lunedì 18 luglio 2016

Ricamare con la parte destra del cervello


Che Betty Edwards mi perdoni se ho falsato il titolo del suo incredibile libro per dare un nome a questo post! Disegnare con la parte destra del cervello tecnicamente è un manuale di disegno, ma per i profani della matita è un libro che insegna a vedere e a scoprire abilità nascoste del nostro intelletto. 
Mi imbattei per caso nel suggerimento di lettura un paio di anni fa, proprio su un blog di ricamo di cui purtroppo ho perso i riferimenti e, dopo averne testato la validità, mi trovo ora a fare il mio dovere. Perchè quando uno strumento ha valore, si ha il dovere morale di prescriverlo.
L'autrice del blog raccontava di come questo libro le avesse cambiato la vita, ma rimaneva sul vago sul come e sul perchè. In un certo senso ha cambiato anche la mia. 
Meglio potrei dire che ha innescato una reazione a catena per la quale ho gettato a mare alcune insicurezze e ho iniziato a rivalutare le mie abilità innate, per riversarle nel ricamo, visto che in quello, e non nei pennelli, alberga la mia anima. 
Betty Edwards era un insegnante di disegno che non riusciva ad insegnare come avrebbe voluto. Non vedeva nei suoi alunni quel miglioramento che si aspettava e dalla frustrazione che ne scaturì si mise a studiare il funzionamento del cervello e, in particolare, l'inibizione che procuriamo alla parte destra del cervello con il potenziamento scolastico delle abilità proprie della parte sinistra (verbalizzazione, classificazioni, specializzazioni,..). La nostra destra, che avrebbe abilità di completamento, spazialità e coordinamento verrebbe inibita. 
Mentre lo leggevo mi venne in mente una passeggiata in un parco che facemmo con i bambini. Nel parco era compreso un percorso della salute e ci trovammo di fronte ad una trave. I bambini si misero a camminarci e a scivolarci sopra e anche noi. Cercavo di spiegare come stare in equilibrio, ma al di là dei piccoli accorgimenti che tutti conoscono mi trovai dopo una decina di tentativi a stare in equilibrio e a non saper spiegare come riuscissi a farlo. 
Non vi viene in mente quel necessario e lungo e a volte noioso esercizio che serve alla mano (alla mente!) per diventare sempre più brava ad allineare i punti, eseguirli tutti uguali, mantenere una tensione costante? 
Se ho ben inteso quanto spiegato dalla Edwards sarebbe proprio il nostro cervello destro a elaborare le informazioni e gli insegnamenti per metterli insieme per farvi stare in equilibrio e darvi la giusta... mano.


Ma c'è di più! L'autrice sostiene che qualunque adulto normodotato possa imparare a disegnare bene. Chi sin da piccolo sa disegnare avrebbe certo anche doti innate, ma più semplicemente avrebbe imparato a vedere senza farsi condizionare dagli stereotipi. 
I nostri occhi comandano il nostro braccio. E Disegnare con la parte destra del cervello è un manuale per imparare a vedere. Ho eseguito gli esercizi della prima metà del libro, perchè al momento non mi interessava andare oltre, ma consiglio l'esperienza, anche se non avete intenzione di imparare a disegnare. Cambia davvero il vostro punto di vista! E sapere che se vi impegnate potete fare quello che volete non diventa solo una frase fatta, ma un potente farmaco per la vostra autostima!
Tra l'altro dovrebbe essere di facile reperibilità in biblioteca: nel Sistema Bibliotecario della Provincia di Verona c'è tutta una serie di edizioni vecchie e nuove a cui attingere. 


Il lavoro fotografato in questo post non ha niente a che vedere con la recensione del manuale, ma le matite sanguigne Rembrandt sono state il mio punto di riferimento per elaborarne la palette e allora ho colto l'attinenza con lo strumento da disegno per parlarvene, infine.
Avevo rimandato abbastanza! Come vi dicevo, infatti, la mia esperienza con il manuale risale a due anni fa e da allora mi sono tuffata con gran entusiasmo nel filone dei manuali creativi e non vedo l'ora di rendervi partecipi delle mie scoperte!


Non chiedetemi come ho fatto ad incollare la cartellina. Un esperto morirebbe dalle risate o dal disgusto a vederla da vicino. Ma mi sto organizzando per fare un corso serio!
A presto!

10 commenti:

  1. Che bel set che ti sei ricamata! Che splendidi fiorellini!
    Grazie per le indicazioni di questo libro. Proverò a leggerlo, chissà che riesca a ricamare con più disinvoltura...
    Buona estate Licia

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  2. adoro i tuoi lavori sono perfetti!!!! e grazie per il suggerimento di lettura! Un abbraccio Lory

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  3. grazie per il suggerimento di lettura, e possibile avere il titolo complete ed aquisto. Complimenti per i lavori. Loredana.

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  4. interessante :) fenomenali i tuoi ricami, delicatissimi <3
    mi aggiungo ai tuoi follower,
    buona giornata :)

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  5. PRECIOSO!!!!
    NO ENCONTRE NADA EN ITALIA ASI DE HERMOSO.
    SALUDITOS

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  6. Grazie, trovo il tuo spunto molto interessante. Hai stimolato la mia curiosità per questo libro....per il ricamo invece, l'amore affonda le sue radici nella mia infanzia. Buona domenica, silvia

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  7. Cara Elisabetta. Ti ho letto e ho fatto le mie riflessioni. Vorrei raccontarti la mia piccola esperienza. Io da piccola ho subito la violenza psicologica di una maestra che metteva alla berlina tutte le mie capacità tarpandomi le ali. Diceva che non sapevo fare nulla e che non avrei mai combinato niente nella vita. Il risultato è che sono l'opposto di quel che dici tu nel blog, incapace di disegnare qualsiasi cosa. Il nulla proprio. Per il ricamo ho questo ricordo: siamo all'oratorio e impariamo il punto erba. A un certo punto arriva questa suora, me lo strappa dalle mani e lo getta lontano urlando "non combinerai mai nulla nella vita. Sei un'incapace". Risultato: un giorno ho preso in mano ago, fili e stoffa e ho imparato da sola il punto croce. Per il disegno sono ferma all'asilo.

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    1. Ciao Maria Grazia! Vedi se riesci a trovare "La via dell'artista", di Jiulia Cameron. E' un po' troppo spirituale, per me, ma analizza proprio il problema di questi "demoni" che inibiscono l'atto creativo, suggerendo come eliminarli. A prescindere dal voler imparare a disegnare, oppure no, è un'azione molto importante che si compie su stessi.

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