sabato 26 gennaio 2019

Divagazioni d'estate


Tanto ero immersa nelle faccende marine, da riuscire a percepire il sole della spiaggia e l'arsura dei campi selvatici sulla pelle, al suono lontano delle onde che esplodevano sulla scogliera. 
Il colore della sabbia e quello delle acque già mi avevano portato in un campo di grano e di fiordalisi nella notte di capodanno. 
Dunque, in quel primo martedì di gennaio, la mia mente inconscia aveva elaborato l'immagine di un papavero, eccitando la mia motivazione e producendo il germoglio di una decisione forte, impulsiva, determinata.
Fu così che misi nuovamente le conchiglie in pausa, giusto il tempo di produrre qualcosa che soddisfacesse quell'esigenza. 
Ma i papaveri tessono le loro trame. 
E sotto il loro influsso consolatorio, agendo attraverso l'oblio dei sensi, mi fecero accantonare le difficoltà del mare. 
Per giorni ricamai placida grano, papaveri, fiordalisi, campanule e margherite.
Tanto ero assuefatta, da non rendermi conto di una imperdonabile svista ecologica. 
Par raro, infatti, scovare campanule nei campi di grano. 
Puoi scorgere quel colore, ma devi ringraziare altre specie.
Eppure, quelle piccole manine a quattro dita mi intenerivano al punto di decidere di sorvolare. 
Ormai il danno era stato fatto. 
La colpa attribuibile definitivamente ai papaveri.



Non che i papaveri mi siano sgorgati lievi e senza affanni...
Lottai con mostruosi campioni per scovare il giusto colore, eccitante ma non troppo, con quella giusta quantità di vibrante sobria poesia. Lo pescai tra i nuovi colori DMC e adottai le due sfumature adiacenti 21 e 22, nonostante nella scatola apparissero tristi e senza personalità. 
Eppure dovremmo sapere che le apparenze ingannano.
Mi logorai in inutili testardi tentativi, prima di arrivare a capire che non occorreva cambiare sfumatura nei petali a rilievo, perché tanto la differente posa dei fili tra il fondo e quest'ultimi, produceva una riflessione della luce ingannevole, regalandomi un contrasto efficace e realistico, nonostante l'uso dello stesso colore.
C'è fermento intorno a questi ricami.
Ma per ora posso dirvi che vorrei portare un po' di quest'estate precoce a Fili Senza Tempo di Novi di Modena, il 16 e 17 marzo 2019.
Vorrei far notare che la locandina postata più sotto non l'ho progettata io. 
Eppure i papaveri hanno trovato il modo di manifestare il loro prepotente protagonismo.


9 commenti:

  1. QUE HERMOSURA!!
    ESAS AMAPOLAS ESTAN VIVAS!!!
    ME ENCANTAN.
    SALUDITOS

    RispondiElimina
  2. Incantevole ricamo, cosí come le parole nel tuo racconto.

    RispondiElimina
  3. Fantastic work🌹🌹🌹🌹🌹

    RispondiElimina
  4. " Lo sai che i papaveri son alti, alti , alti"...diceva una vecchia canzone...e se son alti, alti, alti, immagino che i petal, dello stesso colore, catturino la luce in ugual misura ma il risultato è che lo stesso colore di fondo si tramuta in mille tonalità......quindi,come potevi pensare di non riuscire a trovare il modo per riprodurre quella cromia? Con te un filo non è un filo....è una pennellata che si trasforma di millimetro in millimetro....Brava.. e basta! :-)

    RispondiElimina
  5. Cara Elisabetta, non ho mai ricamato ma vorrei cimentarmi a fare il cuscinetto portafedi per mia nipote che hai pubblicato ma mi trovo in difficoltà nel riportare il disegno sul lino. Sebbene abbia provato con diverse carte copiative rimane il segno e il filo si sporca. Il ricamo è bianco su bianco. Tu come fai?
    Grazie
    Clara

    RispondiElimina
  6. Muito linda, como faço pra comprar, moro em Cáceres/MT Brasil.

    RispondiElimina