domenica 25 gennaio 2015

Una nuova palette per i fiorellini


Era partita per essere ricamata con tonalità di beige e un accenno di rosa, ma la lavanda implorava il lilla e, nonostante lo sfondo più scuro dei miei soliti lini, hanno vinto tonalità molto pallide e anticate, ma colorate.


Dovessero interessare a qualcuno, le riporto più sotto. Le annoto anche per me, perchè i foglietti degli appunti scompaiono al primo alitar di vento, mentre il blog è sempre a portata di mano. Il mio pc è in un oscuro angolo della casa, ma ormai il monitor è come una finestra aperta sul mondo, che stranamente visualizzo come un abisso, anche se luminoso, che sprofonda verso il basso... Seguo forse inconsapevolmente il percorso dei cavi?!
In qualche parte, laggiù, nell'etere, tra brutture, meraviglie, miserie umane, idee geniali, ideali grandiosi e davvero di tutto e di più e ancora di più dell'immaginabile (nel bene e purtroppo ancor più spesso nel male), è ospitato il mio blog, come estensione della mia casa. La cosa fantastica è che, a differenza degli spazi al di qua dello schermo... Laggiù la polvere non si accumula mai!

Distinte per fiori e secondo la numerazione DMC:
- rose: i soliti 224 e 948, con il 3011;
- hollyhock: 224, 948, 3012;
- lavanda: 452, 647.









lunedì 19 gennaio 2015

Ancora una piccola applicazione


Post veloce veloce, per una applicazione proprio piccola piccola, in shantung di seta. Il disegno completo, visibile più sotto, proviene da un album di Disegni per corredini di Mani di fata. quindi, anche se ho modificato qualcosa, non posso postarvi l'originale.


E, visto che siamo in tema di neonati, ecco le solite roselline e un nome a punto erba (a un filo) su un bavaglino rifinito a punto festone.




lunedì 12 gennaio 2015

Bambine all'asilo


Trovo Letizia un nome delizioso e il gioco delle zeta divertente. Purtroppo nelle mercerie non mi riesce di trovare un set asilo (asciugamano + bavaglia) monocromatico e senza banda in tela aida. Dunque ho preso uno di quelli con la tela aida intessuta (non applicata) e ho creato io un risvolto in tessuto ricamato, coprendo la banda aida. Mi raccomando! Non cucite alla spugna anche il bordo inferiore della vostra banda applicata! Questo per permettere al ferro da stiro di passare sotto la banda: altrimenti sarà impensabile stirare la stoffa dal rovescio, disgraziatamente spiattellando le povere rosellin! Questo è il motivo, al di là del gradevole effetto decorativo, del perchè ho aggiunto un pizzetto proprio al lembo inferiore.
Il font usato per Letizia e il Rochester, novità di dafont molto interessante.


Questi gli asciugamani di Anita e Lia, due sorelline, non finiti perchè se ne occuperà la loro mamma. Più sotto il motivo della tenda dello stesso bagno, ricavato da un elemento della piastrellatura. Il font, in questo caso è il solito Abbeyline.




giovedì 8 gennaio 2015

Applicarsi alle applicazioni


Mettendo a posto le cartelle dei lavori dell'anno appena concluso, sono saltate fuori alcune foto di lavoretti non ancora postati. 
Ho sempre ammirato chi riuscisse a coniugare il ricamo con l'applicazione di cotonine o brandelli di tessuto vario. Se fossi una quilter, mi dedicherei senz'altro ai Baltimora (credo che si chiamino così) e cioè quei quilt che partono con la composizione di quadri ottenuti con applicazioni e poi trapuntati: per intenderci, i lavori che portano avanti le protagoniste del film Gli anni dei ricordi. Al contrario non amo le applicazioni rifinite col punto festone. 
Ma la realtà è che ho sempre odiato lavorare con piccoli pezzi di stoffa, perchè sono sempre stata sostanzialmente una ricamatrice da divano e mi sarebbe riuscito difficile gestire la rabbia di cercare i pezzi tra i cuscini. Adesso ho un po' di tempo per spostare la mia postazione di lavoro da una parte all'altra della casa e, incoraggiata dalla facilità dell'esecuzione del gufetto bagnino di Alfredo, mi sono lanciata nel provare qualche altra applicazione. Ulteriore non trascurabile fonte di ispirazione fu lo sfogliare in fiera un libro di un'autrice giapponese, intitolato Quilt Story (Yukari Takahara). I suoi personaggi hanno movimento, espressione ed è rimarchevole come sia riuscita ad utilizzare scampoli di ogni sorta. I suoi punti forse sono un po' frettolosi, ma le si perdona tutto, soprattutto perchè mette in mostra i suoi tentativi, evidenziando come uno stesso soggetto muti d'aspetto se abbinato a sfondi diversi, tessuti particolari e tecniche di esecuzione alternative.


Ho trovato questi deliziosi disegni in una serie di pubblicazioni dell'Antique pattern library, dedicata alla piegatura e all'intreccio dei nastri, di discutibile buon gusto, o comunque di un gusto appartenuto ad un'altra epoca. Però le figurine servite da modello sono sfruttabili. Oltre a queste due bambine, ci sono ragazzine in pose interessanti e una serie di donne in costume niente male. I libretti si chiamano The ribbon art book, ma il primo volume è il più fecondo.


Ne ho da fare di strada per migliorare l'esecuzione dei punti, soprattutto negli angoli! Ma la foga di provare qualcosa di nuovo mi ha fatto soprassedere al dubbio se tagliare la stoffa negli angoli, oppure ripiegarla.
Le mie figurine misurano circa 15 cm e per la dimensione dei tratti a punto erba, ho preferito usare un solo filo di mulinè.









giovedì 1 gennaio 2015

Uno splendente 2015...


Nel mio delirio di fine anno parlavo di post lunghi e radi. Ho ricevuto carinissimi messaggi a proposito e il più tenero di tutti mi chiedeva di postare il più possibile, anche un piccolo punto erba fatto storto. Che dire... Se reggo, mi troverete più spesso a tormentare le vostre bacheche!
Evvai! Un inizio anno che si rispetti prevede l'elenco di masochistici e castranti buoni propositi, autoinflitti al preciso scopo di rovinare tutte le ridenti prospettive di felicità e libertà che inebriano il sorgere del primo sole dell'anno.
Ecco i miei:
1. Dimagrire... Eh, eh, l'ho scritto per farvi sorridere e già vi sento ridere di gusto. Però...
2. Leggere un libro ogni tanto.
3. Ricominciare a cucinare qualcosa che trasgredisca al regime pappe per infanti capricciosi e fare anche almeno una sola tra quelle attività fantascientifiche del tipo: cucinare un ragù e dividerlo in porzioni da mettere nel freezer, comprare un pesce e farlo arrivare sul piatto senza doverlo rovesciare direttamente nella pattumiera, fare una torta diversa dalla torta di mele. Tutto ciò non per amore della cucina (arte troppo effimera per i miei gusti), ma per evitare che al suono di Che ne dite del Mac Donald?, suono emesso troppo di frequente dal marito, i bambini corrano in Chiesa a ringraziare...
4. Conciliare il punto 3 con il punto1.

Ma veniamo ora a qualcosa di più realistico...


Il mio 2015 sarà splendente, indipendentemente da quello che succederà, perchè splenderà allo splendore di perline e paillettes. In realtà hanno cominciato a brillare già nel 2014, ma a rilento, scontente di farsi manipolare da mani inesperte e inorridite all'idea di farsi mescolare da scarso buon buon gusto. Perchè lavorare  con i colori delle perline non è facile come lavorare con i filati. In realtà non è facile neppure con i filati, se ti manca, come manca a me, il senso del colore, e quindi sarebbe più corretto dire che è più difficile lavorare con i colori delle perline, anche perchè non è contemplato, nel mercato di settore, l'acquisto di una cartella colori.
Io tra l'altro ho sempre snobbato certi materiali, dichiarando apertamente, con un certo sconsiderato snobbismo, che perline e paillettes proprio non facevano per me. Mi è bastato venire a conoscenza del fatto che quelle che noi chiamiamo paillettes in realtà si chiamo cuvettes, a farmi sentire bastonata e ad indurmi a mandare qualche ricerca in rete. Gira che ti rigira la curiosità mi ha sedotta e quasi esattamente un anno fa ero a Milano per un corso di Ricamo Alta Moda. Se non c'è tempo, però, non puoi far altro che prendere l'arte e metterla da parte.
Eppure ogni tanto ci provavo ad appiccicare qualche perlina e così, piano piano, è nato ed è evoluto, un piccolo campionario di fiori, rubati da immagini di Pinterest ed eseguiti grazie alla consultazione dei miei due libri di riferimento: Bead Embroidery (Shelley Cox, Essential Stitch Guides, RSN) e Bead & Sequin Embroidery Stitches di stanley Levy. Il mio campionario è realizzato ad ago e così pure i libri trattano delle tecniche ad ago. Per l'uncinetto di Luneville ci risentiremo quando avrò il coraggio di disegnare un campionario.


Il primo è essenziale, come sono essenziali tutte le guide della RSN, ma contiene sequenze fotografiche impeccabili. Il secondo non è molto attraente nelle immagini, ma è completo e ben spiegato (testo in inglese, che richiede di essere letto).


Dai fiori intendevo passare ad un campionario di foglie, ma più verosimilmente seguirò il secondo manuale passo passo.

Ma non di sole perline si nutrirà il 2015! Devo provare diverse palette per le iniziali con i fiorellini, tornare a fare qualche iniziale imbottita e fare tutte quelle cose che ho in mente, che non hanno ancora preso una chiara forma e che inesorabilmente finiranno per essere completate in chissà quale anno luce. E con la luce chiudo augurando anche a voi uno splendente 2015, anche e soprattutto senza perline e paillettes!

domenica 21 dicembre 2014

Quel che resta del 2014


Dicembre e il Natale: tempo di chiusura dei conti dell'anno passato e presumibilmente di rinascita dello spirito. Quanto tempo la chiusura dei conti lasci alla rinascita dello spirito, ogni anno è in calo. E dicembre quest'anno è iniziato a settembre: ho lavorato e lavorato in silenzio, ma la mente era troppo affaticata per cercare parole da scrivere e per rielaborare immagini.
Poi si è addizionato un recente blocco psicologico, che mi attanaglia da quando, sempre meravigliata, grata e colma di felicità, vedo i vostri numerosi commenti: non riesco più a fare un post piccolino, presentando un unico semplice lavoro, perchè vi immagino a digitare il commento e mi sembra sprecato per così poco e allora cerco di accumulare immagini e link e concetti, per giustificare il vostro disturbo. Se al commento qualcuno riterrà opportuno aggiungere il recapito di un buon analista, prenderò in considerazione la terapia...


Ma veniamo a noi! L'iniziale che vi propongo è una sperimentazione in azzurro: salvo qualche piccola aggiunta (girasole e ortensie sulla voluta inferiore sinistra), ho mantenuto i soliti fiori delle mie iniziali, sostituendo i colori realistici con varianti di colore blu chiaro e azzurro, lasciando però inalterato il colore originale di steli e foglie. Se vi piace e vorrete provare un lavoro simile, aggiungo il seguente suggerimento: ricamate il vostro soggetto su stoffa bianca. La mia A campeggia su uno sfondo ecrù che contiene una certa percentuale di giallo (la foto è risultata schiarita e questo dettaglio non si apprezza). L'effetto che ne risulta è un insieme di colori freddi, che lasciano una punta di insoddisfazione. Avevo realizzato con questa A un piccolo cuscino semplice, ma probabilmente rielaborerò l'oggetto, affiancandogli stoffe a contrasto, per dargli un po' di vita e rendergli giustizia. Probabilmente lo sfondo bianco avrebbe limitato l'effetto. Ancora meglio sarebbe stato sostituire le parti verdi, forse con dei blu.



Qui un cartiglio che circonda un nome, rinnovato dalla compresenza delle roselline con altri fiori, sempre in variante azzurra, mentre più sotto la sperimentazione non riguarda i colori, bensì la forma delle iniziali. Perchè il Rouyer è bello e io lo adoro, ma se dovete fare un asciugamano, l'ingombro del Rouyer è tale che due iniziali affiancate uscirebbero dalla piega centrale dell'asciugamano stesso. Dunque dovevo trovare un alfabeto alto e stretto, che avesse comunque delle parti grasocce in cui inserire i fiori.


Mi sono infine trovata a rielaborare alcune lettere di un libro molto bello, che trovai suggerito nel blog di Giovanna e Maria Rosaria (il mitico tuttoricamo). Sul loro blog troverete il link al detto libro: A handbook of lettering for stitchers, di Elsie Svennas. Più che per le lettere fiorite, è adattissimo al punto erba a spessori variabili e al punto pieno, oppure a mille altri divertenti e creativi utilizzi.

Cambiando decisamente argomento, vi racconto di come dovetti violare la mia diffidenza verso il cucito creativo (dovuta esclusivamente al fatto che ogni volta che mi ci provo ne escono mostruose mostruosità), quando la ex maestra d'asilo di Mario mi chiese di realizzarle due coniglietti in altalena... Nessun problema! Mentii a lei e a me stessa.


Per due notti vennero a tormentare i miei sogni quei pupazzi grassottelli dalla mirabile esecuzione, crudelmente corredati di graziosi dettagli e perfette curve imbottite, oppure imbellettati con artistici tocchi di pennello... Ridevano soavi dei mie mostri di ovatta pieni di rughe laddove avrebbe dovuto trovarsi una morbida curva rotonda (quando finalmente avrò capito la faccenda dei taglietti nelle curve e riuscire a metter in pratica l'arcano,.. Solo allora potrò morire felice).
Fatto sta che ormai ero in ballo e dovevo ballare. Magico Web! Se non ci fossi tu... Gira che ti rigira, scarta che ti riscarta, ecco apparire, al suono di una sinfonia silenziosa ai più, ma tonante nella mia testa... I CONIGLIETTI BOWLING!!! Andate, voi che come me prendete a pugni esasperate la macchina da cucire! Intascate questo link per l'occorrenza!

Ma, visto che il Natale si avvicina inesorabilmente, vi lascio con un altro interessante collegamento, utile probabilmente per l'anno prossimo, perchè ormai, destreggiandovi tra pranzi di Natale, ultimi regali, bambini in preda alla frenesia delle feste e amici a cui regalare gli auguri, non troverete tempo (oppure, come me, coglierete l'occasione per non trovare il tempo) di prendere in mano la macchina da cucire. Insomma ecco un bel tutorial per simpatiche calze di Natale elfiche, tintinnanti festose al suon di innumerevoli campanellini: Elf stocking di Patty Young.


Avrete tutto il 2015, se vorrete, di aggiungere un ricamuccio nella balza della calza, come feci per Giuseppe.
E il mio augurio di Natale, che stringo al tema di questo blog, perchè altrimenti non basterebbero poche righe, è che nel corso del nuovo anno tutte voi riusciate a ritagliarvi il vostro piccolo o vasto angolo di mondo creativo e che questo vi dia soddisfazione, stimolo a migliorare e ad allargare i vostri orizzonti, possibilmente condividendo le vostre scoperte e il vostro entusiasmo con gli altri, perchè lo scambio è ulteriore fonte di ispirazione. Sull'ispirazione stiamo lavorando con l'Associazione Fili tra le mani, un luogo in cui l'incontro è lo scambio sono diventati realtà e che incide davvero positivamente nel mio personale bilancio di fine anno.
E se, con le mie proposte (e quelle che l'associazione si accinge a postare sul proprio blog) saremo riuscite a contribuire all'arricchimento del vostro angolo... Beh! Che onore e quale soddisfazione!
Fatto! Ora nasconderò la mia commozione in un convenzionale Buon Natale e Felice anno nuovo!, condito da un caloroso abbraccio!
Elisabetta



sabato 8 novembre 2014

M di... Mario!


Tutto è partito dallo studio dei libri di Trish Burr, che non finirò mai di ringraziare per il Colour confidence in embroidery. Visto che non posso farlo di persona, il mio tributo è di farle una pubblicità sfegatata. 
Ho seguito passo passo le istruzioni per costruire una palette cromatica con continuità di sfumature a partire da una foto di riferimento. Ne ho stampata una tanto per provare, acchiappando una splendida foto di un gruppo di fiori di Nontiscordardime, scovata durante una scorribanda su Google immagini. Da cosa nasce cosa e per colpa della mia ristrettezza mentale che vede solo monogrammi e iniziali, ho finito per scorporare i fiori e posizionarli su una M Rouyer... Tanto per cambiare!!


Ho sperimentato anche il telaio Q-snap (quello usato nel patchwork), appoggiato su due stecche di legno. Mi ha tenuto bene la tensione, è facile da regolare e non mi ha deformato la stoffa. Però non lo vedo usare in giro e di solito un motivo c'è... Quando ho smontato la stoffa ho visto un'increspatura soltanto tra gli incroci delle braccia della M, ma potrebbe derivare dall'aver tirato troppo i punti.
Avevo scelto di ricamare una M pensando al nome del marito, soprattutto visto che casualmente avevo stampato la foto del Nontiscordardime e mi sembrava utile il lancio di un messaggio subliminale... Quando glielo dissi quasi si offese e allora, visto che Mario quatto quatto e tenerone si era avvicinato al telaio mentre ricamavo e, dopo avermi detto con la vocetta da topino che era bellissimo, mi aveva chiesto per chi era, non esitai dicendo che era la m di Mario fatta dalla Mummy e che l'asciugamano era per lui!


mercoledì 22 ottobre 2014

Souvenir di Siena - La libreria Piccolomini


Sofferta e combattuta, la S con i suoi fronzoli è arrivata, forse, alla fine.
I colori mi hanno esaurita. Ce n'erano troppi da far entrare in sintonia. E adesso ho bisogno di lasciarla riposare per un po' senza guardarla.
Non mi sono inventata l'esuberanza delle sfumature: potreste percepirne l'ebrezza entrando nella Libreria Piccolomini, a cui si accede dalla navata laterale sinistra del Duomo di Siena. Gli affreschi del Pinturicchio sulla volta e sui muri e i pavimenti a contrasto riempono gli occhi e, addossate alle pareti, grosse vetrine custodiscono vecchi manoscritti gregoriani concepiti per esseri giganteschi.

www.operaduomo.siena.it
E le illuminate... Meravigliose! Pochi passi e già il marito mi canzonava scimmiottando un Huuh, sai che bei ricametti che ci potresti faareee... Avrei voluto fare la superiore dicendo che non ci pensavo proprio e che non capiva niente, ma ho finito per scattare qualche foto, di nascosto e rigorosamente senza flash.
Il dettaglio che mi ero portata a casa raffigurava il fiore stile Jacobean che ho inserito nel mio disegno sulla testa della S.
La foto però mi ha teso una trappola: sono partita a ricamare la parte ispirata ai dipinti delle illuminate proprio dal fiore, rispettando il colore della mia foto, a dir poco orrenda, per quell'inutile nostalgica faccenda della memoria.


Poi sono passata alle foglie della coda della S, cercando di copiare i colori da un libretto acquistato in Duomo e intitolato Miniature dei corali per il Duomo di Siena (Enzo Carli). Per accorgermi poi che in effetti il fiorellone sarebbe stato più bello in versione amaranto anzichè magenta-rosa.


E quel giallo avrebbe bisogno di un contornino arancio?! E gli ori?! Tremendi ori! E tremendo il filo metallico, Diamant o vecchio metallico che sia. Ce ne vorrebbe uno sottilissimo e maneggevole!


Io ho usato una seta floscia della zia d'Arezzo e il metallico DMC. Non potete sapere quante volte ho fatto e disfatto i nodini. Giusto stamattina ho definitivamente annientato quelli intorno al fiorellino giallo, che era anche sfumato di arancio e adesso è solo giallo.


Tra le diverse faccende di riordino ho anche dato una lucidata al pavimento con una seta Au ver a soje panna.


E...sì!
Ho aggiunto la foglia stumpork per stupire con effetti speciali! L'ho finita ieri sera ed ero felicissima, perchè mi era venuta proprio benino. Ma quando l'ho appiccicata oggi, il mio entusiasmo si è smorzato, perchè mira e rimira, la solita vocina antipatica mi sussurrava che forse non l'avrei dovuta fare verde.


Fortuna che almeno del mio ricciolino arancio vado orgogliosa!

Ebbene la storia giunge alla fine, a meno che non mi prenda la follia di disfare e rifare qualcosa. In ogni caso aspetto a smontare il lavoro dal telaio e lo lascio in posizione verticale per un cambio di prospettiva.
Mi auguro che il passo-passo sia servito, in qualche strano modo! L'insegnamento che traggo io è che, per quanto sia divertente lasciarsi andare all'improvvisazione, forse un po' più di progettualità mi avrebbe reso la strada meno impervia e probabilmente il risultato più soddisfacente. Ma è pur vero che sbagliando s'impara. E siccome ho tanto sbagliato,.. La mia S di Siena mi ha fatto tanto imparare!



venerdì 10 ottobre 2014

I telai di Elvira



Elvira lavorava la rete a filet (mòdano) e la ricamava. Realizzava piccoli bordi, bordi per asciugamani, centri, inserti per tende, ma anche copriletti singoli e matrimoniali, interamente a rete. Tanto più era grande la rete, quanto più grandi erano i telai necessari alla messa in tensione della preziosa pezza. Non riesco a quantificare le ore di lavoro, ma posso immaginare lo scorrere delle stagioni, le ore di quiete, magari accompagnate da inquetudini, serena gioia, speranze e delusioni: in sostanza il riassunto di una vita, intessuto in un segreto codice di nodi tirati nella maglia della rete.
Ho ricevuto in dono i telai di Elvira...
Voglio rendervi partecipi del mio imbarazzo, dell'orgoglio e del piacere provati al ricevimento del dono. 
Mi prendono in giro perchè quando giro per i mercatini dell'antiquariato cerco oggetti che abbiano un'anima... Beh! I telai di Elvira ce l'hanno eccome! E, oltre le barriere della fisicità, mi sento unita a lei.
Mi sono impegnata a fare buon uso dei telai e questo per il momento si è concretizzato in occasione della Festa delle Associazioni di San Bonifacio, in cui Fili tra le mani ha esposto i suoi lavori. Abbiamo aderito alla Rua delle Associazioni: in sostanza, con il duplice intento di divertire il pubblico e spronare l'incontro con le associazioni, ciascuna associazione doveva proporre un gioco, vidimando, quando concluso, una tessera. I tesserati, a fine giornata e dopo aver superato diverse prove, avrebbero ottenuto un premio.


Ebbene, noi abbiamo montato uno dei telai di Elvira, ci abbiamo teso una tela di cotone e vi abbiamo appuntato sopra due labirinti stampati su stoffa. La prova consisteva nel riuscire a ricamare a telaio un tratto del percorso, almeno per 10 punti, vabbè 5, vabbè 3...  
Non è certo la riuscita del gioco ad avermi indotta ad usare i telai, quanto piuttosto la loro presenza fisica, che ha incuriosito, ha suscitato domande, risposte, racconti del passato e memoria del loro uso.
Di fatto ha avuto un gran successo: si sono messi alla prova uomini, donne, bambini di diversa età. Si sono sfidati a duello coppie di madri e figlio/a, fidanzati e amici. 
Nella foto più sopra vedete Anita, che, instancabile, ha lavorato per diverso tempo, bisbigliandomi all'orecchio che stava lì a farci pubblicità e che funzionava, visto quante persone si fermavano!




E alla fine della giornata, al calar del buio, il labirinto del pavimento della Cattedrale di Chartres (annata dei pavimenti?!!) e quello del Minotauro, del sito archeologico di Bedriacum, erano entrambi a buon punto. 


Ma l'opera non si è conclusa soltanto con due labirinti... 


Pitture rupestri a parte, notate per favore il tris ad ago: superlativo!!


sabato 27 settembre 2014

Souvenir di Siena - I marmi bianco-verdi


Dal pavimento alla struttura portante, con la S ricamata a bande bianco-verde per evocare le colonne, i tramezzi, il campanile e le pareti laterali del Duomo.
Per rubare al Web un'immagine da mostrare, sono incappata in una galleria di foto mozzafiato dell'Unità, da ammirare estasiati, per convincervi definitivamente a organizzare il viaggio. 

www.unita.it
Non è incredibile?!
E adesso che guardo bene bene, mi viene il rammarico di non aver sollevato lo sguardo alla volta stellata, schiacciata dal peso di Alfredo sul groppone...


Il mio verde è troppo verde, lo so. Ma nella scelta dei filati mi sono lasciata sedurre dalla brillantezza di due sete ereditate dalla zia d'Arezzo, forse troppo corpose (calibro superiore al perlè n°8) e difficili da far stare al loro posto, ma indiscutibilmente fascinose, anche solo per il fatto di essere avvolte in un rocchetto di legno contrassegnato da una misteriosa etichetta strappata. Siccome io di sete me ne intendo meno di niente, per non voler fare brutte figure e sospettando fosse un filato sintetico (...), mi sono data alle fiamme con un pezzo di filo. Non ho preso fuoco, quindi arguisco (?!) essere di pura seta.
Fatto sta che ho preferito metterci un pezzo della zia Bianca, piuttosto che rispettare il vero colore dei marmi. La stessa zia che mi regalò il giornale di Adele della Porta sull'Assisi... Ma allora non potevo dire grazie con lo stesso brillio negli occhi che avrei oggi. Che peccato.
Ho ricamato gran parte della S sotto gli occhi di un fiume di persone che guardavano e non guardavano, alla Festa dell'uva di Soave di domenica scorsa, ospite di uno stand di Patrizia, per promuovere i miei corsi. La Proloco ci ha costrette ad indossare abiti di campagna e che figurone con il gonnellone e il fazzoletto in testa!... Suvvia smettetela di ridere e ascoltate! Io ero a telaio, Patrizia sferruzzava. Al mattino si sono fermati incuriositi solo uomini (Eeeeeeeeh giaaaa!! Incarnavamo il modello femminile o chissà che indicibile altro?!). Al pomeriggio ho osservato divertita, in signore di una certa età, una reazione di disgusto, accompagnata dalle parole... Mama mia, me vien in mente quando lo fasèa mi dalle suore
Mi hanno intristito, invece, tante, troppe signore, che si avvicinavano a raccontarmi cosa sapevano fare anche loro e perchè che da anni, per via della vista, avevano smesso. E lo dicevano con una certa commozione e con gli occhi lucidi.


Filato bestiale, imbottitura bestiale: dai 5 ai 15 capi di cotone lanato (!). Questo tipo di imbottitura, il filato e il telaio sono un po' una novità per me e quindi gli spessori viaggiano un po' come vogliono, ma la serpenteggiante S è completata e adesso passo al fiore sulla sinistra, che morivo dalla voglia di cominciare. 
Evito il triste racconto della seta grigia sul pavimento, perchè sarebbe troppo doloroso per me. Esco dall'esperienza con due saggi consigli e una morale:
Consiglio 1- Se provi a ricamare a punto stuoia con un colore che non ti convince, ricama tre punti e poi ascolta la vocina interiore che ti dice che quel colore proprio non ci sta e disfa i tre punti.
Consiglio 2- Se hai ricamato i tre punti e decidi di non ascoltare la vocina che ti dà saggi consigli, probabilmente per la pigrizia di disfare quei tre punti, forzati ad ascoltarla lo stesso.
Morale - Disfare il punto stuoia su tutta la E, fa dire le parolacce.