martedì 21 marzo 2017

Operazione Cuore Coloris Primavera: è Primavera!


Con l'eccitazione e la nostalgia della conclusione, palpabili nell'aria di questa splendida giornata di Primavera, ci incontriamo ancora una volta nella calda serra e a tutte pare di conoscersi da una vita.
Abbiamo spalancato le porte per annusare questa brezza nuova.
Un papà, capo scout, si è improvvisato leader indiscusso e tutti i bambini si sono seduti a terra, in cerchio, gesticolando e cantando a squarciagola. 
Ad ogni strillo acuto, famigliole di passeri si danno a gran fuga dalle chiome, urlando il loro disappunto.
Sarà dura, oggi, parlare oltre questo trambusto.
Ma abbiamo in fondo pochi punti da mettere: per il resto sarà un gran bel rimirare la soddisfazione di aver finito.
Ci diamo subito alle rose, avviando due fili di DMC 224, il mitico rosa antico che tutte hanno nella scatola. 
Ricordo a tutte di sfoderare un ago da cucito n°7 o dintorni, senza cruna allargata. Arrotoleremo il filo sul corpo dell'ago e poi pretenderemo che la cruna scorra in tale rotolino: più sottile sarà la cruna, meglio sarà per tutte.


Io lavoro il punto vapore in verticale e, rispetto a dove esce il filo, mi sposto verso il basso e risalgo verso il filo stesso, posizionandomi al centro del cerchietto su cui andrà ricamata la rosa. Prendo circa 4 mm di stoffa e arrotolo pressappoco 6-7 avvolgimenti. 
Tiro il filo bene bene verso l'alto, assicurandomi che non si siano creati intoppi o avvolgimenti irrequieti...


... E poi giù di nuovo verso il basso a compattare bene il salsicciotto e a chiudere il punto riportandomi sul rovescio.


Al centro della rosa posiziono due di questi punti, con le estremità combacianti. 
E poi mi do una certa mia regola: esco a metà del punto appena fatto e inizio ad aggiungere punti più lunghi intorno al centro, mantenendo sempre lo stesso senso di marcia.


Nel concreto... 
Ricamo i due punti centrali di 6-7 avvolgimenti per circa 4 mm di stoffa. Esco a metà di uno dei due e, puntando dalla parte opposta della rosa, avvolgo ora 14-16 avvolgimenti. Ancora poi uscirò a metà di tale punto e, in senso antiorario (o antiorario) andrò a posizionare altri due punti simili.


Se voglio le rose laterali più piccole, ridurrò i giri.


Prendo poi il colore più chiaro (DMC 948) e aggiungo giri esterni. 
Avendo un centro più grosso da gestire, aumenterò ulteriormente gli avvolgimenti, fino a circa 18-20, in una quantità necessaria a costruire la dimensione della rosa. 
Getto anche un bocciolo, con due punti convergenti, uguali a quelli del centro della rosa.



Al DMC 3011 l'onore di mettere la parola fine
Con una catenella aperta acchiappo il bocciolo e lo porto verso la rosa. 
Poi ricamo, come abbiamo fatto per il glicine, le foglie.


Strilli di giubilo ogni dove.
Matassine, metri, aghi, spilli lanciati in aria per festeggiare... Anche qualche paio di forbici vedo sferzare l'aere: una vera calamità naturale!
Scappiamo tutte sotto i tavoli per ripararci.
Lacrime di sollievo, di gioia, di dolore (aghi, spilli e forbici prima o poi dovevano ricadere).

Poi la bimbetta di turno che urla... E la maglina?!

Cala improvviso il silenzio.

Me lo aspettavo...
... E bieco il sorrisetto appare sotto i baffi.

Faccio entrare Anita a passo lento e drammatico...


L'avevo già finito per stamattina.
Ero terrorizzata all'idea di improvvisare e di fare una pessima figuraccia! 
Avevo lavorato tutta la notte!
Applicato dei cristallini al centro delle rose, fermati con una perlina in capo...


... Ricamato i giri esterni delle rose con punti vapore semplici e punti vapore festonati, che altro non sono (le magliaie capiranno al volo), che punti vapori in cui si sostituiscano gli avvolgimenti con i punti di avvio delle maglie...


... Aggiunte le stesse foglie verdi...


... Gettato il tutto sotto una doccia refrigerante per far sciogliere il foglio adesivo...


Et voilà!
Custom by me non mi ha deluso! Come una canzone che non ti molla, governa i miei pensieri, inducendomi a nuove prove... 
Vi farò sapere!

Ora però non vi saluto.
Sarebbe troppo commovente.
Abbiamo deciso di darci un'altra chance (anche perchè dobbiamo pur sempre cucire il cuoricione). Inviatemi le vostre foto e/o i vostri commenti! 
Tireremo le somme sull'utilità di questa nostra avventura, per capire se ne è valsa la pena e se... 
Vale la pena di affrontarne altre!
Io di sicuro mi sono divertita un sacco...
Grazie infinite a chi ha commentato, scritto via mail, supportato con carinissimi messaggi. 
E a chi silenziosamente ha seguito i miei continui deliri!
A presto!

giovedì 16 marzo 2017

Operazione Cuore Coloris Primavera: quinta puntata


Ho fatto un po' di conti, calendario alla mano.
Abbiamo sostenuto un ritmo incalzante di incontri e nuovamente oggi vi ho radunate tutte qui, perchè martedì prossimo è già Primavera e per allora avremo le rose da far sbocciare su lavori pronti.
Non posso accettare cuori paralizzati nel gelido autunno, che credono presuntuosi di poter far arrivare la Primavera a comando. 
Oggi non è giornata.
Per questo vi ho ammutolite tutte, non appena avete messo piede nella serra. Mi sono portata una bacchetta per impaurirvi e vi minaccio seria e impettita.
Peccato che Mario mi faccia il verso mentre vi parlo e voi tutte ridiate!
Non cederò. 
Non riuscirete a farmi scoppiare. 
Alfredo e la combriccola provano con le boccacce al di là dei vetri: i più piccoli li leccano con decisione. 
Disgustoso.
Ho platealmente ordinato ad Anita & Co. di sedersi a fare i compiti, per dimostrare la mia impeccabile autorità: ridono come pazze.
Sono senza speranza.
La veneziane, come avevano promesso alle colleghe genovesi, hanno pure portato i fuselli e sento i ticchettii provenire da sotto i tavoli, accompagnati dal sommesso confrontare le varianti.
Srotolo il mio Coloris 4505 e provo con un secco ed imperioso... Chi c'è, c'è!


Rifiuto il vasetto di miele di acacia spudoratamente offertomi dalle abruzzesi perchè io mi addolcisca un po' e taglio gugliate all'impazzata, purchè tutte si mettano leste all'opera.
Vedo che tante sono già partite a ricamare i lineari con il punto erba e dico Ok, va bene lo stesso. Però io in questo caso preferisco usare il punto indietro, così da terminare lo stelo pronta con l'ago sul dritto per il punto margherita in cima al ramo. 
Riesco a dirlo con gentilezza, perchè la mantovana ha sciolto quattro cucchiani di miele nella mia tazza, di soppiatto, mentre io parlavo sorseggiando la tisana.


Il punto indietro è facile. Lavoro da destra verso sinistra ed esco sul dritto un po' più avanti rispetto all'inizio della linea. Poi torno indietro ed esco ancora più in avanti. Tiro bene ad ogni passaggio.


Come si nota nella foto, al termine dell'ultimo punto sono pronta per avviare i punti margherita e ricamare questo gruppo di fronde che avoca il glicine, pur non avendone esattamente la forma. 
Trovo splendido questo filato, perchè ha una sua cupa sobrietà che conquista. 
Se vi siete perse i punti margherita, potrete ritrovarli nel precedente post.


Con il mulinè DMC 746, sempre a due capi, suggerisco, ora melliflua, di ricamare dei bei nodini in corrispondenza dei punti svolazzanti oltre il glicine. 
Se doveste avere una stoffa particolarmente trasparente... Ahimè! Dovrete fermare ciascun nodino sul rovescio. Io farei un paio di punti serrati sotto il nodino e poi, di soppiatto (come la mantovana), annoderei i due capi sul rovescio un paio di volte. 
Si. 
Trasgredendo a secolari tradizioni e rischiando dolorose punizioni corporali.
Ve lo avevo detto che oggi non era giornata.

Però... 
Decisa a togliervi da quel languore che ad un certo punto inizia, quando un lavoro non arriva presto al termine e l'impazienza incalza, mi sono portata da casa delle cose inviatemi per posta dalla DMC, per testarle un po' con voi. 
Per correttezza avviso che questa parte di post può essere considerata una pubblicità (in quanto rispondo all'invito di testare un prodotto), ma non mento dicendo che sto improvvisando e che non ho davvero idea di che cosa ne salterà fuori... Soprattutto visto il mio umore di oggi!


Avevo condiviso su Fb il prodotto un paio di mesi fa, perchè avevo trovato interessante la possibilità di accedere facilmente al ricamo su tessuti cedevoli, come la maglina.
In ciascuno di quei quattro pacchettini che si intravedono in foto sta un foglio Custom by me: in due misure di quadretto per punto croce, già disegnato, oppure bianco. Sono tutti fogli adesivi, progettati come guida e supporto per il ricamo, per quei tessuti un po' ostili che si fanno fatica a ricamare. Ricordo che in fiera mi fu raccontato come ricamare sulle maglie con della carta velina stropicciata. Il principio deve essere un po' lo stesso: avere un supporto croccante da tenere in mano.
Dunque mi sono decisa a testare il foglio bianco, ricamando il gruppo glicine su un coprispalle bianco in fine maglina. 


Per prima cosa ho ricalcato il disegno sul foglio. L'aspetto è di un tessuto-non-tessuto, incollato su un foglio di plastica. Nonostante lo spessore complessivo, sono riuscita a ricalcare il disegno senza lavagna luminosa. Ho evidenziato in rosso l'asse verticale, per allinearlo con il dritto filo della maglina.


L'adesivo è riposizionabile, quindi nessuna imprecazione.
Avete notato che non ho stirato la maglina?!
Ve lo avevo detto che non era giornata.


Ho ricamato il glicine... Ok. Si tiene bene.
Forse avrei dovuto essere meno taccagna e tagliare un cm di carta in più.


Ho aggiunto delle minuscole perline al posto dei nodini, con sottilissimo filo bianco...

Quelle perline che ho appoggiato sul coperchio della mia scatola.
Le perline... LE PERLINEEE! 
Alfredo, entrato con la ciurma a seminare il panico, brandendo rami come spade, è inciampato sui lacci slacciati rossi, ha colpito con il gomito il tavolo, ha fatto cadere il telaio della brasiliana sul coperchio della scatola e... Nell'etere tutta la mia luccicante scorta di minuscole perline rotolano e saettano verso l'alto e ora ricadono lente... Le vedo, una ad una, al rallentatore... Schiantarsi sull'impiantito ruvido. 
Nessun essere di questo mondo potrebbe recuperarle tutte.
Sale la rabbia e vedo di striscio il ghigno della mantovana che ruota di soppiatto il coperchio del vasetto di miele...
Ve lo avevo detto che oggi non era giornata.
A martedì.




martedì 14 marzo 2017

Operazione Cuore Coloris Primavera: quarta puntata


Di neve a terra non ce n'è più.
Ne vedo ancora sulle montagne e la nostalgia paralizza il mio sguardo all'orizzonte, mentre seguo il profilo delle cime e i ricordi che affiorano.
Torno con i piedi a terra grazie a voi e al nostro appuntamento.
La temperatura e la luce sono degni di un giorno di primavera e i bambini si sono categoricamente rifiutati di indossare le giacche. Quelli le cui madri sono riuscite nell'intento, hanno appeso gli indumenti ai rami e scorazzano in fibrillazione, rincorrendosi tra gli alberi.
Abbiamo socchiuso le porte e trascinato alcuni tavolini carichi di merende all'esterno.
Anita &Co., riverse su alcune stuoie a terra, disegnano abiti per la nuova stagione: pare che, intramontabile, il must di quest'anno sarà ancora la morbida shirt che cade scoprendo la spalla e la mitica spallina coperta di strass.
L'erba pullula di puntini colorati: azzurre veroniche, candide pratoline e pallidi anemoni. Sui rami i primi germogli e i boccioli del pesco vibranti del desiderio di esplodere.
Come loro, noi. 
Con la differenza che noi non dobbiamo attendere!
Sento la vostra eccitazione, mista a preoccupazione.
Mi dite che vabbè, i punti lanciati li sanno fare tutti. Che insomma, il nodino fa arrabbiare, ma non troppo. Che siete sicure che però più di così non saprete fare.
Macchè, rispondo io.
Qualcuno mi chiede se uso il telaio, perchè dalle foto parrebbe proprio così... 
No!
E' che non posso stirare il lavoro in corso, dal momento che ho usato una penna termosensibile per il riporto del disegno, e il telaio mi tiene in tiro la stoffa per foto decenti!
Comunque usare il telaio è sempre consigliabile! Sono io quella sbagliata.
Srotoliamo dunque una delle più belle matassine Coloris, la Coloris 4500, che porta al nostro cuore ancora spoglio, il tenue verde delle giovani foglie e delicate varietà di rosa.


Starei anch'io ore e rimirare i macramè scartati con religiosa cura dal gruppo genovese e le tovaglie a punto Assisi che le assisiane hanno steso a profusione sui tavoli, con tutte le teste chine a chiedere e a complimentarsi e a capire come e con cosa... 
Devo interrompere sadica lo scomposto chiacchiericcio, perchè abbiamo tanta carne da mettere al fuoco (compresa quella che gli uomini hanno deciso di sbraciolare sui braceri allestiti all'esterno: vedo i mariti fare in modo che non si avvicini alla fucina il mio, dopo aver, indegna, urlato ai quattro venti il rischio che riproponga il miracolo della trasformazione delle salsicce in cenere...).

Suggerisco dunque che si tagli la solita gugliata e si prelevino due fili, per darsi al punto margherita (variante solitaria del punto catenella).


Nell'immagine il punto è lavorato dal basso verso l'alto, ma solitamente noi in Italia lo lavoriamo al rovescio. 
Ho progettato questi rami pensando alla variabilità del colore di questo filato, che muta dal verde al rosa. Ho disegnato foglie e fiori allo stesso modo e così basterà correre sui rami senza pensieri: il rosa evocherà i fiori, il verde le foglie. Se ricamassi gli stessi rami con filati diversi, impiegherei molto più tempo.

Esco sul dritto alla base della foglia/fiore disegnata, nel punto in cui l'elemento si stacca dal ramo. Tengo la solita posizione di partenza (pollice che tiene il filo) e, puntando nello stesso punto in cui vedo uscire il filo, esco all'estremità opposta.


Devo accertarmi che l'ago rimanga sopra l'ansa del filo così formata, in modo che, tirando la gugliata verso di sè (e non verso l'alto!), si veda formarsi un cappio.


Una volta tirato il filo (non troppo, perchè sono belli i punti margherita un po' cicciottelli), devo fermare il cappio con un piccolo punto che lo scavalchi.


Partendo dal primo ramo, e scorrendo sotto i punti fatti, posso procedere a ricamare tutti gli elementi a punto margherita e nodini (già spiegati nel precedente post). 
Soffermiamoci un attimo, però, ad escogitare qualche sistema per rendere più variegato e realistico l'effetto dei rami.
Posso, per esempio, lasciare in sospeso i nodini e ricamarli quando torno verso il profilo del cuore per raggiungere il nuovo ramo: così nel frattempo il colore sul filo sarà mutato ed eviterò passaggi ripetitivi di colore, mescolandoli.


Posso anche, volendo dare un tocco più rosa ai rami, gestire l'avvio delle nuove gugliate, eliminando i tratti verdi delle estremità...


In men che non si dica... Avrete il vostro pesco in fiore!

E siccome abbiamo tempo, possiamo darci anche al ricamo della punta del cuore, perchè ormai i punti... Li conosciamo tutti!
Con il DMC 3364 ricamiamo a punto erba gli steli delle margherite.
Appena incontriamo una foglia, possiamo usare una variante del punto margherita per ricamarla velocemente: il punto mosca. Premesso che, nel caso non lo capiate, potrete benissimo usare una serie di punti lanciati, ecco la sequenza:

1. Dalla sommità della foglia ricamo un tratto verticale


2. Esco a sinistra e imposto un punto margherita aperto

3. Ripeto i passaggi 1 e 2


Passare dal prato verde allo sboccio delle margherite...


... è solo questione di punti margherita in DMC blanc o 3865!


Ma noi ora sospendiamo i lavori, perchè il profumino che si diffonde nell'aria è così invitante che vedo avvicinarsi volpi e gatti con l'acquolina in bocca. Mio marito per fortuna ha salvato con l'assenza le salsicce dalla carbonizzazione, ma è alto il rischio che ne faccia un sol boccone, quindi corro a mettergli il guinzaglio!
A prestissimo e buon appetito!