giovedì 27 agosto 2015

Fioriture precoci


Mi ero letteralmente dimenticata di questa lettera... 
Allo sbocciare dei primi fiori primaverili, fui presa dalla smania di lavorare in modo diverso e, ogni qual volta il mio giardino veniva inondato di un nuovo colore, annotavo l'equivalente DMC. Provai ad attenermi scrupolosamente ai colori realistici.


Il lavoro risultò estremamente interessante, ma problematica la resa finale, perchè i colori sono troppo accesi e ho constatato che l'effetto non piace. 
In fondo non piace neanche a me.
Sono orgogliosa però dei miei contorti rami di cotogno giapponese, che meglio sarebbe utilizzare da soli, trasformandoli in un delicati rami di pesco... Ma a anche così, con il loro spudorato colore brillante e violento...


L'effetto rilievo è ottenuto facendo dei punti vapore che soltanto pizzicano la stoffa: si crea così una piccola asola che prende la forma del petalo e che rimane staccata e svolazzante dalla stoffa.


Beh... Anche le margheritine mi sono piaciute! Devo imparare a dosare i fiori.

martedì 25 agosto 2015

In vacanza da me stessa


Se perdi l'interesse per le cose, e ti stanchi a scorrere su Facebook i lavori altrui e non cerchi ispirazione su Pinterest, vuol dire che qualcosa non va. Se l'unico libro che hai letto nell'ultimo anno è il manuale della macchina da cucire, significa che è davvero ora di cambiare qualcosa.
Una lunga e buia stagione di commissioni, bellissime e gratificanti, ma intrappolate nella logica dell'abbandono e di un gusto da interpretare, mi hanno lentamente esaurito la scintilla. Scorrendo il mio blog e indugiando sulla S di Siena e su altri lavori personali, quasi non sentendoli miei, ho sentito di aver perso la verve.
Per scuotermi da queste 50 o più sfumature di grigio (tutt'altro che eccitanti), ho chiesto aiuto ai miei libretti acquistati in epoche entusiastiche. E il più veloce ad emergere dal mucchio fu il luminoso e lussureggiante, stando a colori e forme, Crewel intentions di Hazel Blomkamp.
Una ragazza simpaticissima una volta mi disse che ho una grossa responsabilità: tutto quello che io consiglio lo compra. Così adesso sono in ansia ogni volta che propongo qualcosa! Ma riguardo a Hazel Blomkamp non ho ansie. Quando fantastico di essere autrice di manuali di ricamo, sogno di aver scritto i libri di Hazel Blomkamp, Trish Burr o Yvette Stanton.
Hazel non si attiene strettamente alla tradizione e se cercate qualcosa sul crewel originale, rischiate di rimanere deluse. Per la verità non me ne intendo molto di crewel, ma so che si ricama con la lana, che che nasce in area anglosassone e che prevede l'inserimento di una serie di figure note. Assomiglia un po' al nostro Bandera, ma è più complesso. Le parole chiave per farvi un'idea sono Crewel, oppure Jacobean embroidery, anche se ho intuito che il Jacobean è una particolare forma di Crewel.
Hazel ha avuto il coraggio di proporlo con i mulinè DMC, rendendolo accessibile a tutti, e di aggiungere punti e di mescolare tecniche, anche rubati al merletto ad ago. Ne deriva un crewel un po' snaturato, ma davvero eccitante!
Hazel poi ha anche un altro pregio: crea oggetti di arredo meravigliosi. Non è da tutti. Io ho perso la testa per un suo sgabello, ma non avrei avuto il tempo per fare un lavoro così impegnativo e comunque non è mai saggio affrontare una tecnica nuova con lavori di grosse dimensioni.


Dunque ho scelto un motivo semplice, il più aderente alla tradizione. Disegno e spiegazioni stanno nel primo libro di Hazel Blomkamp, Crewel twist
Mi ero imposta di copiarlo fedelmente, come non mi capitava più da tanto, per prendermi una vacanza... Da me stessa! Ritrovare il piacere di ricamare senza pensieri.
Ma me stessa è una rompiballe (scusate il termine da osteria, ma è proprio così). Ho insomma finito per ridisegnare alcune forme, secondo un mio canone maniacale di simmetria, e di rivedere la palette di colori. Ho deciso anche di non metterci le perline.
E lo posterò a puntate per spronarmi a portarlo a termine...


giovedì 20 agosto 2015

L'evoluzione delle rose...


Da un po' di tempo percepivo che le mie rose fossero cariche di muffa e che avessero bisogno di subire una qualche mutazione genetica. Per fortuna e per sfortuna perdo tanto tempo in rete: grazie alle mie scorribande tra social e siti d'autore, ho insaccato buoni frutti.
Purtroppo non posso mostrarvi qui l'immagine ispiratrice: un ricamo splendido, con rose a punto vapore e altri fiori, che si intrecciano sinuosi a decorare la lettera "O", ma potrete vederla nella mia bacheca di Pinterest, qui. Non la posto, perchè non so chi l'ha fatta e, non potendo citare la fonte, evito.
Mi colpì subito per la sua raffinatezza e per l'evidente buon uso del punto mosca fitto per le foglie delle rose. Ho prontamente rubato alla misteriosa e perfetta autrice di quel ricamo la soluzione per le foglie.


Vi chiederete ora che cosa è quella specie di irregolare festoncino che allarga i petali laterali della rosa... Il punto si chiama cast-on stitch e in sostanza è un punto vapore in cui, al posto degli avvolgimenti sull'ago, si caricano delle maglie, come quando si avvia una maglia ai ferri! Se non siete pratiche della cosa, ecco il link al tutorial di Mary Corbett (Ah! Thank you Mary for your work!). Rispetto al fiore ricamato da Mary, io ho eseguito il centro della rosa come al solito, con punti vapore.
Anche l'accorgimento del cast-on stitch, fantastico per vivacizzare e per dare volume alla rosa, non è frutto del mio scarso genio, ma viene dagli interessanti lavori di Rosalie Wakefield. In particolare vi consiglio di visitare questa e questa pagina.


Essendo molto più grande delle rose che ricamo di solito, ho usato tre tonalità di rosso-rosa (DMC 816, 347, 3328) e un giallo per i nodini al centro (DMC 3820). Per foglie e spine i verdi DMC 610, 611, 3045, 918.
La stampa della rosa che vedete sullo sfondo mi è servita di ispirazione per disegnare la forma. Pensate che è una delle quattro o cinque stampe che uscirono in un Rakam quando ero piccola e che adesso decorano incorniciate e fin'ora incomprese le pareti... Del bagno! Urge trovare una collocazione più dignitosa...


mercoledì 19 agosto 2015

Un'altra estate con le bambine del Grest di Suor Veronica


Scusate se mi sono fatta contagiare dal mortorio che alberga in rete e nei social da un paio di mesi... Forse è fisiologico e in estate bisognerebbe spegnere tutti i dispositivi elettrici, compresa la luce e andare a letto come le galline. In realtà questa per me è stata una estate atipica e non mi viene da considerarla tanto vacanza, se non quando vado fuori di casa un paio di giorni ogni tanto. Sicchè ho lavorato e prodotto dei lavori che purtroppo non posso mostrarvi, ma ho pronti alcuni post con altre cosette e dunque mi accingo a ritornare in pista. 
Ma prima di tutto ciò non posso non parlarvi dell'annuale Grest di ricamo della Casa della Giovane... Dovrete avere la pazienza di andare sul sito dell'Associazione Fili tra le mani: abbiamo partecipato come associazione e altre socie con me hanno dedicato il loro tempo per la buona riuscita dell'evento!.
A presto! Elisabetta

sabato 18 luglio 2015

Un concentrato di iniziali...


E' nato Filippo!! Mi è arrivata la notizia proprio stamattina e... Non c'è modo migliore per iniziare la giornata!
Nome sul risvolto: ok, come al solito, con l'aggiunta di un fiocchetto a punto ombra. 
Federa... Troppe indecifrabili iniziali? Non per chi è coinvolto nell'amorevole questione! In azzurro, a punto erba doppio, le iniziali di nome e secondo nome. A punto indietro, come prosecuzione del fiocco, le iniziali dei genitori. 
Colori DMC 524, 3012, 3755, 827, 3753, 746. Ci credereste?! Perdo i foglietti dei colori e vengo sul blog per recuperarli... Mi sa che annotarli qui serve più a me che a voi.
Per Diamante un set asilo, con una nuova serie di colori che trovo gradevole e che riporto più sotto...


DMC 963, 225, 524, 3011.

venerdì 10 luglio 2015

I do Brazilian Embroidery??!!!!!


Me ne stavo bel bella ad oziare al PC, quando ricevo una mail oltreoceano che mi dice (traducendo a spanne con il filtro di google translator - chetecnologiedaurloragazze!!) che anche lei ricama da anni la Brazilian Embroidery e che le piace questa iniziale etc, etc...
Intanto mi scuso con la suddetta perchè la mia risposta viene rigettata e quindi non riesco ad aiutarla. Lancio dunque il seguente appello: PATTI! RISCRIVIMI!!! ... Ma con una mail diversa!
Vi confesso che in primo momento la faccenda della Brazilian embroidery mi è passata inosservata. Poco dopo però mi provo a fare una mini ricerchina su Google... E poi su Pinterest...
Stop. Fate una pausa. Andate e fate la stessa ricerca. 
Ebbene: evidentemente la faccenda non è partita nè da Diane Lampe, nè dai francesi... Anche se Diane rimarrà sempre il mio unico idolo, nonchè maestra e ispiratrice virtuale. La sua eleganza mi ha sedotto e motivata a provarmici. 
Sì perchè i lavori oltreoceano sono coloratissimi e hanno anche interessanti punti a rilievo da sperimentare, magari unendo la grazia europea, oppure lasciandosi inebriare dall'esuberanza dei colori brasiliani, adattandosi alle più svariate occasioni...

venerdì 3 luglio 2015

Colori più accesi...


Un post veloce, con un'immagine sola, dedicata a chi è preoccupato che io trascuri il ricamo a mano per quello a macchina...
Vi adoro!

mercoledì 1 luglio 2015

Punto croce + rose


Sono ancora dell'opinione che la tela aida vada vietata per legge. 
Però non c'è niente da fare: girano dei ricamabili comodi comodi e di rado ad una merceria di paese arriva la richiesta di qualcosa fatto a mano, così mi chiamano. Vai a spiegare che su un micro bavaglino di 7 cm (che indosserà un simpatico pupazzetto), non ci puoi ricamare a punto croce quella B con tutte le volutine vista in un giornaletto e che richiederebbe almeno 70 quadretti. Insomma ci starebbe solo quella triste B di 8x8 quadretti in un bianco spazio traforato. E se intorno...?
Davvero. Credevo fosse difficile lavorare sulla tela aida col ricamo classico. Credevo che la traforatura storpiasse i punti e invece è talmente "croccante", che tutto fila liscio.


E così ho scritto questo breve post per assicurarvi che potrete dare quel tocco in più anche al punto croce sulla vostra amata tela aida...


Donatella, Patrizia, Gabry! Non gongolate. In due anni ho solo prodotto queste due scritte. Anche se punto con desiderio il nuovo libro di Parolin Venise au point de croix...

domenica 28 giugno 2015

Folle follia

Ragazze, ho fatto una follia.
E' talmente folle, la follia, da doversi celebrare con un altro blog. Non scherzo. Andate a vedere al link sottolinkato...
Prima però voglio specificare con assoluta assolutezza che la mia anima alberga qui e che continuerò a postare con l'assidua lentezza di sempre i miei lavori a mano. Potrete invece andare a trovare il mio doppio schizofrenico bramoso di efficienza e produttività, che ha scritto una delirante presentazione, qui: http://acuscripta.blogspot.it/2015/06/machine-adventure-amici-e-nemici.html
Ero indecisa se frammezzare lavori di una sorta e dell'altra in questo stesso blog, ma ho optato per una coerente divisione di spazi, anche per evitare fraintendimenti.
Non ho strumenti di esperienza che mi consentano di fare una previsione sull'evoluzione della cosa: ho sempre snobbato l'argomento, quindi sono una neofita in materia e l'esperimento potrebbe anche fallire miseramente entro breve.

giovedì 25 giugno 2015

Un amorevole intento


Il ricamo è anche e sopra ogni cosa, ormai, comunicazione. 
Tanti non lo capiscono e più o meno sottilmente deridono l'arcaica attività.... Ma non devo esagerare con questi commenti, perchè la Patrizia mi ha sgridato: sostiene che io abbia dipinto le ricamatrici come povere depresse. E non osate replicare perchè la Patrizia ha sempre ragione.
Comunque, ho raccolto fiumi di racconti simili a quelli di una mia amica, che si prodigò a ricamare per mesi bomboniere per il suo matrimonio, forse un po' per dimostrare un'abilità, ma soprattutto per esprimere un sentimento diretto agli ospiti, come a dire... Ti ho dedicato del tempo, pensando proprio a te mentre ricamavo. Non stupitevi se poi la suddetta collassò al sentir dire... Beh, hai fatto bene a farle tu, così hai risparmiato! A far due conti, la sciagurata avrebbe potuto tranquillamente comprarle fatte e andarsi a mangiare due Mac Chicken menù medi con crocchette, ciambella e caffè e magari anche ordinare on-line quel kit a punto croce d'autore che puntava da un po' e che ha rinunciato di comprare per fare le bomboniere.
Ma se non ricami, non sai. Peccato.


Quindi per prima cosa il ricamo esprime dedizione.
Poi comunica di per se' l'indole dell'autore, e se conoscete qualche luminare, psicologo o psichiatra che sia, che mi spieghi il perchè delle mie iniziali, vi sarò eternamente grata... A meno che la cosa non si concluda con l'internamento. In tal caso non vi converrà venirmi a trovare, perchè potrei mordervi.
E poi c'è una forma di comunicazione schietta, che io adoro e lo sapete bene e che torna alle iniziali e alle scritte... Ci puoi mettere tutte le forme di comunicazione in unico gesto: un senso semantico, il sentimento espresso con forme esuberanti o aggraziate, colori accesi o delicati, la preziosità di una lavorazione lenta e dedicata. E non importa se lo hai fatto tu o lo hai fatto fare.


Vengo al dunque. Se una mamma ti chiede, con amorevole intento e semplici parole, di realizzare un ricamo che esprima l'amore di una mamma verso la figlia, tu... Ammutolisci. Di stupore, rispetto, panico... E capisci che non sei la sola a pensare che il ricamo valga per questo. 
Accettai l'ardua impresa e or ora il lenzuolo è in viaggio verso la madre, e la figlia.
E' curioso perchè questa volta, rispetto ad altre situazioni simili, non mi sento autrice, ma semplicemente interprete. Ho realizzato un'idea precisa, augurandomi che corrisponda alla sua forma originale.


Non voglio raccontare troppo nel dettaglio, perchè mi sembra di violare un'intimità, quindi cambio registro e mi soffermo sui dati tecnici...
Il font è l'Abbeyline e se vorrete usarlo per riempirlo di fiorellini, vi suggerisco di ingrandirlo parecchio, oltre i 150 di Word. 


Vi sembra di aver già visto qualcosa del genere...? E allora andate sul sito dell'Associazione Fili tra le mani. Si sta concludendo la cronistoria del bannerone, interessante di per se' e utile per dare un nome ai fiori e alla tecnica usata. E visto che mi sono persa a parlare di comunicazione... Quanta ne produce un lavoro collettivo passato di mano in mano?!