venerdì 12 febbraio 2016

Io. Su Inspiration Magazine. Da svenire!


Oggi è il mio compleanno. 
Non ho mai capito perchè si festeggi il compleanno: ho cancellato la data quando ho compiuto 30 anni e quindi è da tanti anni che ne ho sempre 30. 
Sento in effetti di più i compleanni dei miei figli e in quell'occasione mi faccio sempre regalare qualcosa da loro... Eh, eh... 
Però, però... Questa mattina il caso ha voluto che, aprendo la posta elettronica, io abbia trovato la mia copia digitale di Inspiration Magazine, che ha innescato una serie di reazioni emotive a catena, scoperchiando un retaggio di entusiasmo infantile...

Dai... Sono su Inspiration Magazine, issue#89! 
Wow... Non ci credo... Wow!!


Ringrazio in primo luogo i miei mitici contatti Susan O'Connor e Ellaine Bronstert per l'alta professionalità con cui è stato condotto il servizio, la gentilezza e la simpatia regalatemi, l'occasione offertami e l'invisibile indulgenza con cui hanno tollerato le mie traduzioni alla Google translator. Non è un caso che Inspiration Magazine abbia il meritato successo che ha: dietro una grande rivista ci sono sempre... Grandi donne!

Capirete dunque l'imbarazzo e l'entusiasmo a starci dentro.

Ho tenuto per l'occasione una serie di immagini di un paio di iniziali che ricamai tempo fa e che amai particolarmente per l'effetto cromatico che ne risultò...


Lo faccio al preciso scopo di solleticarvi la curiosità a testare la rivista.
Troverete il tutorial per l'esecuzione delle iniziali fiorite, nell'ottica di impostare un lavoro creativo, svincolato da un disegno precostituito, e di realizzare un vostro unico capolavoro!
Ovvio che il vantaggio di sfogliare Inspiration Magazine non è certo trovare un mio ricamo... Significa leggere interessanti articoli sul ricamo e la sua storia e trovare progetti e inspiration...
Impallidisco di fronte alla maestria delle altre ricamatrici!

Ma insomma... Oggi festeggio ugualmente!


A chi mi ha chiesto in questi giorni informazioni circa la rivista, esiste sia la copia cartacea, con gli evidenti costi legati alla spedizione dall'Australia, sia quella digitale, ad un costo veramente accessibile. La copia arriva direttamente con la posta elettronica ed è visualizzabile su Zinio, un portale apposito. Credo che si possano acquistare anche numeri singoli. Sul sito di Inspirations Magazine tutte le informazioni!

giovedì 21 gennaio 2016

La lunga e calda estate 2015 e un inusuale giro del mondo


Senz'altro rimarranno indelebili nella memoria i campionari della più calda estate della mia vita, la terribile 2015, quella in cui, quando riuscivo a dormire, sognavo un condizionatore.
Ricevetti una mail oltreoceano. Forse non ho ben chiaro come funzioni l'etere, ma il piccione deve aver fatto una gran faticaccia a sorvolare con quel caldo tutto l'Atlantico. 
Da nientepopòdimenochè la Broadway newyorkese (il mio ristretto immaginario televisivo mi porta alla via dei teatri coi musical a all'esilarante telefilm La tata), ricevetti un piccolo, ma operoso incarico, che mi entusiasmò non poco e allo stesso tempo mi affannò al punto da non capire quale fosse il confine tra il caldo percepito e l'effettivo.
Premetto doverosamente che io fui esclusivamente silenziosa esecutrice di un progetto creativo più ampio, di esclusiva proprietà intellettuale di Erin Fetherston (https://erinfetherston.com/), al cui sito rimando per assaporare lo stile elegante e giovane delle creazioni del suo studio stilistico.
Tutte le immagini postate vanno dunque intese in questo senso e ringrazio Erin, nonchè il mio prezioso contatto, Ellen, per avermi lasciato raccontare l'entusiasmante avventura.


Il campionario, vario e assortito, fu ricamato su stoffa di cotone e destinato ad essere assemblato al capo opposto del pianeta, in piccole borse a forma di telaio. 
Mi divertii, con una punta di apprensione, a seguire il tracciato degli efficienti corrieri, per scoprire come in un giorno un pacco possa, da Verona, viaggiare la notte e salpare da Milano all'Oriente in poche ore. 
Campionari che hanno parlato tutte le lingue del mondo e che sono tornati nel grande continente mirabilmente confezionati e pronti a vantarsi in una sfilata e a farsi ammirare in una lussuosa vetrina on-line.


E io nella buia caverna a seguire la loro corsa e ad immaginare scenari... Mi sono fatta comodamente sballottare qua e là in un emozionante viaggio intorno al mondo. 
Grazie Erin! Grazie Ellen!

sabato 16 gennaio 2016

Il ricamo del Base1


Ho ridefinito il lavoro da proporre nel corso base di ricamo classico (Base1). 
Mi è uscito così, perchè ho voluto inserire tutti i punti utili per i principianti, compreso un piccolo riempimento con il punto erba.


E non potevo non inserire il mio attuale tormentone... Ovvero i rami di pesco a punto vapore, che adoro perchè spuntano dalla stoffa come fossero boccioli veri.


Per dettagli e informazioni del corso, rimando al precedente post. Le iscrizioni chiudono tra qualche giorno!
A presto!

martedì 12 gennaio 2016

30 e 31 gennaio:base1



Eccomi con la prima data utile dell'anno!
Ho un po' rivoluzionato la struttura dei corsi e così sono qui a proporre un corso rivolto alle principianti e a coloro che voglio mettere un po' di ordine alle proprie conoscenze sul ricamo classico base. Prevede una prima ampia parte legata al recupero dei materiali e dei disegni per il ricamo classico, l'applicazione pratica ai sistemi di centratura e di ricalco, i punti base e le roselline a punto vapore. L'ho chiamato base1 per distinguerlo dal base2, che, in buona sostanza, consente di eseguire la lettera fiorita e che sarà in programma a fine febbraio. Il base1 non è propedeutico al base2, ma tutti gli argomenti di teoria accennati per il base1 non potranno essere ripresi, se non per gli scopi specifici dell'iniziale.
In ogni caso, se vorrete saperne di più... Non esitate a scrivermi e a richiedermi il programma dettagliato!

sabato 2 gennaio 2016

Di lane e di oriente


Al mio doveroso augurio di felice e operoso anno nuovo, che giro a tutte voi e me stessa, che faccio adesso, ma che estendo atutto il 2016, segue il racconto della borsa di G in lana cotta, affidatami perchè ricamassi qualcosa a dar luce al nero.
Non avrei mai scelto l'arancio (ora lo adoro!), se non fosse stato per una passamaneria dal profumo d'oriente, che decora la chiusura a ridosso della cerniera. 
Nessuna metafora nell'accenno al profumo! Nel disfare la fodera, per avere accesso alla stoffa da ricamare, un lieve esotico aroma di cumino e cannella, ultimo forse residuo delle origini della borsa, ha solleticato le mie narici.


Decisamente più occidentale il soggetto scelto, estrapolato da Il libro delle lettere della Babbi-Cappelletti, che viene sempre in mio soccorso nei momenti difficili.
Una G con ricche volute, che ho banalizzato con le mie rose e i piccoli fiorellini, se non altro per recuperare in extremis il proposito di ricamare perline del 2015. 
Dovete assolutamente provare a fare una cosa simile! Cioè... Prendete una di quelle belle lettere ornate, che vi piacerebbe ricamare a punto pieno e che impieghereste circa 8 mesi a finire e... Ricamatela in poche ore con i semplici punti base! Non è certo la stessa cosa... Ma ameno non perderete tempo a sognare, rimanendo con le mani in mano. 
Lo so perchè... Mi capita spesso!
La G è grande e, considerata la natura del supporto, ho mescaloto ai mulinè delle lane che avevo usato per il bandera.


Se potrà mai interessarvi per qualche ragione... Ho documentato le mie prove di macramè a macchina in questo post su acuscripta.blogspot.com. 
A prestissimo con... Un paio di date per i corsi del 2016!! 
Ancora a tutte auguri di Buon Anno!

martedì 29 dicembre 2015

Home sweet home


Ricorderete forse i puntini di sospensione che lasciai dopo l'allusione alle rose presentate sul post su Abilmente... 
C'era un piccolo progetto in fermento, con la redazione di Giuliana ricama (www.giulianaricama.com), che gentilmente mi ospitò in quell'occasione.
Insomma... Un mio lavoretto è stato pubblicato sul Numero7 novembre-dicembre 2015 di Giuliana Ricama (a questo link potrete anche, cliccando sulla copertina, sfogliare virtualmente l'indice e alcuni contenuti della rivista). 
Volli proporre non soltanto un lavoro da riprodurre (il cuscinetto Home sweet home che intravedete in foto), ma anche il tutorial delle roselline a punto vapore, per rispondere a frequenti richieste in proposito. 
Non ho ancora avuto riscontri sull'utilità dell'impresa, dunque... Fatemi sapere!

giovedì 24 dicembre 2015

Tempo di bilanci e di auguri


Per prima cosa ringrazio di cuore i miei dolci incubi: tutte coloro che mi hanno scritto chiedendomi che fine avevo fatto e che mi hanno spronato a scrivere un post.
Tranquille! Sono viva, vegeta e operosa.
Ho fatto lunghi lavori a mano, che posterò quando potrò, e ho ripreso a lavorare a macchina e a scrivere su acuscripta.blogspot.com, perchè ho perso la testa per un alfabeto lussureggiante, che mi ha dato l'opportunità di produrre i miei regali di Natale. Lo so che è un controsenso. Ma si fa quel che si può.
Ma in questo blog si parla di ricamo a mano e parto con questa G fatta di nastri...



Vi ricorderete della mia E di prova con i nastri sintetici... Essendo questo un lavoro su commissione, ho ovviamente cercato materiali più nobili, comunque alla portata di tutti: nastri in raso e filati DMC. Il problema dei nastri in raso è che sono molto più spessi dei nastri di seta usati per il silk ribbon e dunque il repertorio delle parolacce che uno solitamente possiede non copre la gamma di arrabbiature che comporterebbe il far passare attraverso la stoffa un nastro di raso con dimensioni medie.
No problem con il ragnetto!
Per le rosellone, in sostanza, ho soltanto appuntato sul dritto della stoffa il nastro, facendolo passare a rammendo su cinque lanci di filo (ragnetto), come meglio spiegato in questo sito. Ho tinto i nastri con i colori per seta, al fine di sfumare un po' la monotonia.
Boccioli e nastrini sottili sono invece passati abbastanza facilmente. La terra ha tremato solo per pochi istanti.
Rametti a punto mosca e nodini per far pace con il mondo... Che delizia!

Tra un nastro e un punto mosca, ci ho infilato alcuni lavoretti, simili ad altri, ma con nuove identità...


Io tergiverso, ma prima o poi dobbiamo tirare le somme dell'anno in corso... A dicembre bisogna verificare se i propositi per l'anno nuovo sono andati a buon fine.
Non ho il coraggio di rileggere il post di inizio anno, ma riguardo a quello che ricordo di aver scritto, sono sicura che:
- non sono dimagrita (eh, eh...);
- ho cucinato una lasagna per la Prima Comunione di Anita (una basta e avanza, dunque non lo farò mai più);
- il mio anno non ha brillato gran chè, neppure per perline e paillettes.

A proposito! Mi accorgo solo ora di non avervi fatto vedere le pessime foto delle bomboniere di Anita!


Il tempo stringe, Natale è tra poche orette e io vi saluto, con una valangata di auguri da spargere ovunque, sperando che il traduttore automatico sia in grado di farlo. Ho cose da raccontarvi e foto da mostrarvi. A presto! Buon Natale a tutti, tutti!

mercoledì 11 novembre 2015

Perduta nei Coloris DMC


E' piovuta manna dal cielo...
Regala un paio di matassine di filo a una ricamatrice e la sua giornata avrà un colore diverso: il colore del sorrisetto sulla faccia.
Falle annusare nuovi filati e lei gorgoglierà come la mia nipotina di 4 mesi quando vede il cucchiaino della frutta, agitando con bramosia dita che ancora non te lo possono strappare dalle mani. 
Regalale tutta la nuova gamma di filati sfumati e ... Sbaaaam! Te la troverai stramazzata ai piedi!
Così fu. 
Ora ho un bernoccolo in testa: una nuova folle sana e insana follia per le nuove matassine sfumate DMC.
Quando me le hanno portate, le ho girate e rigirate tra le mani. Le ho rovesciate a caso sul tavolo. Le ho messe tutte in fila in ordine numerico. Ho zittito la Gabry e la Patrizia che vociavano impunemente, perchè mi sconcentravano le matassine. Le ho scrutate da vicino e da lontano.


Le ho interrogate, perchè mi dessero un suggerimento. Ma tutte insieme, lì, con quella vibrante dissonanza di abbondanza di colore, non ho udito voce.
Mi sono anche un po' spazientita.
Ho infine capito che bisogna fare come con i bambini: dare attenzione ad uno alla volta, per scoprirli con tenera calma e pazienza... E per non impazzire.


Ogni matassina possiede una sua gamma di almeno tre colori, che virano in sequenza. Sono colori difficili, alla prima occhiata. 
Ho preso dal mucchio quella che mi sembrava la più principessa di tutte (guarda caso è la prima della serie!), l'ho piazzata davanti agli occhi e le ho urlato, scuotendola: paaarlaaamiiii!! 
Ebbene (mi ha sussurrato...), puoi ricamare il nome della tua nipotina sul sacchetto di cotone, perchè presto andrà al nido e tu da settimane fai finta di non sentire le pressioni di tua sorella... 
Saggia matassina! Le ho risposto.


L'arguta matassina si chiama Coloris DMC 4500, mentre la rosa a punto vapore, le foglie e i nodini sono ricamati con i DMC 760-761-3363-746. Font Chopin script.

Dicono che per ubriacarti devi bere il secondo bicchiere... Dunque ho preso dal mucchio un'altra principessina: un tipino vivace, dai colori sgargianti e femminili, ma anche un po' maschiaccio: la Coloris 4502, insomma. Font Rochester.


Col secondo bicchiere la dipendenza è assicurata e giusto ora ho un terzo lavoro in corso. 
Volevo verificare le potenzialità di colori incapaci di suscitare emozioni forti alla prima occhiata. Volevo anche fare qualcosa per Mario e Alfredo e dunque ho pescato dal mucchio un tipo tipicamente mascolino: il Coloris 4512. E' uno che alterna il rosso al blu, con una parentesi grigia. Ma è un tipo loquace e subito mi ha evocato gli ambienti scolastici e le tradizionali iniziali rosse e blu, da rivisitare in chiave moderna. Bravo ragazzo, il 4512! 
Font Xiomara.


Vi mostro il ricamo, ma vi lascio in sospeso per la confezione, perchè dovrò torchiare a dovere la Patrizia per ottenere i suoi saggi consigli: mi toccherà offrirle un'altra pizza... Eh, no!! Le mie matassine me le tengo strette!
Scappo! A prestissimo!

giovedì 29 ottobre 2015

Forme e colori intorno a noi


Questo post nasce per caso, mentre avrei dovuto fare e scrivere dell'altro. Ma siccome era da un po' che non mi facevo prendere dall'entusiasmo per un'idea, ho ritenuto importante lasciare che il sentimento prevalesse, per arrivare a voi più genuino e infine utile.
E' nato tutto da una piccola cosa...
Una amica mi chiese due ricamini per decorare delle tasche, da abbinare alle roselline stilizzate sulla cotonina del grembiule. Ho preso meccanicamente i colori dalla scatola accostando la cotonina e ho ricamato un paio di ricciolini. Niente di più facile. Niente di nuovo. Cose che fanno tutti, tutti i giorni.


Ma la nostra mente è piena di stereotipi ed è settoriale. Cioè, vabbè, non generalizziamo... La mia mente è stereotipata e settoriale: trovavo banale copiare i colori da una cotonina per abbinare un ricamo, ma mi sono quasi sentita il genio della lampada, quando, spostando gli occhi dalla cotonina all'abito che indossavo, ho guardato la stampa dell'abito con occhi nuovi. Ovviamente mi ero accorta che l'abito raffigurava rose e, se lo ho comprato, era perchè ne avevo apprezzato forma e colori, ma avevo ignorato le potenzialità di quella strana palette di colori, che si può applicare al ricamo a prescindere dal voler abbinare o meno quel ricamo. L'ho ignorata forse semplicemente perchè non era roba da merceria.


I miei neuroni, d'altro canto, si sono avvinghiati agli stereotipi e, anzichè creare un campionario, o un oggetto qualsiasi, mi hanno imposto di progettare e realizzare una borsettina da abbinare al vestito, ma tutti sappiamo che non mi vestirò mai come una signora di classe e dunque cosa ne rimane? L'esperienza costruttiva di composizione di una palette di colori estrapolata da un tessuto e la mortificante sgridata della Patrizia, che ha bocciato senza pietà diverse fasi costruttive della borsa, rimandandomi a settembre (e non è neanche finito ottobre) per le mie abilità di cucito. Se solo non avessi lasciato ammuffire Ambrogio per tutta l'estate...


Dunque, se dovessimo rivederci un giorno, di questo lavoro (mi raccomando!) dovrete solo concentrarvi sul ricamo: non aprite la borsetta perchè potrebbe esplodervi federa e imbottitura in faccia!
In tante mi ringraziate perchè metto i riferimenti DMC e oggi non voglio deludervi! Ho usato i seguenti colori: 3685, 3688, 3727, 420, 422, 822, 928, 926, 3768. Avere la cartella colori cambia la vita! La consiglio vivamente, anche se ha un suo costo. Per il disegno ho modificato la E dell' Edwardian script.

Con la bramosia dello scopiazzo pazzo, sto avviando diversi campionamenti, ma, siccome mi sto dilungando troppo, concludo il post con le immagini di un piccolo quadretto che ho comprato in fiera dalla mitica Laura, che mi pregio di aver stanato sul suo blog prima che diventasse famosa: mi era tanto piaciuto il nome lequattroassi.blogspot.com per un blog di... Cornici! Laura in realtà non fa solo cornici: crea oggetti che raccontano una storia, perchè partono da materiali vissuti, che lei trasforma con il suo gusto e la sua intelligenza particolare. E io mi sono permessa di aggiungere una parola al piccolo racconto di questo quadretto...


Forme e colori sono intorno a noi... Basta imparare a riconoscerle e a cogliere l'invito!

giovedì 22 ottobre 2015

Alfredo


Ci sono idee e immagini che decantano nella memoria in attesa della giusta occasione, oppure di un mattone di sostegno. 
Da tempo ormai acquisto Embroidery, una rivista inglese sullo stato dell'arte in materia di ricamo e tessile. Un prodotto forse inconcepibile qui da noi, ma solo perchè qualcuno, nel passato, deve aver fatto l'errore di non inserire il ricamo e le attività tessili nel filone culturale artistico. Almeno questa è l'idea che mi sono fatta e preciso che non vengo dal mondo dell'arte. Spero dunque di sbagliarmi. 
C'è sicuramente dell'altro in Italia, ma per il momento sono incappata soltanto nelle mirabili opere di Ilaria Margutti, che non definisco per non imbrattare con banalità la sua immensa profondità e in quelle dell'illustratrice Stefania Vianello, le cui tavole ricamate andarono a comporre il libro per bambini Per fortuna c'è mamma, che vidi proprio qui a San Bonifacio in una mostra. Ma divago, come al solito. 
La copertina del numero settembre/ottobre 2014 di Embroidery fu dedicata ad un ritratto di Emily Jo Gibbs. Mi colpì la sua abilità nel cogliere i tratti di un volto con linee essenziali. Con sana malinconica invidia ammirai l'idea di prolungare parole dai capelli di quei semplici volti espressivi (sapete bene come avrei voluto essere autrice di un'idea simile!) e chiusi la rivista con il fare sconsolato di chi avrebbe bisogno di un bel corso di disegno. 
Poi la tecnologia, qualche mese dopo, casualmente mi offrì quel mattone di sostegno: cominciai a credere nell'intelligenza artificiale.


Stavo zampettando su Word (sì, sì, informatici miei... Ridete pure...), quando scoprii una funzione di rielaborazione delle immagini, brutalmente ignorata dalla mia suprema ignoranza. Parlo della sacra opzione effetti artistici, tra gli strumenti immagine.
Provai a inserire il bel musetto di Alfredo, incantato dalla sua prima neve, e guardate un po'...

Alfredo prima della cura

Alfredo dopo la cura
Capite?! Un brandello di bisso, un'applicazione a rovescio, tanto split stitch (punto indietro spezzato) e poco punto pittura. A telaio.


Anita, con lo spietato disprezzo impostole dai suoi 10 anni, ha liquidato il mio entusiasmo con uno stringato Sembra un fantasma! E così... Sbaaam! Ecco anche un significato recondito dell'opera, di cui vantarmi! E' sbiadito. E' vero che sembra un fantasma. Più un ricordo, però. Un ricordo che sfuma col passare del tempo!
Ora... Vorrei precisare che tutta la pappardella sull'arte, spalmata più sopra, non vuole incitare a riconsiderare i miei lavori. Di fatto ho preso in prestito un'idea e spero che la citazione non offenda l'autrice. Ho fatto anche una cosa un po' triviale, spiegando ad altri come ho fatto. Ma la verità è che a noi piace ricamare... Nulla di più e niente di meno! E se, in ciò che facciamo, riusciamo a metterci anche un contenuto e magari un volto amato... Tutto è più bello!