giovedì 14 marzo 2019

Alfabeti da ricamare- In un campo di grano


Progettato per essere presentato a Fili Senza Tempo, questo piccolo album di disegni è arrivato giusto in tempo.
Certo si è fatto sospirare e con serena rassegnazione, ieri, ero pronta ad affrontare la sconfitta.
Invece l'imballo è rotolato a valle e me lo porterò a Novi (se non dimentico gli scatoloni, vista l'aria rarefatta che tira nella mia testa in questi giorni).
Che cos'è?
Un libricino di 34 pagine, copertina compresa.
Come dice il retro copertina...


... Contiene un alfabeto floreale completo, alto 11 cm, 13 soggetti decorativi (cuori e ghirlande), le spiegazioni essenziali per il ricamo dei disegni con i punti base del ricamo classico e un suggerimento cromatico. 
Insomma...
La solita roba!
Per me però è stato un esercizio interessante. 
La normale prosecuzione di Un alfabeto a fiori nell'esercizio del disegno e nel tentare vie nuove per la resa tridimensionale dei fiori.
I protagonisti questa volta sono il grano, i fiordalisi, i papaveri, le campanule e le margherite. 



Ringrazio in primo luogo Laura Arnaldi, l'artista della grafica, per le sue manifeste abilità e la insostituibile pazienza oserei dire materna con cui mi guida.
Ringrazio Tamara Catrina Fonseca per la cura con cui revisiona il testo inglese e la sua mamma Manuela prodiga di incoraggiamenti.
Ringrazio Gabriella Molinari di Conti&Molinari per il costante, prezioso e simpatico supporto.
Ringrazio Severino Graziano e i suoi collaboratori, per l'omaggio dei lini Graziano su cui il ricamo scorreva agile e DMC per la fornitura dei filati.



Presenterò l'album a Fili Senza Tempo di Novi di Modena il 16 e 17 marzo 2019.
Da lunedì fornirò ulteriori indicazioni per reperirlo anche on line.

Ancora grazie a tutti voi che leggete e che mi spronate con i vostri commenti incoraggianti qui e su Facebook,

Elisabetta


venerdì 1 marzo 2019

In un campo di grano


Succede che, se stai troppo nella tua casetta estrema, ti metti a fare un progetto e a crederci più di quanto faresti se ti lasciassi continuamente sbattere a destra e sinistra e a farti inondare le orecchie da rumori molesti.
Mentre ricamavo qualche spiga, circondata da papaveri, fiordalisi, campanule e margherite, mi sono sorpresa a sognare di comporre i ricami su oggetti e gli oggetti su pagine. Mi accordavo con Laura al telefono su come impaginare le pagine e mi facevo prendere dall'ansia per un stampa di prova.
Capii che mi mancava Laura e mi convinsi che anche per lei fosse lo stesso.
Del resto... Come potevano non mancarle le mie telefonate notturne domenicali?


Dunque eccomi con l'ansia della stampa di prova. 
Col dubbio di non arrivare a Fili senza Tempo pronta.
Ma c'è anche una certa nuova consapevolezza in quest'ansia e forse sto imparando ad organizzarmi meglio e ad avere le idee più chiare. 
Cioè... 
Dalla prossima volta, intendo.

Sono tornata, in questi giorni, dietro ai banchi di scuola. 
Ero là (in ultima fila, sdraiata di traverso sotto il banco, caso mai i profe fossero stati mossi dalla malaugurata idea di fare domande) ad ascoltare cose che mai avrei immaginato di avere l'interesse a seguire (la vita davvero si srotola su imperscrutabili vie) e che mai avrei lontanamente sognato di riuscire a capire... Beh! Almeno in qualche parte...
Il punto è che ad un certo punto la malaugurata idea ce l'hanno avuta e mi sono dovuta presentare. Quando ho pronunciato la parola ricamo, preparata con uno strategico Vengo da un ambito atipico, straordinari eventi sono seguiti:
- Non mi sono impappinata
- Ho udito solo qualche brusio
- Nessuno è scoppiato a ridere

Sì! Sì! Ho anche scroccato la cena!

Mi dovete dunque scusare se ho abbandonato per un po' il blog e se lo uso ora per scaricare l'ansia. Ma l'alternativa è che mi roda le unghie. 
Ho ancora qualche pezzo per l'allestimento da finire, eppure ho deciso che non potevo farvi aspettare oltre e che avrei dovuto far trapelare qualcosa. 
Mi pare quasi un tradimento.
Sono sempre arrivata al punto dopo aver raccontato anche troppo.
Questa volta le cose si sono evolute rapidamente, senza respiro e insomma eccomi qui.
Se tutto va bene, per la prossima settimana vi faccio un bel post.
Intanto vi lascio con le mie due creature: il grembiule di Conti&Molinari ricamato in treno e l'indossatrice senza testa. 
Vi assicuro che non ce l'ha, anche se sembra...




sabato 26 gennaio 2019

Divagazioni d'estate


Tanto ero immersa nelle faccende marine, da riuscire a percepire il sole della spiaggia e l'arsura dei campi selvatici sulla pelle, al suono lontano delle onde che esplodevano sulla scogliera. 
Il colore della sabbia e quello delle acque già mi avevano portato in un campo di grano e di fiordalisi nella notte di capodanno. 
Dunque, in quel primo martedì di gennaio, la mia mente inconscia aveva elaborato l'immagine di un papavero, eccitando la mia motivazione e producendo il germoglio di una decisione forte, impulsiva, determinata.
Fu così che misi nuovamente le conchiglie in pausa, giusto il tempo di produrre qualcosa che soddisfacesse quell'esigenza. 
Ma i papaveri tessono le loro trame. 
E sotto il loro influsso consolatorio, agendo attraverso l'oblio dei sensi, mi fecero accantonare le difficoltà del mare. 
Per giorni ricamai placida grano, papaveri, fiordalisi, campanule e margherite.
Tanto ero assuefatta, da non rendermi conto di una imperdonabile svista ecologica. 
Par raro, infatti, scovare campanule nei campi di grano. 
Puoi scorgere quel colore, ma devi ringraziare altre specie.
Eppure, quelle piccole manine a quattro dita mi intenerivano al punto di decidere di sorvolare. 
Ormai il danno era stato fatto. 
La colpa attribuibile definitivamente ai papaveri.



Non che i papaveri mi siano sgorgati lievi e senza affanni...
Lottai con mostruosi campioni per scovare il giusto colore, eccitante ma non troppo, con quella giusta quantità di vibrante sobria poesia. Lo pescai tra i nuovi colori DMC e adottai le due sfumature adiacenti 21 e 22, nonostante nella scatola apparissero tristi e senza personalità. 
Eppure dovremmo sapere che le apparenze ingannano.
Mi logorai in inutili testardi tentativi, prima di arrivare a capire che non occorreva cambiare sfumatura nei petali a rilievo, perché tanto la differente posa dei fili tra il fondo e quest'ultimi, produceva una riflessione della luce ingannevole, regalandomi un contrasto efficace e realistico, nonostante l'uso dello stesso colore.
C'è fermento intorno a questi ricami.
Ma per ora posso dirvi che vorrei portare un po' di quest'estate precoce a Fili Senza Tempo di Novi di Modena, il 16 e 17 marzo 2019.
Vorrei far notare che la locandina postata più sotto non l'ho progettata io. 
Eppure i papaveri hanno trovato il modo di manifestare il loro prepotente protagonismo.