimendosi esclusivamente con lugubri gemiti in una personalissima rivisitazione della lirica,  cantata in balenese ( cfr. Alla ricerca di Nemo).

Foto Gazzetta di Viareggio (link)

Io... Non la conoscevo. 

Nonostante Alfredo incastrato tra la spalliera del duro seggiolino di plastica e la terza costola sinistra, sono riuscita a farmi sedurre. 

Il teatro è all'aperto e il palco abbraccia il lago al tramonto, parte della scenografia essenziale. Regia incantevole. Non sono affatto un'intenditrice, ma ho colto natura e poesia, in un mondo di virtù al femminile. Mi hanno commosso l'illusione e l'attesa... Ci sono corde che vibrano solo quando superi una certa età. 

Ho riconosciuto le tracce di quella comunione corale delle donne sul palco, diffuse nel quotidiano e tanto eloquenti in alcuni dei nostri luoghi di ritrovo con il ricamo.


Foto Gazzetta di Viareggio (link)


Avevo iniziato le ali prima di partire e le ho finite con la musica sparata negli auricolari. Negli occhi l'acqua rosa su cui è scivolata la barca e i canneti da cui staccavano gli aironi in volo.