giovedì 18 settembre 2014

Souvenir del duomo di Siena - Il pavimento


Ci sono dei luoghi in Italia che dovrebbero essere visitati obbligatoriamente da tutte le classi della scuola pubblica e trovo che tale mancanza sia un crimine, anche se i costi purtroppo sono quelli che sono. Ai vertici della mia selezione (frutto del mio esiguo girovagare) ci stanno Pompei e i mosaici di Ravenna. Da quest'estate entra nella top ten anche il Duomo di Siena. Lo avevo sicuramente già visto, perchè nella mia memoria già c'era Piazza del campo, ma l'età forse era ingrata e l'ho ammirato con gli occhi della prima volta.
Non sto a descrivere l'esuberanza di forme, colori e bagliori, perchè non ne sarei capace e perchè esaurirei lo spazio concesso ai blogger. Dico soltanto che lo stupore fu tale che al mio ritorno mi sgorgò un disegno rielaborato con le poche foto fatte e con quelle di due libercoli acquistati alla bottega dei souvenir. 
Aspetto a spiegare i riferimenti del disegno, concentrandomi solo sulla prima parte ricamata, dedicata al pavimento del duomo. Ho sempre postato le foto dei lavori finiti, ma adesso mi lancio in un Work in progress. Dovesse venire una schifezza..., Beh, forse sarà utile lo stesso.
Da quello che ho capito (perchè ho fatto la visita al Duomo coll'Alfredone in collo e un lieve capogiro) il pavimento di solito è coperto per evitarne l'usura. Siamo dunque incappati nel bel mezzo di un evento intitolato Divina bellezza, grazie al quale i mosaici, che non sono tutti mosaici, ma puzzle di marmi intagliati, possono essere ammirati in tutto il loro abbagliante splendore.
Dall'alto della mai ignoranza, li ho analizzati con l'occhio della ladra di immagini e mi sono portata a casa due dettagli per i più insignificanti...


Una fronda con un nido contenente tre uccellini e un dettaglio di una bordura perchè mi sembrava gradevole ad uso simil ars bizantina.


Quello che ne è uscito è un cerchio con fregi, contenente l'iniziale E. Secondo Anita sembra una moneta da 1 Euro, secondo altri un disco in vinile... Pazienza. Ho cominciato proprio da questo elemento perchè era quello che mi faceva più paura, visto che era ben prevedibile un cerchio distorto a punto stuoia. Pensa e ripensa, ho adottato la seguente soluzione...


Per ottenere un cerchio perfetto ho eseguito cioè una traccia a punto indietro spezzato (lo split stitch di Trish Burr) seguendo la forma di riferimento. Mentre ricamavo a punto stuoia ho realizzato troppo tardi che il bagliore del marmo si sarebbe potuto riprodurre con dei filati di seta. Forse ci aggiungerò del grigio di seta, ma, anche per ragioni tecniche, mi ci proverò solo dopo essermi dedicata alla S, che rimando... Alla prossima puntata!






16 commenti:

  1. Cara Elisabetta, grazie per la tua descrizione e la tua instancabile generosità! Seguire i vari step sarà un piacere!!!
    Marianna

    RispondiElimina
  2. Quando ho vissuto a Siena, ho collezionato pezzi di ceramica ispirati da questi disegni da un negozio in Via di Città. Che bello sarebbe fare una tovaglia di corrispondenza! Sei una fonte instancabile di ispirazione!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Che bello "aver vissuto a Siena"! Anche noi ci siamo ripromessi, prima o poi, di soggiornarci per un po'!

      Elimina
  3. Carissima Elisabetta abito a Siena perciò di parte ,ma il pavimento del duomo e una fonte inesauribile di esempi per il ricamo .bellissimo il tuo lavoro .a Siena esiste un punto che raffigura questi disegni ,sto preparando da tempo un libro sull,argomento spero di farlo presto .

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E io non vedo l'ora di acquistare il libro!! Grazie per il tuo messaggio!
      Elisabetta

      Elimina
  4. Sempre cose nuove e bellissime: complimenti, Elisabetta!!!

    RispondiElimina
  5. Je vais à Ravenne la semaine prochaine et grâce à toi, je regarderais les mosaïques d'un autre oeil.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Che meraviglia questo messaggio! E che belli i lavori sul tuo blog! Non vedo l'ora di ammirare quello che Ravenna ti ispirerà! Grazie,
      Elisabetta

      Elimina
  6. What a wonderful way, in embroidery, to honor the art of Italian craftsmanship, some of the best in the world. Fascinating to read and to view your photographs on progress in this fabulous endeavor!

    RispondiElimina
  7. Che splendida idea! Anch'io sono stata spesso colpita dai pavimenti delle chiese che ho visitato, talvolta li ho fotografati, ma non sono mai riuscita a riprodurli

    RispondiElimina
  8. bellissimo seguire il tuo lavoro in progress!!! grazie per aver condiviso, impareremo a guardare l'arte con l'occhio della ricamatrice! non male come punto di vista. Buon lavoro.
    Ilaria

    RispondiElimina
  9. Complimenti, è un bellissimo progetto. L'arte è una fonte inesauribile di ispirazione!
    Ciao
    Nunzia
    cosedilino

    RispondiElimina
  10. Sei una vera artista,complimenti di tutto cuore.
    Quale tecnica usi per trasferire il disegno sul lino in modo così perfetto?
    Ciao Gabriella

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao e grazie! Di solito (e questo è il caso) ricalco in trasparenza. Prima avevo una misera scatola dei Ferrero Rocher con dentro una lampadina da armadio. Adesso ho trovato al brico un pannello in simil plexiglass, che appoggio sul cavalletto del telaio e accendo una di quelle lampadine a pinza con braccio flessibile, che piego sotto al pannello. Per disegnare ho usato la Frixion (penna cancellabile per bambini), ma pare non sia un metodo su cui fare troppo affidamento. Comunque qui coprirò tutta la traccia. Grazie ancora!
      Elisabetta

      Elimina
  11. Hello Dear Elizabetta My name is Galyna. I am from Ukraine. Your stories are amazing. And your embroidery thinks so elegant and noble. Thank your amazing blog
    Best wishes Galyna


    I am in Facebook as GalaTrigg will be pleasure to see you in my friend . if my name is not so bad for you. Old Greece name means Calm see

    RispondiElimina