martedì 28 febbraio 2017

Operazione Cuore Coloris Primavera: prima puntata



Un po’ di ansia ce l’ho e ve lo confesso.
Fuori nevica come previsto e i crocus eccoli lì, gialli e viola, spudorati. 
Credo di aver visto, con la coda dell’occhio, uno scoiattolo saettare tra le fronde pesanti dell’abete che sovrasta la serra. Mentre vi aspettavo il mio piede batteva nervoso all’unisono con il ticchettio del grande orologio in ottone, ma eccovi infine apparire tante e sorridenti all’orizzonte! L’ambiente è caldo e confortato dalla vostra tenera partecipazione. Dalle cucine un profumo di torta di mele si diffonde leggero e caccio Alfredo che vorrebbe rubare la prima fetta e Mario che si lamenta perché non è la sua torta preferita. Anita mi chiede il perché di tutto questo trambusto, riversa sul divanetto in velluto bianco, e le spiego che è ora di avviare l’impresa.   
Che questo non è affatto un ricamo difficile, ma che è fondamentale partire con il piede giusto.

Comprare un kit di ricamo, provvisto di stoffa già disegnata, ago appuntato, assortimento di filati e istruzioni per l’uso, è come acquistare quelle buste già pronte da versare in padella. Se si vuole giocare al cuoco però si devono scegliere gli ingredienti, saperli dosare, mescolarli con cura e con la giusta sequenzialità e così via. 
... Almeno così ho sentito dire, visto che io sono la pessima madre da busta già pronta.
Chissà perché, col ricamo mi è scattato l’istinto del cuoco. Dunque eccomi a spiegare quanto sia importante, fondamentale e anche un po’ difficile, la fase preparatoria: il ricamo vero e proprio correrà leggero e facile, se abbiamo ben centrato il disegno, riportandolo con cura sul tessuto.

Centratura, riporto del disegno e punto erba occupano tutta la prima giornata del mio solito corso base. 
Si, esagero. 
Avete ragione. 
E probabilmente complico le cose, con tutto questo cianciare.
Come condensare tutto in un unico, possibilmente snello, post? Tenterò di fare il possibile, cercando in me, impresa disperata, un brandello di sintesi. 
Dovrò per forza restringere il campo alle soluzioni del caso, senza prendere in considerazione varianti e variabili.

Dovremo:
- stirare la stoffa
- stirare la stoffa, qualora avessi deciso di ignorare il suggerimento precedente
- marcare gli assi di centratura del disegno
- marcare gli assi di centratura sulla stoffa
- sovrapporre gli assi di centratura
- ricalcare il disegno

Stirare la stoffa


Eddaaaiii!

Marcare gli assi di centratura del disegno



Se vi inorridisce l’idea di scarabocchiare il libretto fresco fresco di spedizione, potrete fare una fotocopia della pagina della Primavera, come ho fatto io. 
Gli assi di centratura sono stati già abbozzati dai grafici con un leggero tratto interrotto, ma io vi consiglio, sempre, di evidenziare gli assi per averli continuamente sotto controllo.
Io ho marcato con un pennarello rosso l’asse verticale e quello orizzontale e ho tracciato anche una linea che collega le sommità delle gobbe del cuore: queste linee ci aiuteranno a posizionare in dritto filo il disegno, allineando cioè gli assi con l’intreccio naturale delle trame della stoffa.

Marcare gli assi di centratura sulla stoffa

La pratica zen di eseguire filze perfette sulla stoffa, letteralmente ricamando gli assi nell'opportuna posizione del nostro arredo, è di gran lunga il sistema più sicuro, accurato, noioso e laborioso tra quelli che io conosca. La pigrizia che mi contraddistingue mi impedisce di essere così diligente. 
Chi lo è, non legga le prossime righe.
Fate scorrere la punta di uno spillo dall'alto verso il basso per marcare l’asse verticale, da sinistra verso destra per marcare quello orizzontale… Senza sfogare troppa violenza sulla stoffa, per non scolpirla! La punta dello spillo correrà tra due trame, evidenziandole.
Girando opportunamente la stoffa controluce, dovreste visualizzare la traccia del passaggio dello spillo con sufficiente chiarezza.
Per chi fosse interessato, io ho usato un lino Bellora da lenzuola, color grezzo chiaro.


Sovrapporre gli assi di centratura

Sovrapporre gli assi di centratura del disegno con quelli della stoffa, con sovrapposizione dipendente dal metodo di ricalco. 
Io, se posso, ricalco sempre in trasparenza, appoggiando dunque il mio disegno sulla lavagna luminosa e la stoffa sopra.
Lavagna luminosa… No, che non scherzo! Ma non  vi farò spendere tutti i vostri sudati risparmiucci, tranquille! 
Qualcuno mi ha ribattezzato la figlia illegittima di Mac Gyver perchè la mia lavagna luminosa è una scatola dei Ferrero Rocher trasparente, con un paio di lampadine d’armadio dentro. Oppure un tavolino di vetro con sotto una lampada? Un pannello di plexiglass su supporti con sotto una qualsiasi fonte luminosa? 
No, la finestra no. Mettevi in orizzontale. La forza di gravità è cattiva.

Mi piace il ricalco in trasparenza, perché il controllo del dritto filo è totale e posso facilmente verificare che gli assi accessori, come quello che ho disegnato sulle gobbe del cuore, siano in drittofilo. 
Con la carta carbone (o grafite o simili) sarà più difficile, ma posso allineare gli assi piegando il disegno in corrispondenza di questi ultimi e assicurandomi che la piega batta sulla marca degli assi della stoffa.


Ricalcare il disegno

 ,
Spilli qua e là non appena scopro tutti gli assi allineati e via al ricalco…
Si. Siamo arrivati alla fase più triste e deprimente di tutta la nostra avventura.
La questione della penna giusta e della mano ferma mi angustia da decenni e la materia è difficile da affrontare qui. Fuori luogo mettere in scena il dramma adesso. 
Me ne esco con un paio di consigli, spero non banali.

Quale inchiostro usare?
-          Pennarelli idrosolubili. In quanto pennarelli, sono dotati di tratto piuttosto spesso (e dunque ingannevole), anche se la punta è sottile. Però saremo sicuri che la traccia sparirà per sempre a contatto con l’acqua.
-               Penne termosensibili (tipo Frixion). Tratto sottile e perfetto, che scompare sopra ai 60 gradi e dunque anche al passaggio del ferro da stiro… Peccato che il ricamo in freezer faccia ricomparire la traccia! Da usare, ma con prudenza. 
     In questo lavoro ho usato una Frixion verde, perchè so che coprirò tutta la traccia con il ricamo. Ma guai a seminare errori vistosi! 
             Matite. Non mi piacciono tanto. Se però avete solo quella, usate una durezza media, adatta a scorrere sulla stoffa, senza sporcare.

      Qualunque strumento scegliate, nel caso abbiate un tratto troppo sfrangiato, potrete optare per piccoli tratti discontinui: ingannano meno delle sovrapposizioni.
     
       Fine.
      
      Ora finalmente iniziamo a ricamare?
      No. Ricontrolliamo i disegni, please! 
     Confrontiamoli con l'originale, per verificare di non aver dimenticato qualche pezzo, distendiamo bene le linee, arrotondiamo le curve. Non rimandiamo questo sporco lavoro a chissà quando... Potremmo pentircene!      
    
      Si, ok. La smetti?!
      Ricamiamo?
      Si.
      Giovedì, però.
      Uffa!

     A prestissimo!!
     Elisabetta














11 commenti:

  1. Che dire...semplicemente fantastico!!!

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  2. Davvero, sembra di essere lì con te! Davvero, il tutto e' fantastico! Grazie, con tutto il cuore! Caterina

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  3. Ho scoperto il suo blog da qualche tempo e, devo essere sincera, mi ha fatto ritornare la 'voglia' di riprendere con costanza l'ago in mano,in barba ai ritmi frenetici. Ago che era fra le mie dita già verso i sei anni, ormai mezzo secolo fa,e che ora ha nella sua cruna un filo fatto di ricordi legati alle persone care che mi hanno insegnato nel tempo a appoggiare sulla stoffa. Grazie! M. Luisa

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  4. Elisabetta! Oltre al libro sul ricamo dovresti prepararne uno di narrativa!
    È piacevole leggerti quanto ammirare i tuoi bellissimi lavori.
    Non ti seguo in questa avventura ma non mancherò di leggerti imparando sempre qualcosa di utile.(non fosse altro il piacere dell'ironia e di mettersi in gioco, posto che siano cose che si imparano :) )
    Grazie

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  5. In the beginning this is beautiful to see a great start!

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  6. E' un'idea fantastica! Se riesco a reperire il libro mi unisco anch'io!

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  7. Mentre leggevo mi sembrava di essere ancora al corso!le tue spiegazioni sono precise e anche se sembra lunga la preparazione poi il lavoro procederà velocemente.Grazie Roberta

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  8. Grazie leggendoti sembra di essere proprio lì con te!

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  9. grazie ancora per questi bellissimi momenti.
    Non so come mandartelo (sono blogista principiante!) ma ho scritto un post sul mio blog che ti è dédicato...anche se in francese!
    a presto!
    Patricia (di Parigi)

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  10. Спасибо! Теперь я не боюсь начать вышивать.

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