sabato 25 maggio 2013

Maestre ispiratrici


Mi ripeto, ma è un piacere farlo: quando una maestra è speciale, è ispirazione non solo per i bambini, ma anche per le loro famiglie! 
E la maestra Lucia, la maestra di Mario all'asilo, ha insegnato alla classe dei coniglietti l'amore per la scuola, per l'ascolto, per la lettura e per il disegno, per l'ordine, per l'amicizia e per il rispetto, per la meraviglia della natura e... Sarei tornata ancora una volta all'asilo anch'io!
Per salutarla e ringraziarla del tempo trascorso insieme ho immaginato un prato di nomi, tra i cui tralci si nascondono due coniglietti. Ogni nome porta un bocciolo, che si schiuderà in uno splendido fiore, anche grazie a lei.

L'iniziale è tratta da Il libro delle lettere di Liliana Babbi-Cappelletti e la palette di colori è la stessa del precedente post, con l'aggiunta degli azzurri DMC 3325 e 3753.

Ecco a voi Mario, tutto bello diplomato...


E adesso, che il Ciel mi aiuti, si va in prima elementare.


domenica 28 aprile 2013

Rouyer 254 e la variante dei nodini


Ultimamente mi sono trovata a lavorare sempre più spesso con le iniziali Rouyer 254 e le roselline a punto vapore. 
Ricamando la tovaglietta da regalare al matrimonio di un cugino, ho scelto uno dei miei soliti cartigli a punto filza, mosca e vapore, aggiungendo i nodini per imitare i classici fiorellini che corredano le composizioni nuziali. La novità di per sè è banale, ma efficace come riempitivo. Non so se i vostri schermi rendono giustizia ai colori, ma segnatevi la palette con cui ho ricamato su bisso di lino questo cartiglio, perchè trovo che sia azzeccatissima per gli oggetti da matrimonio: DMC 3053, 3022, 948, 224, 746, ecrù.


Ho esteso la variante dei nodini anche ad altri lavori, come la coppia di asciugamani in crespo di lino ecrù, con le iniziali Rouyer inscritte nei cuori.


Ancora Rouyer per dei tovaglioli eleganti realizzati con un lino color tortora, progettati per essere abbinati ad una tovaglia bianca...


Come fugge via il tempo! Il cespuglio da cui ho raccolto quel tralcio di meravigliosi fiori color corallo è già sfiorito e, anche a causa di questo tempaccio, mi sta volando via la primavera!
Vi ringrazio ancora per i vostri bei commenti e vi saluto calorosamente!





lunedì 22 aprile 2013

Bricco rosso


Vi avevo promesso qualcosa di vistosamente colorato... 
Il motivo, ricamato col ritorto fiorentino n°8, è tratto dal libro di Gisella Tamagno, Bricco e Cavandoli: due favole in punta d'ago. La stoffa è la canapa di Carmagnola che comprai alla mostra di Vinovo.
Un po' di punto erba e molto punto festone: niente di più facile...?! 
Io sono riuscita a sbagliare lo stesso! Le foglie e i petali richiedono di essere ricamate con punti con la giusta inclinazione e le prime, presuntuosamente pensando di aver capito, non le ho subito confrontate con i bei ricami proposti nel libro, con il risultato di doverne disfare ben tre. Vogliamo parlare poi dei riccioli? All'inizio avevo tenuto la costina all'esterno...
Insomma, diffidate delle apparenze: è vero che è piuttosto rapido, ma è semplice solo se fate attenzione alle premesse.
Su TuttoRicamo c'è un minitutorial, per testare se la cosa fa per voi, ma il libro è molto utile. E se non vi piace ricamare con colori così vistosi, ci sono delle ispirazioni in bianco ed ecrù molto raffinate, nonostante il carattere rustico del ricamo. Sempre su TuttoRicamo trovate anche la storia del ricamo di Bricco, che ruota intorno alla interessante figura della Contessa Tarsilla Petitti di Roreto: come altre nobili donne dell'epoca aprì un laboratorio di ricamo al duplice scopo di riscoprire antichi ricami dandogli una connotazione moderna e offrire un mezzo di sostentamento alle ragazze meno fortunate del paese.
Al bel cartiglio disegnato da Gisella ho voluto aggiungere un'iniziale. Mi è sembrato adatto l'alfabeto Alexandre n°173, anche se, a dire il vero, non amo molto queste iniziali con le volute. Però si adattavano bene alla tecnica di Bricco e ci ho provato.


Il tutto è diventato un cuscino, che ho finito con un punto festone misto, riproducente delle punte alternate a doppi punti festone.


Negli originali ho visto anche il punto festone semplice e rado, ma non mi piace, come succede nel punto umbro, quando i fili si orientano in modo irregolare. Ho notato che raddoppiando il punto stanno più fermi.


Ho copiato il motivo decorativo dell'orlo da un cuscino che ho trovato in rete dando una ricerca che non ricordo più, ma che mi ha portato a navigare tra i ricami ungheresi, curiosamente simili al Bricco.
Volevo ricamare anche una tovaglietta, ma altri doveri mi attendono...

martedì 26 marzo 2013

Notti bianche


Questa è la mia ultima fatica.
E non so dirvi se sia ultima perchè la più recente, oppure perchè non vedrete mai più niente del genere su questo blog.
E' stato difficile maneggiare metri di stoffa, potendo lavorare soltanto quando inappropriate manine di marmellata dormono.
E il bianco notturno è il bianco del lino F.lli Graziano.


Il disegno è tratto dal catagolo J.F. Ingalls del 1886. Fino a poco tempo fa il catalogo era tutto on line, mentre ora è misteriosamente scomparso. Spero sia soltanto un problema momentaneo, perchè è una miniera d'oro.
Per ricamare il soggetto ho iniziato dalle margherite, riempiendo di nodini il bottone dei fiori...



Sono passata poi ai fiordalisi: ho rubato l'idea della griglia sul calice dei fiori da un libro sullo stumpwork. 


Dunque ho ricamato le spighe, le cui foglie sono realizzate con il punto spina. Non sono sicura che si chiami così. Sarah, nel suo blog (Sarah's hand embroidery tutorials), che dal punto di vista didattico è fantastico perchè ha compilato una classificazione sitematica dei punti e delle loro varianti a cui io ricorro spessissimo, lo chiama raised fishbone stitch. Nonostante mi stia antipatico nel movimento, è interessante perchè si autoimbottisce.



Ma il pezzo di cui mi sono innamorata è il fiocco, benchè tutti quei pallini mi abbiano fatto soffrire. E' disegnato con grazia ed è perfetto per il punto pieno.


Corredano la tovaglia dieci (dieci...!) tovaglioli con uno stemma di famiglia e il ricamo di due angoli opposti con lo stesso stemma, circondato da una ghirlandina che ho ricavato dal disegno originale.


Non lamentatevi per il solito mezzo giliuccio, perchè ne vedrete ancora. 
Adesso termino il post e vado a dormire per qualche settimana. Poi passerò a ricamare qualcosa di vistosamente colorato per risvegliare i sensi.
Nel frattempo... Buona Pasqua a tutte!

Aggiornamento:
Grazie a Janine, che mi ha inviato il link del catalogo Ingalls! Visto che ci sono e che mi ero dimenticata, aggiungo anche il disegno che ho usato io...



venerdì 15 marzo 2013

Entusiasmanti novità, parte seconda


Questo è il racconto di un'esperienza, ma anche un invito a imitarla.
Da quando ho il blog, osanno la rete perchè mi ha permesso di condividere il ricamo con le appassionate, convinta che nell'ambito di paese questa opportunità fosse fortemente ridotta: in parte è così, in parte la sorpresa può essere grande.
In occasione del corso di cui vi parlavo si discuteva dell'assenza di associazioni nella zona in cui vivo e della struttura un po' rigida di alcune di esse, in cui la partecipazione dei soci è minima o assente... Per farla breve, abbiamo deciso di provare a lanciare l'idea di un gruppo di ricamo, basato sull'autoapprendimento come strategia anticrisi e sulla condivisione di risorse di materiali, ma soprattutto di conoscenze ed esperienze.
Abbiamo steso un programmino da proporre, stampato una decina di volantini da consegnare alle mercerie e ai conoscenti e abbiamo fissato una stanza presso le suore. Il tempo metereologico non ci ha mai assistito e in effetti il primo appuntamento di gennaio è stato condotto in una fresca serata con nevischio misto a pioggia, una di quelle serate, cioè, in cui il solo guardare al di là della finestra fa rabbrividire.
Ma... Le irriducibili del ricamo c'erano. Non molte, una decina, ma adesso siamo già a 16.
Abbiamo concordato due libri da studiare  e ci siamo date un appuntamento mensile, in cui l'unico impegno economico è la divisione dell'affitto della stanza. Lavoriamo per obiettivi e scrivo ora questo post perchè è stato raggiunto il primo e cioè arrivare al terzo incontro con un lavoro avviato... Inutile raccontare il divertimento nell'ammirare i diversi lavori, fonti di ispirazione per tutte. Inutile pure parlare dell'entusiasmo che dà voce al titolo del post. Ci sono delle difficoltà di gestione del gruppo e di conduzione delle serate, ma questo rende l'avventura più interessante e formativa!
Mi fermo, perchè non voglio rovinare eventuali sorprese e perchè quando le cose sono sul nascere bisogna procedere in punta di piedi. 
Già so che avete indovinato qual'è uno dei libri... Indovinate anche chi l'ha proposto?!

lunedì 18 febbraio 2013

Entusiasmanti novità, parte prima


Ho scelto il titolo con l'aggettivo giusto, perchè l'entusiasmo è il filo conduttore di queste due esperienze, piccole in realtà, una passata e una nascente. E quando parlo di filo non sto certo metaforeggiando: qui c'entra, eccome!
Oggi vi descriverò in breve quella passata e presto quella che, tra gli intrecci di filo, idee e passioni, confessate nella prima, sta prendendo piede, accompagnata da un epidemica onda di... entusiasmo, per l'appunto!
Tutto è iniziato quando una merceria del paese mi ha chiesto di proporre un corso. Ahimè! Come potevo dire di no? Non posso negare che la prospettiva fosse nei miei pensieri da molto tempo, ma mi ero imposta una regola inviolabile: non avviare corsi fintantochè non avessi per anni ricamato davvero e creato un mio stile, non avessi maturato un'esperienza da comunicare e non avessi sviluppato una didattica, che non coincide col saper fare. Ho frequentato corsi con maestre bravissime, altri con maestre improvvisate e l'idea di passare per una maestra improvvisata mi tormenta. Dunque ho combattuto per un po' con il mio conflitto interiore (due ore,... 10 minuti?!) e alla fine dell'estenuante battaglia ho trovato questa semplice soluzione: proporre ciò di cui mi occupo da tempo, cercando di dare tutto quello che mi è nelle facoltà di comunicare, suggerendo un modo alternativo di utilizzo dei punti del ricamo tradizionale.


Ho fortemente voluto evitare di connotare l'esperienza con il termine corso, perchè non sono una maestra, o per lo meno non lo ero mai stata. Così ho scelto il termine seminario monografico, che fa troppo università, ma che mi sembra più appropriato, visto che si proponeva a chi avesse già appreso i punti del ricamo classico in altra sede e avesse voglia di cimentarsi nello sfruttarli per il ricamo dei monogrammi, come pretesto per discutere della loro presenza nei ricami tradizionali italiani (con l'opportunità di sfogliare i libri che possiedo) e per conoscere le fonti on-line utili al recupero dei libretti antichi e all'apprendimento delle tecniche (molte di voi sappiano che vi ho inviato nuove lettrici!!) e, non ultimo, per conoscere gli indirizzi di scuole e associazioni a cui rivolgersi per imparare sul serio una tecnica per il quale si matura interesse. 
Niente di nuovo dunque per chi mi segue da un po': ho tradotto la mia esperienza in una serie di incontri, ma sia chiaro che non sono qui a far pubblicità alla cosa. E' stata un'esperienza che si è conclusa e che ovviamente mi farebbe piacere ripetere, ma soltanto quando riuscirò a trovare un sistema legalizzato per farlo: è così difficile! 
In ogni caso ora tornerò ai miei lavoretti, rocambolescamente portati a termine nelle ore in cui i gufi danno la caccia ai topi, augurandomi che Alfredo non si svegli di soprassalto al primo alitare del vento.


sabato 9 febbraio 2013

Cose da neonato


Crespo di lino bianco, font Chopin script e cartiglio ovale con punto mosca e roselline a punto vapore, sulle tonalità dell'azzurro baby DMC800.


Il nome è a punto pieno, ricamato con due fili di mulinè. Per la sfilatura ho provato a tirare via cinque fili, lasciarne 5 e poi tirarne via altri 5: ho raggruppato i fascetti con l'orlo a giorno solo sui margini superiore e inferiore, mentre il centro è ripreso a punto croce.


Infine ecco la versione mignon del ricamo che feci sulla veste battesimale di Alfredo, riportata, questa volta, su un camicino nascita, realizzato in gran parte a 1 filo...


domenica 20 gennaio 2013

Asole, punto occhiello: lo sapevate?!


Nel mio immaginario, che non ho mai indagato fino a che non ho dovuto ricamare delle asole a mano, punto occhiello era sinonimo di punto festone.
Niente di più errato: il punto occhiello è un'altra cosa.
Ma ho intuito che l'errore è talmente diffuso, da aver fatto diventare i due termini sinonimi. E se cercate la traduzione di punto festone, trovate buttonhole stitch!  Ma l'equivoco è spiegato anche  su NordicNeedle.
Nel Manuale del Cucito e del Ricamo della Coats Cucirini il punto occhiello viene sintetizzato in questa immagine:


Faccio notare che l'asola viene tagliata prima della finitura a punto occhiello.
Cercando un po', ho anche scoperto che il punto che noi usiamo per le asole, è lo stesso punto che viene usato per rifinire le aperture del ricamo Hedebo, anche se tenuto un po' più rado. Dell'Hedebo ho il libro di Stefania Bressan: lo stesso punto viene spiegato da lei in modo diverso, ovvero lavorato in due movimenti e tenendo il filo direttamente verso l'apertura.
L'evidente vantaggio del punto occhiello nelle asole, rispetto al festone, si evidenzia provandolo: il fatto di tagliare precedentemente la stoffa permette di nascondere del tutto i fili della stoffa, imbrigliandoli nel punto. Tutte sapete invece quanto siano fastidiosi i fili riaffioranti del punto festone... O sono io che non sono capace di tagliare a dovere la stoffa?
La difficoltà sta nel non tirare troppo il margine vivo dell'asola, perchè se scorrono i fili del tessuto stramandosi... potrebbe scapparvi una parolaccia.

martedì 15 gennaio 2013

Ancora fiori per Natale


Diventerà un tradizione: anche quest'anno, per Natale, mi sono trovata a ricamare i miei soliti fiorellini, in una divertente serie di portatovaglioli.
Dunque niente di nuovo: roselline a punto vapore e mezzo giliuccio. Forse di interessante può esserci il punto erba a un filo per il ricamo dei nomi e le balze raddoppiate e cucite della piega della busta.


Colgo ovviamente l'occasione per augurare a tutte buon anno nuovo e per ringraziarvi, visto che il blog è vicino al compleanno, della vostra presenza, dei vostri commenti e del vostro sostegno. 
Non ho sempre risposto oppure contraccambiato i commenti perchè assorbita dal fare e dai bambini, ma vedo in bacheca le vostre attività e vi faccio i miei complimenti: siete fonte di ispirazione e la mia pausa caffè preferita!
Tornerò presto ad essere più presente!
Grazie ancora,
Elisabetta

sabato 22 dicembre 2012

Auguri di un sereno...


E, se non aveste capito bene...
Invio a tutte voi che mi seguite o che capitate qui per caso e anche alle vostre famiglie...


Nella prima foto, font Brush Script a punto mosca, con nodini filato Diamant e palline rosse a punto pieno. Per il secondo lavoro, punto annodato e font Old script. Trovo molto bello il rosso natalizio DMC 321.


A rileggerci l'anno prossimo! Auguri, auguri, auguri!