mercoledì 27 aprile 2016

Coloris DMC


Dovrei accompagnare con la mimica l'avventura Coloris con la DMC. 
Le parole non bastano e ho fatto voto di non usare le faccine (anche se questo caso meriterebbe l'eccezione).
Insomma, vi lascio immaginare...
Supponete di aver ricevuto in dono una serie di nuove matassine sfumate e di esservi messe a trafficarci sopra producendo qualche ricamo. 
Immaginate di scoprire che le vostre foto sono piaciute alla DMC e che la mi-ti-ca vi chieda di poterle pubblicare sul blog di DMC Francia. 
Visualizzate il momento in cui vi chiedono di produrre alcuni articoli finalizzati alla pubblicazione di un libretto...


Capirete ora perchè i sali e una bottiglia di grappa non siano stati sufficienti a svegliarmi dal coma profondo in cui caddi quando svenni.
Tranquilla Nathalie! Mi sono ripresa presto! Anche per ringraziarti non ho parole!
In voi ho trovato efficienza, entusiasmo e dialogo: cosa chiedere di più?!
Certo l'evolversi del progetto non è stato tutto rose e fiori (eh, eh...). Ho avuto dei momenti di incertezza e l'esigenza di campionare più e più volte, ma l'avventura, oltre che incredibile, si è rivelata entusiasmante ed estremamente formativa, perchè ha cambiato il mio modo di approcciarmi al ricamo. 
L'obiettivo comprendeva la composizione di una serie di cuori rappresentanti le quattro stagioni e l'utilizzo di due o tre sfumature di Coloris per ciascuno. Una sfida avvincente e produttiva, che mi ha fatto apprezzare le potenzialità di questi filati e fatto riflettere su quanto un filato possa alterare le nostre scelte stilistiche. 
Mi sono trovata a mettere in pratica gli insegnamenti di Diane Lampe, impegnandomi a tradurre in punti semplici la complessità della natura. Imparare a vedere le specie stagionali attraverso i punti del ricamo.
Dunque è uscito questo snello ed elegante libretto, che offre disegni e spiegazioni per la realizzazione dei quattro cuori:
http://www.laboutiquedmc.com/book-coloris-cuori1535922-4693.html.
Passeggiando nel mio paese, mi sono scoperta nella vetrina della merceria del centro e questo è il chiaro segno che l'opuscolo ha cominciato a circolare anche in Italia.
Io, mentre aspettavo notizie, mi sono lanciata in qualche altro piccolo ricamo. Credo che i Coloris diano davvero il meglio di sè nei ricami lineari...


Questo e il successivo mostrano piccoli ricami per rapide federe. Ve ne parlerò con più calma in altro post.


Ancora grazie a Nathalie e alla DMC tutta!

lunedì 18 aprile 2016

Fili magici al Castello di Vinovo: questa volta non vado solo come visitatrice!


Fili Magici è uno dei pochi eventi fuori porta che io abbia frequentato con assiduità e a cui ripensi con sempre rinnovato affetto. Appartiene al mondo dorato dei miei primi approcci seri al ricamo e in particolare alla nascita di questo blog. 
Lì ho per la prima volta dato volto ad alcune amicizie on line e ho imparato a conoscere ricami che raramente arrivano dalle nostre parti. Ho sperimentato la magia di andare per mostre in realtà assaporando le tradizioni di un territorio. 
Comprai, ricordo, della canapa artigianale e ascoltai interessanti conferenze su lino, canapa e feltro. Avevo mollato i bambini alla nonna e il marito al Salone del Libro di Torino. Mi ero regalata una giornata... Per più di un'occasione!
Sull'onda di queste nostalgiche emozioni ho fatto la follia di iscrivermi come espositrice. Non so ancora bene con quale mezzo arriverò a destinazione, ma se mi organizzo bene riuscirò a far stare tutto sul trattorino giocattolo motorizzato di Alfredo e, partendo domani, arrivare puntuale all'apertura...


Nelle giornate di sabato e domenica, dalle 14:00 alle 16:00, condurrò dei minicorsi sul punto vapore, durante i quali si avvierà un sacchettino come quello proposto in foto. 
Per informazioni potete visitare il sito dell'Associazione il Quadrifoglio, oppure inviarmi una mail (elisabettaricami@gmail.com). 
Ma l'evento coinvolge personaggi molto più interessanti della sottoscritta, quindi consultate la locandina che posto più in giù e... Passate a salutarmi!




venerdì 15 aprile 2016

Ruba come un artista

Per questioni di serendipità, di recente andai a sbattere contro il massiccio muro dell'arte. Mentre sprofondavo nel suo vortice di fuoco, sbattei la testa, scrollandomi di dosso la morte cerebrale degli ultimi tempi e mandando infine in pezzi il raziocinio orgogliosamente curato sin dai tempi della scuola.
Il ricamo, poveraccio, è materia di nicchia e per controverse questioni storiche non ha mai acquisito dignità scolastica. Dunque viaggia come un clandestino nelle grandi navi della cultura, senza mai trovare la sua degna isola di approdo. E se ci aggiungi che non c'è più mercato, i problemi per il ricamatore sono seri.
Con l'arte invece sei in una botte di ferro. Succedono cose fantascientifiche quali trovare un titolo in biblioteca, tanto per fare un esempio. Col ricamo il libro te lo devi comprare e probabilmente lo leggerai in inglese, se sei fortunato. Più verosimilmente dovrai goderti i geroglifici giapponesi, le immagini dei lavori finiti e la tua beata frustrazione di avere tra le mani tutto e niente.
Invece con l'arte puoi permetterti di saltellare di blog in blog raccogliendo una lunga bibliografia da prenotare con un clic nel sistema interbibliotecario della tua provincia di fiducia.
Lasciandovi il dubbio del perchè, in occasione di tali rimbalzi annotai due titoli. Uno dei due libri era già tra le mie stimate conoscenze, ma è doveroso che io gli dedichi un post meno frettoloso. L'altro offre il titolo a questo post.
Più che un libro è un libbricino e più che un libbricino è una medicina per i momenti vacui. Si legge in una serata e sprigiona una piacevole energia. L'autore è Austin Kleon e il libro si intitola Ruba come un artista.
In parte mi ci sono ritrovata e in parte ho trovato ispirazione. Le citazioni sono divertenti e lo stile arguto. 
Ci sarebbero tante cose da dire, ma la Gabry sostiene che i miei post siano troppo lunghi e pallosi, quindi mi limito a spiegare che è un libro che parla alle menti delle ricamatrici, anche se non è un libro di ricamo. Parla all'uomo comune e non necessariamente all'artista. Spiega come e perchè è bene essere un po' artisti, qualsiasi cosa si faccia.
Se volete saperne di più, ecco la recensione che mi convinse a prenotarlo.
Spero che non si arrabbi Austin se gli rubo qui due delle sue schede. In fondo io le ho rubate a qualcuno che le ha già rubate a lui e probabilmente il furto andrà a suo vantaggio.
Tra le tante, ho scelto quella bella citazione in testa al post e la scheda sul furto delle idee qui alla fine... Chissà che non aiuti a mettere fine a diverse sterili discussioni che a volte leggo su Fb circa il copiare o non copiare.
Take it easy, con un po' di onestà intellettuale.



giovedì 24 marzo 2016

Un nuovo antidepressivo: i color palette generator


Oggi l'attenzione non va al ricamo, ma solo ai colori e al nuovo divertente giochetto che vi propongo. Inutile dire che non è una mia trovata. Già Trish Burr trattò in modo esauriente l'argomento con il suo Colour Confidence in Embroidery e altri post sul suo blog, in cui estrapolava una palette dai quadri pittorici dei grandi artisti. Nel suo libro infatti trovate delle palette cromatiche da lei utilizzate in precedenti lavori, pronte per essere sfruttate in qualunque ricamo, dal geometrico al punto croce e oltre. Mentre ho fatto largo uso delle sfumature della sezione precedente, non ho mai fatto riferimento a queste palette. Ma evidentemente quei rettangolini di colore diligentemente allineati avevano solo bisogno che un paio di ulteriori input mi facessero apprezzarne l'uso. Devo a Donatella e a Rosa l'evolversi di questo processo. La prima generò l'interruttore nel mio cervello girandomi un link, la seconda, a distanza di qualche mese, in occasione di un corso, lo accese, mostrandomi una splendida foto da cellulare salvata in Pinterest, spiegandomi che i PC possono generare la sintesi dei colori, costruendo una palette di riferimento.


Così, finalmente entusiasta della cosa, ho Googolato per qualche giorno trovando diversi siti che gratuitamente consentono di caricare un'immagine e svolgono il lavoro in automatico. Le parole chiave per studiarsi i link sono color palette generator, snap your colour e simili. Su Pinterest potete anche digitare Color therapy... Questo nome è tutto un programma: finirete per ammirare una serie incredibile di immagini che colorerà le vostre giornate. Ne ho già una cartella piena. 
Si perchè, benchè sia interessante trovare la palette di una propria immagine, è pur vero che le foto artistiche offrono quel qualcosa in più. Non so come funzionino gli accessi a Pinterest, ma se volete dare un'occhiata ai miei Pin, questa è la mia bacheca. La maggior parte delle immagini, comprese quelle che vedete fotografate sul ricamo più sopra, provengono dal sito design-seeds.com. Delizia per gli occhi e per lo spirito. Fateci un giro anche se non vi interessano le palette.
Ecco che cosa ho fatto io...
Ho stampato la foto con le peonie e mi sono ricavata i colori DMC, aiutandomi con la cartella colori e con la scatola dei miei filati. Ho scelto quali colori per quali fiori. Non essendocene abbastanza, mi sono chiesta come aggiungerne e ho scoperto che, cliccando su una delle tonalità, si può risalire a foto contenenti quella tonalità, più le altre del caso. E così sono risalita alla seconda foto, quella delle ortensie, utilizzando le tonalità accessorie (con gran banalità, lo ammetto), per le ortensie stesse.
Avrei potuto fare tutto da schermo, ma vi assicuro che l'inutile stampa della foto, da tenere nella scatola del ricamo, vi procurerà un tale piacere e una tale gioia sottile, da giustificare lo sforzo. Bellezza ispiratrice, illusione di professionalità? Non mi interessa. Ne stamperò ancora.
E se invece siete gran fotografi o trovate in giro una gran bella foto i cui colori vi paralizzano... Ecco il giochino che sta diventando il mio attuale antidepressivo: installate lo Snap it Button.
Avevo già il tast Pin di Pinterest sulla barra di ricerca, per salvare in automatico le foto (e i link!!) su Pinterest. Adesso ho anche lo Snap It Button (http://snapyourcolors.com/). Lo vedete di fianco al Pin: quello con la rotella colorata. 


In sostanza, mentre navigate in rete, cliccandolo, potete generare le palette di ogni immagine che vi appare sullo schermo.
Snappate in allegria e... Fatemi sapere!!


Aggiornamento a un'ora dalla scrittura di questo post. Non so se per coincidenza o su invito generato dal mio blog, la mia amica Bruna segnala questo link: https://color.adobe.com/it/create/image/.
E' ottimo perchè carica la foto in tempo da record e permette di scorrere sull'immagine per adeguare la palette alle proprie esigenze.
E' virale... fantastico!

martedì 8 marzo 2016

Il mitico e logoro pigiamino del papero



Come già vi dissi in occasione del ritratto di Alfredo, non tutte le foto si prestano al magico foto ritocco di Word. Mi ci è voluta dunque un po' di pazienza per trovare una foto adatta di Mario. La trovai, in realtà, a ridosso della fine di detto ritratto e la incartellai per un futuro incerto. Per diverso tempo mi dedicai a tutt'altro e impegnai il telaio per il lavoro copiato da Hazel.
Un giorno, stirando, decisi che il mitico pigiamino del papero (così detto a causa di un discutibile papero Trudy stampigliato sulla pancia) fosse giunto al capolinea. Poveraccio, tutto logoro! Era stato regalato ad Anita, ma il suo arancio brillante aveva protetto le morbide cicce di Mario e Alfredo con dignità, nonostante quegli accenni di rosa sui polsini, il collo e le caviglie.
Non ce la facevo proprio a buttarlo via: lo gettai in cima al mucchio dei nostalgici indumenti da riutilizzare probabilmente mai in qualche nessun lavoro.
Terminato l'Hazel decisi che era ora di tornare ai ritratti.
A proposito di ritratti (ma di artisti veri!), vi suggerisco di fare un salto sul sito di Sue Stone. Si sta concludendo adesso una sua mostra, con 63 ritratti, uno per ciascuno dei suoi anni... Se solo fossimo un po', almeno un po'... British!

Mario prima e dopo la cura
Con sorpresa notai, riaprendo la cartella del futuro incerto, che quel Mario di tanti anni fa, che ancora adesso fa il broncio quando lo fotografo, indossava proprio il mitico logoro pigiamino del papero!

Mario ricamato

Dal mucchio prontamente feci riemergere il papero e lo feci a brandelli, con l'idea di creare delle applicazioni morbide (a dritto, questa volta!), con pieghe ottenute aprendo i pezzi come fanno per le pence i modellisti.


Tratti lineari a punto indietro spezzato a un filo di mulinè. Capelli a punto pittura (più che altro a punti lanciati senza tanta scienza) a due fili.


Vi confesso che non mi soddisfa del tutto: il jersey è troppo pesante per le ridotte dimensioni del ritratto e le linee di demarcazione sono leggibili solo da vicino. Ma è così strano, per me, riuscire a rendere riconoscibile un volto con il ricamo, che... Al diavolo le applicazioni!
Ora tocca ad Anita e credo che sarà del tutto ricamata.



mercoledì 2 marzo 2016

Vita Slow


Soggetto ricamato seguendo un progetto di Hazel Blomkamp,
contenuto nel libro Crewel Intentions.
Ho modificato leggermente il disegno e variato i colori.
L'editoriale di Embroidery di questo mese introduce ai suoi articoli evocando lo Slow Movement.
Conoscevo lo Slow Food, nato come reazione ai Fast Food, ma... Come dire... Non so come potrebbe sopravvivere la mia famiglia senza un pellegrinaggio bisettimanale al Pipe Donald, perciò... Ho sempre censurato l'argomento.
Mossa dalla intuitiva attinenza con le faccende di ricamo, ho fatto comunque una pigra googolata su siti indigeni, colmando qualche lacuna storica e approdando alla lettura della filosofia slow
Mentre leggevo mi sono trovata, preoccupata e un po' delusa, a non trovare niente di particolarmente illuminante. Se fossi stata più giovane avrei sbuffato scocciata e avrei liquidato l'argomento con una scrollata di spalle, ma la mia veneranda età mi impone di prendere atto che, se qualcosa esiste, una ragione ci dovrà pur essere. Insomma ho speso qualche giorno in meditazione per scoprire che probabilmente la mia vita è... Ter-ri-bil-men-te slow.
Ovvio dunque non sorprendersi.


Se sei a casa con dei bambini, non puoi che seguire il ritmo di Madre Natura. E' vero che la vita moderna è piena di orari da rispettare e assurdamente complicata da impegni inutili, ma... Se anche sei in ritardo e devi vestire un bambino sotto i cinque anni, non puoi accelerare troppo i movimenti, perchè dovrai assecondare il suo braccino che si alza con un eterno movimento, mentre per forza ti deve raccontare che non può uscire senza la macchinina rossa (e cerca di gesticolare con assoluta lentezza con quello stesso braccino per farti afferrare bene il concetto) e poi attendere esasperata che alzi una gamba, facendo un rapido calcolo, sconsolata, che di gambe ne ha due e che non gli hai ancora infilato le scarpe. Per esperienza personale posso assicurarvi che trasformarsi nella sorella cattiva di Hulk non accelera i suoi movimenti.
Quindi abbiamo ansia, stress... Frustrazione? Vabbè, ma tutto tre-men-da-men-te slooow. Keep calm, arriverai in ritardo!
Quando non sto con i bambini, che faccio? Qualche spesa o commissione fast (ok), lavori di casa un po' troppo fast (va bene) e poi? Si, certo, diverse attività frenetiche da gestire contemporaneamente, come capita a tutte le donne con una casa o una famiglia da gestire. Tipica attività fast prettamente femminile, che stressa fisicamente e psicologicamente, ma che in fondo si limita a poche ore nella giornata.
E poi?
Ricamo.
Ricamo parecchio.
Slow, sloow, sloooow, slooooow...


D'accordo! Se ricami su commissione lo stress può essere alto, soprattutto se la scadenza è domani e ancora stai sfilando l'orlo... Farai nottata e ti roderai il fegato, ma... Non c'è niente da fare: la tua velocità di crociera non la puoi aumentare. Che tu sia rilassato o stressato, che tu abbia un giorno o un anno, solitamente il tuo tempo medio è quello. Anzi... Si sbaglia di più all'accelerare dei movimenti, quindi il vantaggio è nullo.
Abbiamo dunque ansia, stress... Frustrazione? Eh, già... Ma tutto i-ne-so-ra-bil-men-te slooow.
Non pigro o comodo, ma slow. Uno snervante slow.
La percezione dello scorrere del tempo, però, è tris-te-men-te fast.
E l'eternità della vita slow, contro lo schizzare fast del tempo, è sconcertante.
Mi aveva convinto un articolo che cercava di spiegare il motivo per cui in età adulta il tempo sembra scorrere più rapidamente: in sostanza attribuiva la causa al ridursi dell'effetto novità. Bisognerebbe riempire le proprie giornate di eccitazione infantile.
E io per trovarmi uno svago...


Ho riletto quello che scrissi riguardo al ricamo mostrato in questo post e ora infine tardivamente finito. Un piacere minuzioso da regalarsi... In vacanza da me stessa... In sostanza un lavoro più lento del solito... Forse per ritrovare il sapore calmante del ricamo, dilatando la percezione del tempo?
Come è sottilmente perversa la natura umana!
Dunque? Ogni tanto, anzichè ricamare, dovrei probabilmente andare a fare una bella corsa... Veloce, veloce:  fast. Sicuramente sarebbe così noioso da trasformare cinque minuti in due ore percepite. A meno che non mi prendesse un colpo, visto lo scarso allenamento, ne guadagnerebbe anche la salute, quindi vivrei di più.
E invece probabilmente mi darò ad un altro estenuante Hazel Blomkamp. O a qualcosa di simile.
Sapete che Hazel ha condotto e condurrà anche un corso in un viaggio organizzato sul Fiume Mekong?! Questa di sicuro sarebbe una eccezionale esperienza slow per ringiovanire fisico e mente! 
Ad ogni buon conto, mi piacerebbe davvero sentire il parere di qualche donna fast e del suo rapporto con il ricamo, di per sè semplicemente slow.






venerdì 19 febbraio 2016

Giusto tre piccole annotazioni


Non vedevo l'ora di mettermici all'opera! 
G mi portò una lampada di ceramica splendidamente dipinta, immaginando un paralume ricamato, e non appena vidi il fiore del rovo mi entusiasmai all'idea di trasformare le solite rose in qualcosa di più... Succoso!
L'entusiasmo opera miracoli per imperscrutabili vie oscure e una scintilla di coraggio ha infiammato le mie deboli doti grafiche. Benefica illusione momentanea... Meglio non dire.

Giusto tre piccole riflessioni cromatiche su questo lavoro, che sono nate ricam facendo...

1. Le rose non sono bianche!
C'è un filato che ha un colore veramente brutto e che comprai per sbaglio: il DMC 3866. E' un bianco sporco, quasi grigio. Una delle 50 sfumature di grigio delle mie odiose lavatrici bianche.
Ma le vie del ricamo sono infinite: forse non comprai per sbaglio il bruttarello! Vi spiego...
Se avessi usato un filato bianco (blanc o B5200), da lontano le rose sarebbero scomparse. Come vogliono i saggi proverbi popolari, il bruttissimo 3866, invece, è assai virtuoso. Offre l'illusione del bianco, staccandosi comunque dal fondo immacolato con il suo lieve contrasto. 
Gli stami gialli sono nodini a un filo, ricamati sopra alla rosa finita.


2. Mèscolati i colori!
Parlo delle more perchè si trovano in questo ricamo, ma non solo... 
Ho imparato a mescolare i fili dalla mitica Diane Lampe. Potete ottenere sfumature variegate semplicemente affiancando nella gugliata colori diversi. Le more sono lavorate a due fili, uno per tonalità. 


3. Un tocco di luce alla verdura!
Di solito si bada poco a come ricamare il fogliame, soprattutto in lavori così essenziali. E invece, provando a usare due tonalità di verde in ciascun gruppo di foglie, noto che la variazione è gradevole, perchè offre l'illusione di un gioco di luce.

Inutile dire che questo interessante lavoro mi fa frullare in testa diverse idee... Ma quale delle tante idee che butto lì riuscirò mai a realizzare... Non ve lo so dire.


venerdì 12 febbraio 2016

Io. Su Inspirations Magazine. Da svenire!


Oggi è il mio compleanno. 
Non ho mai capito perchè si festeggi il compleanno: ho cancellato la data quando ho compiuto 30 anni e quindi è da tanti anni che ne ho sempre 30. 
Sento in effetti di più i compleanni dei miei figli e in quell'occasione mi faccio sempre regalare qualcosa da loro... Eh, eh... 
Però, però... Questa mattina il caso ha voluto che, aprendo la posta elettronica, io abbia trovato la mia copia digitale di Inspirations Magazine, che ha innescato una serie di reazioni emotive a catena, scoperchiando un retaggio di entusiasmo infantile...

Dai... Sono su Inspirations Magazine, issue#89! 
Wow... Non ci credo... Wow!!


Ringrazio in primo luogo i miei mitici contatti Susan O'Connor e Ellaine Bronstert per l'alta professionalità con cui è stato condotto il servizio, la gentilezza e la simpatia regalatemi, l'occasione offertami e l'invisibile indulgenza con cui hanno tollerato le mie traduzioni alla Google translator. Non è un caso che Inspirations Magazine abbia il meritato successo che ha: dietro una grande rivista ci sono sempre... Grandi donne!

Capirete dunque l'imbarazzo e l'entusiasmo a starci dentro.

Ho tenuto per l'occasione una serie di immagini di un paio di iniziali che ricamai tempo fa e che amai particolarmente per l'effetto cromatico che ne risultò...


Lo faccio al preciso scopo di solleticarvi la curiosità a testare la rivista.
Troverete il tutorial per l'esecuzione delle iniziali fiorite, nell'ottica di impostare un lavoro creativo, svincolato da un disegno precostituito, e di realizzare un vostro unico capolavoro!
Ovvio che il vantaggio di sfogliare Inspirations Magazine non è certo trovare un mio ricamo... Significa leggere interessanti articoli sul ricamo e la sua storia e trovare progetti e inspiration...
Impallidisco di fronte alla maestria delle altre ricamatrici!

Ma insomma... Oggi festeggio ugualmente!


A chi mi ha chiesto in questi giorni informazioni circa la rivista, esiste sia la copia cartacea, con gli evidenti costi legati alla spedizione dall'Australia, sia quella digitale, ad un costo veramente accessibile. La copia arriva direttamente con la posta elettronica ed è visualizzabile su Zinio, un portale apposito. Credo che si possano acquistare anche numeri singoli. Sul sito di Inspirations Magazine tutte le informazioni!

giovedì 21 gennaio 2016

La lunga e calda estate 2015 e un inusuale giro del mondo


Senz'altro rimarranno indelebili nella memoria i campionari della più calda estate della mia vita, la terribile 2015, quella in cui, quando riuscivo a dormire, sognavo un condizionatore.
Ricevetti una mail oltreoceano. Forse non ho ben chiaro come funzioni l'etere, ma il piccione deve aver fatto una gran faticaccia a sorvolare con quel caldo tutto l'Atlantico. 
Da nientepopòdimenochè la Broadway newyorkese (il mio ristretto immaginario televisivo mi porta alla via dei teatri coi musical a all'esilarante telefilm La tata), ricevetti un piccolo, ma operoso incarico, che mi entusiasmò non poco e allo stesso tempo mi affannò al punto da non capire quale fosse il confine tra il caldo percepito e l'effettivo.
Premetto doverosamente che io fui esclusivamente silenziosa esecutrice di un progetto creativo più ampio, di esclusiva proprietà intellettuale di Erin Fetherston (https://erinfetherston.com/), al cui sito rimando per assaporare lo stile elegante e giovane delle creazioni del suo studio stilistico.
Tutte le immagini postate vanno dunque intese in questo senso e ringrazio Erin, nonchè il mio prezioso contatto, Ellen, per avermi lasciato raccontare l'entusiasmante avventura.


Il campionario, vario e assortito, fu ricamato su stoffa di cotone e destinato ad essere assemblato al capo opposto del pianeta, in piccole borse a forma di telaio. 
Mi divertii, con una punta di apprensione, a seguire il tracciato degli efficienti corrieri, per scoprire come in un giorno un pacco possa, da Verona, viaggiare la notte e salpare da Milano all'Oriente in poche ore. 
Campionari che hanno parlato tutte le lingue del mondo e che sono tornati nel grande continente mirabilmente confezionati e pronti a vantarsi in una sfilata e a farsi ammirare in una lussuosa vetrina on-line.


E io nella buia caverna a seguire la loro corsa e ad immaginare scenari... Mi sono fatta comodamente sballottare qua e là in un emozionante viaggio intorno al mondo. 
Grazie Erin! Grazie Ellen!

sabato 16 gennaio 2016

Il ricamo del Base1


Ho ridefinito il lavoro da proporre nel corso base di ricamo classico (Base1). 
Mi è uscito così, perchè ho voluto inserire tutti i punti utili per i principianti, compreso un piccolo riempimento con il punto erba.


E non potevo non inserire il mio attuale tormentone... Ovvero i rami di pesco a punto vapore, che adoro perchè spuntano dalla stoffa come fossero boccioli veri.


Per dettagli e informazioni del corso, rimando al precedente post. Le iscrizioni chiudono tra qualche giorno!
A presto!