lunedì 1 settembre 2014

Una nuova avventura...


Chiunque nel tempo trasformi una passione artigianale in una piccola attività, si sorprenderà sognante ad arredare con la fantasia un efficiente angolo dei lavori, una minuscola quanto fascinosa bottega, una allegra e fervida scuola. Ne ho passate di tutte le sorti: dal ricamocafè con tavolini in ferro battuto e divanetti in velluto in una cornice di libri e antiche cassettiere, fino a un improbabile giardino d'inverno in un gazebo di cristallo nel bosco. 
Scontrarsi con la realtà toglie un po' di romanticismo ai sogni, ma l'entusiasmo ne esce fortificato e crea occasioni di scoperta di comunità più stimolanti di un bel locale.
Questo è successo quando ho incontrato l'Associazione Fantasiarte di San Bonifacio, che da anni si occupa di arte, anche attraverso l'insegnamento, coinvolgendo individui di tutte le età e promuovendo una partecipazione attiva ed emotiva che tanto mi piace. L'arte in questione ha un senso più ampio e profondo rispetto agli insegnamenti scolastici standard a cui siamo abituati e coinvolge discipline di diverso genere. Li si trovano tecnica e allo stesso tempo ricerca dell'equilibrio psico-fisico.
Mi ero ripromessa di non insegnare se non dopo anni di produzione per me e per altri e, pungolata da qualche amica, ho cominciato a pensare che i tempi, per alcune tecniche, stavano maturando. Quando ho finalmente preso coraggio, ho scritto una lunga mail all'Associazione Fantasiarte, perchè sapevo come lavorava, anche attraverso le esperienze scolastiche dei miei bambini, e pensavo che quella sarebbe stata la collocazione ideale per dei corsi di ricamo... 
Ebbene, incredula, annuncio che parte a ottobre questa nuova avventura della Scuola di ricamo a mano, ma rimando al sito dell'Associazione Fantasiarte per i dettagli.
Qui specifico che i corsi che ho progettato sono frutto di lunghi ripensamenti e sono stati programmati sulla base della mia esperienza maturata in ore di pratica, attraverso la rielaborazione di quanto imparato da altre maestre e dallo studio dei libri. Ho cercato di costruire il corso che io avrei voluto frequentare, con gruppi di studio monotematici. Lo so, lo so... E' un'impresa ardua, ai confini dell'impossibile, ma ci voglio provare! Trovo necessario che a tutte vangano date le stesse informazioni, con completezza, grazie all'ausilio di promemoria, foto e quant'altro.
Specifico per correttezza che non stiamo ovviamente parlando di una scuola professionale. Comunque in Italia purtroppo oggi non ce ne sono.
Ne consegue che, nonostante la generalità della locandina, al momento propongo dei corsi mirati all'esercizio del ricamo classico e, all'interno dell'insieme delle tecniche del ricamo classico, di quelle per le quali sento di potermi coinvolgere con serietà. Essendo il termine ricamo classico piuttosto vago e di interpretazione equivoca, specifico che mi occupo in sostanza di quei ricami per i quali è necessario riportare il disegno sulla stoffa.
Essendoci nella zona maestre e scuole che, con consolidata esperienza, si occupano di ricami a fili contati e di merletti di diverso genere, non posso e non voglio intromettermi nella loro attività, anche perchè tanto ho ricevuto da loro.
Tanta è anche la soddisfazione che ho ricevuto e che ricevo quando insegno alle amiche... E questo principalmente è il motore di tutto!

martedì 26 agosto 2014

La memoria dei nomi


Un regalo di compleanno per un paleontologo, diviso in quadretti sul coperchio di una scatola, che un po' è memoria della storia della vita sulla Terra, ma in particolare di quella, personale, del destinatario.


Le iniziali e i nomi, semplici o in combinazione tra loro, oppure posizionati su oggetti specifici, hanno un forte potere evocativo e fanno affiorare alla mente volti del presente e ombre del passato.
Sicuramente a voi la combinazione non dice niente, ma porgendo il regalo, per chi vive in questo specifico ambito familiare, non sono necessarie spiegazioni e io lo trovo curioso. Forse anche per questo motivo le iniziali hanno avuto tanto successo nella storia.


Marito e moglie, incisi su un sasso... 
Via! Ve lo confesso! Il sasso è venuto per caso... Avevo preparato un ovale per realizzare un cammeo come quello che feci per l'album con le iniziali GE. Questa volta decisi però di non applicare subito il cammeo alla stoffa per poi imbottirlo: preparai invece una sagoma di cartone ovale, ci posizionai sopra del feltro e, tirando la filzetta del contorno del mio ovale in stoffa, intrappolai il tutto. Quando mi ritrovai il sasso tra le mani, non esitai a dargli la giusta collocazione nella spiaggetta di conchiglie. 


Non ho fatto io il pizzo ad ago su cui è appoggiata (non incollata!) l'ammonite, bensì dalla nonna (oppure dalla zia) del destinatario.
Le quattro iniziali stilizzate a punto erba sono quelle dei figli. Avrei voluto piazzare quattro cristalli, ma mi sembrava un po' presuntuoso, visto che io sono una delle due E. Ho scelto dunque le nummuliti... 
Tranquille, zia Marghy e zia Nora! Le coproliti non le avrei messe davvero, anche se le avessi avute!!


Nell'ultimo scomparto rimasto, una foto di gioventù.


lunedì 4 agosto 2014

Antichità profanate


Come ben sapete, sono ormai assuefatta ai libretti antichi. 
Quando sfoglio consunte e screpolanti pagine di carta, oppure mi perdo nei meandri degli scaffali virtuali degli archivi web, immagino come rielaborare i disegni e quali punti utilizzare, dove posizionare il ricamo e quale oggetto costruire, con la costante frustrazione di non sapere a quale tecnica fossero destinati e quale livello di perfezione raggiungessero le donne del passato, che sorriderebbero oggi bonarie guardando i miei lavori, pensando forse che loro certe cose le facevano da bambine. 
Ho dunque quasi sempre la sensazione di commettere un crimine a deturpare i disegni splendidi che deliziano quelle carte ingiallite dal tempo e che, perso il loro utilizzo pratico, diventano opere d'arte proprio complete del loro consunto supporto.
Così nasce la sezione Antichità profanate, in cui inserisco questo primo lavoro, tratto da un Ingalls (229) del 1886. Mi ha rapito l'eleganza della bimba.


L'idea era di riprodurre sulla stoffa le caratteristiche di una pagina di un libretto antico. Ho scelto una canapa acquistata in un mercatino dell'antiquariato, che, anche se vintage, è industriale e quindi più maneggevole (ricamare sulle pezze di canaponi dei telai a mano è un'incubo). Ho riprodotto la linea del disegno con un marrone e ho profanato il disegno sostituendo i fiorellini con violente rose rosse.
Sapesse poi il disegnatore che con il suo disegno ho realizzato un tendone con balza a quadrettoni rossi per il bugigattolo dove lavo i piatti... 


Ho copiato il bottone dal libro 50 hairloom buttons to make di Nancy Nehring. Non è altro che un anellino da tenda rammendato (10 centisimi + filo!).
La parte più difficile?! Convincere il marito ad attaccare le staffe per il paletto al muro!!
Se aggiungere poche rose rosse e una tela quadrettata non vi sembra una gran profanazione... 
Aspettate che realizzi le strampalate idee che ho in mente!! Alla prossima!

Nota del 5 agosto...
Qualcuno mi ha chiesto via mail delle informazioni per riprodurre il lavoro e, visto che ci sono, le aggiungo qui...
Ho ingrandito il disegno a 32cm in altezza e ho ricamato tutto con due fili di mulinè, a punto erba i contorni principali, a punto indietro le piccole pieghe, a punto pieno le labbra e ovviamente a punto vapore le roselline e punto margherita le fogliette. Per dare volume al cesto di rose, le foglie dei fiori centrali sono a punto vapore.
Trovate il catalogo Ingalls a questo link.
Mi fa un immenso piacere che il mio lavoro sia servito da ispirazione! Questa del blog è davvero un'avventura strana, interessante e divertentissima!


mercoledì 23 luglio 2014

Fiori anche al centro estivo


L'annuale immancabile, indimenticabile, faticosissimo e piacevolissimo appuntamento con le bambine e ragazzine del Grest della Casa della Giovane si è concluso, dopo due settimane di fervido lavoro tra i fiori. Siamo partite a rilento, perchè le iscrizioni erano tante e le aiutanti poche, anche se tenaci. 
A chi aveva già frequentato il gruppo, abbiamo proposto le iniziali con i fiori, un po' come esperimento, un po' perchè eravamo sicure dell'ondata di entusiasmo che avrebbero generato.
Abbiamo tenuto costanti alcuni fiori, che ci servivano per insegnare o ricordare i punti base e poi, facendo circolare il libro di Diane Lampe e i campionari delle assistenti, ben presto l'indipendenza è stata raggiunta, la creatività è esplosa e hanno cominciato a ronzare api e a sfarfallare farfalle...

Il gruppo 2G  con le api ciccione!
La battaglia verso l'emancipazione è partita con Ester e con il suo ibisco, che doveva assolutamente inventarsi perchè ce l'ha in giardino. Ha subito fatto tendenza ed è diventato letteralmente di moda...




Lo so che le avete notate... A 13 anni si possono ricamare le roselline con assoluta perfezione. E allora... Perchè non da adulti?!

Isabel

Qualcuna ha preferito le roselline a punto rammendo, combinado deliziose palette cromatiche a cui ispirarsi...



Mara, 13 anni

Linda, 8 anni!
Claudia, 13 anni
Che invidia, eh?! Ma le avete viste la magnolia e le ortensie?! Nella mia prossima iniziale non mancheranno!!






La soddisfazione più grande?! Un lavoro extra, portato segretamente avanti in un qualche salotto pomeridiano da zelanti formichine...


Grazie a tutte voi!!

martedì 24 giugno 2014

Un malinconico viaggio verso Adele


C'è stato un tempo in cui abitavo a Novara, subito dopo sposata, nel tempo in cui il marito lavorava a quei viadotti dell'Alta Velocità che sembrano montagne russe. Ci siamo stati tre anni e lì è nata Anita: nella memoria Novara è la nostra isola verde e felice. Dopo allora siamo tornati un paio di volte, ma era da un po' che non ne annusavamo l'aria.
Domenica avremmo partecipato al Battesimo di Adele a Biella e non potevamo non cogliere la palla al balzo. Sabato dunque abbiamo stipato la tribù in macchina e al suon di Radio Italia siamo approdati in Piemonte.
Mi è bastato vedere in lontananza la De Agostini imboccando lo svincolo autostradale per sentirmi ribollire un non so chè all'altezza del petto, simile allo stritolio dei visceri in una morsa e, visto che sono una femminuccia, mi è concesso confessare di essermi messa a piangere come una fontana. 
Posso tingere i capelli e guardarmi da lontano allo specchio per nascondere il tempo che passa, ma questa terribile sensazione di tempo andato e irripetibile è un sintomo nuovo e troppo significativo. 
Siamo passati davanti alla Coop piccola, dove andavo a fare la spesa, e mi rivedevo, esausta, con la carrozzina, nella ciclabile a canticchiare ninna nanne. Davanti al parco coll'altalena usurata dall'Anita, il giorno prima che nascesse, tutto innevato. Davanti al piccolo appartamento, con le serrande abbassate, dentro cui potevo vedere (scene incredibilmente vive, come in sogno), il letto con il copriletto verde e il lettino con la trapuntina ricamata a punto croce e tutti gli oggettini nel loro posto e Anita che strillava, rideva, gattonava e combinava guai.
Ebbene sono arrivata alla conclusione che tutti dovrebbero vivere almeno per un po' lontano dalla routine. Mario e Alfredo sono nati dove vivo ora. Tutti i giorni vedo gli stessi scenari e questi di conseguenza hanno perso il loro potere evocativo. 
Già, per fortuna, dite voi... Altrimenti mi vedreste in giro a singhiozzare come una bimbetta infelice...
Ogni tanto dimentico che preferireste sentir parlare di ricamo: ho saccheggiato di nuovo Kira per il regalo di Adele. Quel bell'oggetto che si intravede in foto è un pouff con un cassettino, che vorrei poter dire di aver rivestito io, mentre invece è 100% Kira. Dai colori del pouff è nata la scatola per la bella Adele, che, nonostante i suoi tre mesi scarsi, ha già lo sguardo di una che sa il fatto suo.


La A è uscita, come spesso di recente, dal Libro delle lettere della Babbi Cappelletti ed è stato divertente giocare con l'ecrù e il rosa, che tanto mi facevano venire in mente le coppette panna e fragola, di cui mi è venuta una voglia matta.
Detto per inciso: sono nata a Biella, per anni sono andata a Biella almeno tre volte l'anno a trovare i nonni, ho vissuto a Novara a due passi da Biella, ci sono tornata questo fine settimana e... Non sono ancora riuscita ad andare nello spaccio dei Fratelli Graziano... AARGH!!

venerdì 6 giugno 2014

Saluto le maestre a scappo al mare


Anita è triste, perchè la sua maestra andrà in pensione e anche tanti suoi compagni non vogliono crederci! Dal loro affetto, trasmesso a noi mamme, è nato il regalo che abbiamo elaborato dopo lunghe meditazioni.
La matita rosso-blu ci è sembrata un simbolo chiaro e simpatico per celebrare la carriera dell'insegnamento e il resto è venuto di conseguenza...


Avevamo pensato ad una cornice, su cui montare matita e iniziale (indovinate chi si è proposto di ricamare l'iniziale?!), ma i tempi stringevano e non riuscivo a trovarne una adatta. Curiosando da Kira, ho sentito una vocina che mi chiamava e, neanche il tempo di girarmi, avevo comprato una scatola di legno anticato, su cui era poggiata una piastrella con decori culinari. Ho fatto fare alla piastrella una brutta fine e ho montato la S su base rigida interponendo un'imbottitura.


Per il fondo della scatola abbiamo scovato una bella frase di De Amicis.


E dopo fiumi di lacrime, scuola e commissioni terminate, fuggo con desiderio al mare per una settimana. 
Cosa c'è di più liberatorio che partire proprio l'ultimo giorno di scuola?!

giovedì 5 giugno 2014

Fiori, cuori, amori... E le rose promesse


Parto con le rose rosa e chiuderò con altre rose rosa, passando dalle rose rosse e da poche azzurre. Carla mi ha inviato la foto di un ricamo con rose blu... Che meraviglia!
Il lavoro in alto è un centro per un vassoio in argento, con un festone movimentato dai pippiolini. 
Segue un tris di cuori, rosa e azzurri e la versione Agnese del lenzuolino di Benedetta di tanto tempo fa...





E adesso guardate... Si rivolteranno forse nelle tombe i disegnatori e le ricamatrici del passato, al vedere un così bel disegno antico liquidato con pochi semplici punti... 



Ma quale resa per rapidissime bomboniere!
La rosa è rossa perchè mi han detto che il colore per la Cresima è il rosso. Il disegno proviene dal Libro delle lettere della Babbi-Cappelletti.

Ma vi avevo detto che avrei chiuso con altre rose rosa...
Per un venticinquesimo la Gabry (hai visto, Gabriella, come ti presento sempre più audacemente?!) mi ha chiesto il fronte per un cuscino con i nomi della coppia...


Credo di aver consumato un plico intero di fogli da architetto: non era mai contenta! E far stare in un quadrato due scritte non è impresa da poco, se i tuoi studi di disegno più approfonditi risalgono alla materna!
Ma, avendo venduto la mia anima a Word, il gioco alla fine si è risolto.
A proposito! Quando la tua vita sembra non avere più senso, ... Vai a caccia di nuovi free font!
E' il mio nuovo antidepressivo, più potente della ricerca per immagini e decisamente più economico dell'acquisto compulsivo su amazon... 
Uffa! Non fatemelo confessare!! Che poi mi accusate ancora di essere pericolosa per il portafoglio!
Ebbene, ve lo confesso lo stesso: ho trovato un librettino... Un librettuccio... Con tantini (tantissimi!) alfabeti completi fighissimi... Eccolo! E' questo: One hundred thirty Antique French Embroidery Alphabets, Shepard J.F. Tanti alfabeti provengono dagli album Sajou, ma averli belli stampati è un aiuto. E' un po' caro, ma sono contenta di averlo preso. Anche perchè... One hundred thirty = 130!!
Anche questo è bellino (Compendium of ancien Artistic initials for Vintage Style Monograms, Shepard J.F.), ma, a differenza del primo, è organizzato per lettere e non per alfabeti e se avete quello della Babbi-Cappelletti, non vi servirà molto.
Torniamo a noi: il font di Cristina & Gabriele è lo strausato Chopin script.
Incredibile il ruolo delle foglie: non ci crederete, ma quella foglietta pennata che spunta dalla n in Cristina, ha cambiato radicalmente faccia al ricamo.


Poi lei, la Gabry, lo ha magistralmente assemblato in un cuscino abbinato ad una lampada...


Sul muro, dietro al cappello della lampada, potete amirrare qualche traccia della vena pittorica di Alfredo, che sembra si stia finalmente raffreddando...

martedì 3 giugno 2014

Soffocata dai fiori


Ebbene, sono ancora viva! Grazie dei vostri premurosi messaggi! 
I fiorelletti mi hanno assuefatta e mi hanno fatto perdere la cognizione del tempo. 
Avevo in mente mille cose da fare e da provare e invece ero intrappolata sotto le spire dei tralci di lavanda e tra le spine delle rose, nauseata dai petali delle margherite e frastornata dalle forme e dai colori delle corolle, nonchè dalla cedevolezza del bisso. Immagino che accada a tutte: quando un lavoro si trascina e non lascia spazio alle novità, alla progettualità e alla soddisfazione del lavoro terminato, la motivazione un po' cala e ci si dirige alla postazione di lavoro con più lentezza. Per quanto mi riguarda, cala anche la capacità comunicativa e la voglia di dedicarmi al blog. 
In compenso ho accumulato un bel po' di foto da mostrarvi...


L'alfabeto è sempre quello di Sajou e i fiori sono gli stessi della E in un post precedente. Avevo due iniziali da ricamare: la B e la M...


Siccome erano accostate, ho progettato la posizione dei fiori sul disegno su carta, al fine di distribuire specie e colori in modo armonico. 


Iniziali e bouquet fotografato più sopra sono ricamati su bisso di lino e verranno montati come inserti per un tendone.
Adesso vi lascio, perchè devo scappare a finire qualche lavoretto per le maestre, ma prima della fine della scuola, avrò un po' di rose da mostrarvi!

A prestissimo!



mercoledì 9 aprile 2014

La borsetta con la barbetta


Alcune amiche mi hanno estorto una specie di corso per imparare le iniziali a punto pieno. Al di là dei miei scrupoli circa l'opportunità o meno di farne, ci ho messo un po' ad accettare perchè non riuscivo a impostare correttamente una proposta di lavoro. Anche all'interno di uno stesso alfabeto, non tutte le lettere hanno lo stesso livello di difficoltà e, per garantire la scelta della propria iniziale, mi sono risolta a disegnare un cartiglio che presentasse tutte le difficoltà in cui fin'ora mi sono imbattuta e alcuni spunti per l'evoluzione di ricami più complessi. Il motivo è, non a caso, ispirato alla tovagliona che feci un anno fa: mi ero così affezionata al fiordaliso e alla margherita, da ripromettermi di ricamarne un paio per me, prima o poi.



Per provare qualcosa di diverso, ho stondato il fondo della borsa e, in un raptus di magaripotreimetterciqualchebarretta, ho impulsivamente aggiunto, senza progetto e senza ragionare molto (quante fregature mi prendo con questi raptus!) una serie di archetti a punto festone con pippiolino, a complessità crescente. Siccome sono partita da un lato, per questioni di simmetria e spazi rimasti, mi sono trovata a creare quel reticolo un po' troppo largo che sta al centro e che mi ricorda tanto una barbetta.


Ma per il momento non la raso...