venerdì 10 giugno 2016

Intaglio sì, ma Richelieu


Ho delle amiche che dal punto di visto umano sono integerrime e non fanno discriminazioni di sorta. Amano il prossimo, qualunque forma, colore e tendenza egli abbia. Eccetera. 
Mi cadono sull'intaglio e sul punto raso. 
Li odiano e li discriminano, con una punta di orgoglio integralista. Osano pronunciare ad alta vocae l'intenzione a non volerli provare mai.
Non so che cosa abbiano fatto nella loro lunga e gloriosa esistenza l'intaglio e il punto raso.
Eppure soffrono di questa emarginazione su larga scala (almeno nel mio distretto). 
Può essere che la svalutazione di alcune cineserie da bancarella li abbia un po' involgariti, ma non mi spiego.
E' pur vero che esiste intaglio e intaglio, ma sono i disegni a fare da padrone.
Dal punto di vista tecnico preferisco il Richelieu, con le sue adorabili barrette pippiolose. Il pippiolino fa dannare le principianti (mi ci vollero alcuni mesi), ma quando arriva l'illuminazione è come trovare l'equilibrio in bicicletta: diventa viscerale e non lo si perde più. Avevo notato un bellissimo lavoro sul libro Punto antico disegnato di Giusy Federici. Ironia della sorte mi trovai, poco più in là, a rammendare una tenda antica che aveva lo stesso disegno, ma deformato... Quasi stilizzato.



Subito mi venne in mente un paragrafo di Ricami italiani antichi e moderni di Elisa Ricci, che spiegava come i disegni dei libretti in mano alle nobili spesso venissero copiati nei lavori contadineschi e quasi sempre fraintesi, deformati, sconciati. Trovò sirene, aquile, cervi che avevano perduto lungo la via la coda, le corna, le ali...


Ma le mie tendine per la cucina (che è dieci anni che le progetto, ogni mese con una tecnica diversa), non erano partite dall'intaglio, ma da un disegno che in embrione mi aveva entusiasmato e che inesorabilmente col tempo si era trasformato in un incubo.
Ricorderete quanto fossero venute belline le more della lampada... Ecco. 
Credevo, io sprovveduta, che non potessero che venire bene anche gli altri fruttini. E invece tutti quei colori forti e scolastici, mescolati tra loro, mi avevano guastato il sonno per settimane.
Contro ogni previsione ottennero a Vinovo un certo consenso che placò il mio umore cattivo e adesso le sfacciate ammiccano tronfie dalla finestra.


11 commenti:

  1. ti seguo da un po di tempo, e vedo che piu ne passa e piu devo farti i complimenti, mi incanto davanti alle tue opere.

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  2. carissima Elisabetta i tuoi lavori sempre armoniosi nelle proporzioni nei colori e nelle tecniche, un gusto e un ragionamento fanno di te una vera artista dell'ago ciao Silvana

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  3. ES UNA DELICIA MIRAR TUS TRABAJOS!!!!
    YO ESTOY ENAMORADA DE TODO!!!!
    ME ENCANTA VERLO Y DEISFRUTARLO.
    CHAUCITO

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  4. Come tutti i tuoi ricami anche questo è fantastico.
    Sarebbe meraviglioso vederlo nella sua completezza.
    ti chiedo troppo?Gabriella

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    1. Ciao Gabriella! E' che fotografare le tende è tanto difficile quanto fotografare un edificio! Mi ci metterò d'impegno! Intanto scorri più sotto: nel primo post su Vinovo si vedono appese sullo sfondo dello stand!

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  5. Wow very gorgeous looking! Always fun to drop in on your blog to see a beautiful post!

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  6. How many techniques in one piece...and all wonderful!

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  7. Veramente originali, oltre che splendidamente ricamate!
    Ciao Licia

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  8. Veramente originali, oltre che splendidamente ricamate!
    Ciao Licia

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