venerdì 29 novembre 2019

Ne doveva passare di acqua sopra alla spiaggia...

LA C di Cesarina, mia coordinatrice nautica

Da un anno percorro ogni mattina un lungo tratto di spiaggia, tra le quattro mura della mia Casa Estrema.
Mi sono persa più e più volte.
Ho perso il conto delle tempeste di rabbia e delle settimane perse a fare e disfare.
Per ogni conchiglia raccolta, ore perse di pulizia e rifinitura.
E il viaggio della perdizione è solo iniziato.

L'idea originale, maturata esattamente un anno fa, era la costruzione di iniziali piene di conchiglie, come quelle piene di fiori.
In breve tempo ero affogata nella melma della difficoltà: da una parte l'alta laboriosità delle conchiglie, così imbottite (o dettagliate), dall'altra la problematica del colore. 
Sì...
Perché se fai una bella composizione di conchiglie, non ti esce dalle dita quella blu poesia del mare.

Sulle prime avevo trovato geniale l'idea di colorare le conchiglie di blu.


Ma fu subito evidente l'assenza di genialità di un pensiero frettoloso, basato su presupposti sbagliati.

Cioè...
Vabbè...
Si può fare...
Ma insomma, non mi piaceva.

Dovetti prendere il largo e tornare sulla terraferma, tra i papaveri e il grano. 
C'era un'idea da covare e un labirinto di schemi fissi consolidati negli ultimi anni, da cui emergere.

Cosa mi ha salvato?
Un alfabeto antico, che sono riuscita a guardare con occhi diversi.
Una giornata persa a scarabocchiare gabbiani su una pagina di quaderno.
La torre panoramica da cui guardare il mare dall'alto.

Ma vi racconterò più nel dettaglio, perché adesso ho ripreso le mie passeggiate sulla spiaggia e finalmente il passo si fa un po' più spedito.



5 commenti:

  1. Wow, che meraviglia questo ricamo!

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  2. Io rimango sempre a bocca aperta quando ammiro i tuoi ricami, ma con questo ti sei proprio superata; le conchiglie sembrano vere tanto sono perfette, le stelle marine, i coralli...tutto sembra prendere vita
    Che dire...sei bravissima!

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  3. questa SIGNORA quando ha una ideuzza non demorde finchè non la realizza. io ho imparato da lei a disfare disfare disfare.....e prima o dopo : meraviglia!

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  4. C'era una volta una lettera riccioluta....anzi no c'era una volta un'onda bizzosa....No, no, c'erano una volta una lettera e un onda che si incontrarono. All'inizio l'incontro fu un po' inconcludente: si osservarono, si studiarono ma restarono ognuna sulla propria posizione guardandosi con diffdenza. Poi un alito di vento spinse l'una contro l'altra e fu cosi' che l'incontro fu talmente spumeggiante che si creo' un connubio perfetto .....Il guardiano del faro da lontano guardava curioso con il suo binocolo, in attesa che succedesse qualcosa .Nessuno credeva che tale unione potesse dare vita a qualcosa di nuovo, troppa diversità, troppa esuberanza...e invece piano piano quell'unione bizzarra si fuse talmente bene che sabbia, conchiglie, alghe e gabbiani si avvicinarono prima discreti poi sempre piu' intrapendenti a quella strana coppia.....Da quel momento si creo' un'unione perfetta che spinse il mare a cullarsi nelle anse della lettera e tutto il mondo sommerso e terrestre si aggrappo' letteralmente a quella strana lettera con riccioli d'onda che sprizzava bellezza e allegria tutto attorno....E fu cosi' che da quell'incontro nascque un'indissolubile unione perfetta tra cielo, terra e mare...e ancora oggi vivono felici :-)

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