giovedì 26 maggio 2016

Le mirabolanti avventure di Orso a Vinovo: un venerdì di furore


Ma Orso non è tipo da serbare rancore a lungo. Anche perchè, dopo aver notato che la finestra a ridosso dello stand dava sul parco, prese a darsi ad un passatempo molto costruttivo: fare le boccacce agli scoiattoli. 
Così potei godermi l'orda selvaggia di visitatori, tenuti per due anni a fantasticare sulla mostra e quindi famelici di novità, nonchè bramosi di fiutare l'aroma di filati e lini e di dare fondo ai risparmi di una vita. 
Apparve dunque sorridente Louise, che si era annunciata con una mail tanto carina quanto misteriosa. Louise fu per me l'inaugurazione della mostra. Ora, nella quiete del dopo Vinovo, mi tuffo nelle sue passioni e nelle sua vita segreta, che racconta nelle brevi ma intense storie narrate in un blog e illustrate con i ricami (https://appelez-moilouise.blogspot.it/).

I miei occhi seguivano i visitatori e studiavano la stanza. 
Quelli di Orso iniziarono a fiutare i cestini del pranzo.

In men che non si dica scorazzava tra le gambe dei visitatori facendoli incespicare increduli. 
Lo inseguii trattenendo parole indicibili e mi lanciai sotto il telo dello stand dirimpettaio per acciuffarlo... Che sorpresa! Che felicità! Condividevo la stessa stanza di Annarita (http://annaritaricama.blogspot.it/)! La mia prima amica di blog! La prima blogger a cui diedi il volto, proprio sei anni fa, a Vinovo! 
Avevo un caffè da offrire ad Annarita, ma non ce l'ho fatta... Anzi: abbiamo deciso di rimandarlo fra due anni per esserci entrambe! E spero che sia così, perchè nel trambusto del ritorno non sono riuscita a salutarla! Ilaria puncetta, Annarita ricama... Egregiamente entrambe e a tutto colore! I loro pezzi hanno il colore delle caramelle e te li mangeresti, se potessi. Orso un morso lo diede...

Rotolando come una palla sull'antico pavimento, mi distrasse infine dal puncetto colorato e scomparve poco più in là.


Scomparve...?!
Si era piazzato immobile dietro il libro del Punto Bargello di Maria Elide e ci fece così tanta tenerezza (così ciccio e convinto di essere invisibile), che tutta la stanza, Maria Elide compresa, fece finta di non vederlo. Dagli stand e dalle bocche dei visitatori uscivano teatrali esclamazioni che chiedevano dov'era Orso, che non si vedeva affatto e che chissà che fine avesse fatto... 
Lo osservavo ridacchiare compiaciuto del suo nascondiglio.
Quando una visitatrice, ammaliata dal brillio dei filati tirati del punto fiamma, lo acchiappò per sfogliarlo al posto del libro, cacciò un urlo e così pure la visitatrice.

Fine dell'astuto nascondiglio.


Ebbero pietà di lui le mitiche Tullipan. Paola lo rassicurò e tra le sue braccia infine crollò addormentato, sognando delicati metri di tulle che lo accarezzavano e abili mani che ricamavano foglie e fiori leggeri come ali di farfalla... Ho sorriso all'idea che gli stessi fiori di lana del ricamo Bandera (sovrano a Vinovo) avessero complottato per infiltrarsi tra le trame sottili del tulle nero di abiti degni delle più splendide occasioni.
Cioè, ragazze... Ero compagna di banco della Matteucci e della Melani!
Avete presente quelle emoticons rubate a Charlie Brawn, con il personaggetto che guarda in alto agitando le dita mentre salta? Ecco.
Tradotto in gergo locale: Che roba, neh!

Nella prossima puntata, Orso inizia ad esplorare le ali laterali del castello, rischiando di finire ingabbiato come sospetto terrorista. Stay alive!

mercoledì 25 maggio 2016

Le mirabolanti avventure di Orso a Vinovo - L'insediamento


Giusto una foto ricordo prima di varcare la soglia dell'ingresso e il tempo di distrarci a raccogliere le cassette con i lavori, che Orso era già sparito, gettandoci nel panico e nello sconforto più totale. Avevamo notato i feroci scoiattoli del parco e non potevamo correre rischi. 
Cercammo tra i sassi del cortile, ma di Orso solo qualche pelo.
Cercammo nei vani sotto l'ingresso, ma lì soltanto un bar: 
"Un caffè doppio, grazie!", esclamò la Gabry.
Infine udimmo tuonare l'oscuro custode del castello e tirammo un sospiro di sollievo: solo Orso è in grado di far emettere tali ruggiti. 
Aveva ignorato i cartelli di divieto ed era strisciato malandrino sulla grande pista rotonda di fine prato inglese, per scalare le eleganti carrozze d'epoca e mettersi a cassetta a giocare alla guida di possenti cavalli fantasma...


Non vi dico che lavata di capo ci prendemmo tutti e tre! Che Orso non fosse in grado di leggere i divieti non fummo capaci di dimostrarlo, visto che viaggiava con una copia di Orse e Motori infilata nella tasca posteriore della salopette.


La Gabry, indiavolata, lo chiuse nella serra a ridosso della biglietteria, dove il giorno dopo avrei tenuto il corso sulle roselline e ce lo dimenticammo lì per tutto il pomeriggio...


Povero Orso...


Allestire lo stand fu complicato e decidere quanti millimetri dovevano separare le bomboniere rosa da quelle azzurre estenuante. 
Poi ci venne in mente Orso e ci precipitammo rotolando dalle scale nella stanza della punizione, trovandola inesorabilmente vuota.
Questa volta gli scoiattoli dovevano aver fiutato la preda.
Schiacciate dai sensi di colpa ci trascinammo all'ingresso.


Dal tavolo degli oggetti smarriti Orso ci lanciava pesanti occhiate di rimprovero e noi sapevamo cosa ci avrebbe fatto scontare. Ma almeno gli scoiattoli non avevano avuto la meglio...


Come ben potete apprezzare dalla foto, la Gabry e Orso avevano litigato così ferocemente da voler stare il più lontano possibile l'uno dall'altra e lei non potè nemmeno andare in bagno, intrappolata com'era tra i tavoli, per evitare che Orso la sbranasse.

Nella prossima puntata, Orso conosce le mitiche compagne di stanza e inizia a scorazzare per il castello seminando il panico. Stay connected!

martedì 24 maggio 2016

Le mirabolanti avventure di Orso a Vinovo - Il viaggio


Vi raccontavo che avrei fatto il viaggio per Vinovo con il trattorino motorizzato di Alfred.
Ahimè! Non ricordavo che del motore c'era la sola sagoma di plastica: avrei dovuto pedalare grottesca col groppone carico di ricami esposti alle intemperie, abbarbicata come un ragno sul minuscolo quadriciclo!
Sarei anche arrivata a farlo, se solo il mio cellulare non avesse profetizzato squarci di cielo, grandine e stormi di avvoltoi in astinenza alimentare.
Mi serviva un autista e Orso colse subito al volo l'occasione per farsi un viaggetto. Non è nuovo di ricamo, perchè solitamente mi accompagna nei corsi, sorvegliando vigile col suo occhio inquietante l'evolversi della faccenda e studiando la giusta occasione per fregare i cestini del pranzo.

Siccome veniva Orso, doveva aggiungersi anche la Gabry...
Vinovo si preannunciava un disastro.

Mi ero tanto raccomandata che andasse a letto presto! Ma lui si era fatto sedurre dai ritmi indiavolati del funky e aveva trascorso la notte tra balli sfrenati e birra doppio malto.
Così la mattina successiva aveva consegnato il volante alla Gabry e in men che non si dica, a Soave, già russava come un orso. Non mi concesse neppure la soddisfazione di reagire alle mie battutine sceme al passaggio su Caorso, perchè, riverso immobile sul sedile posteriore, appariva come un innocuo peluche.
Prima di svenire addormentato, ci aveva apostrofato con spudorato scherno, avvertendoci di invertire il senso di marcia qualora avessimo sentito parlare in napoletano...

Con la macchina che tuonava come una discoteca (per coprire i versi di Orso in preda a sogni confusi) sfrecciammo come un razzo di fuoco alla volta di Vinovo.
Delle tre ore previste ne bruciammo due, nonostante le otto pause carburante della Gabry (macchè benzina... Caffè!)
Solo un piccolo errore vanificò il nostro vantaggio.
Noi siamo donne tutte d'un pezzo. A noi il navigatore ci fa un baffo. Non ci facciamo dare ordini da una donna sconosciuta che potrebbe indossare una 42.
No! Ce la possiamo fare da sole. Basta stampare una Google mappa che si risolva in una linea che collega Verona a Torino.
Insomma, mica è colpa nostra se a Moncalieri alberga un buco nero. Vinovo , e-vi-den-te-men-te, era stato inghiottito. O per lo meno le indicazioni stradali.
Chiedemmo a un ragazzotto che faceva jogging beato, di indicarci la strada:

Parlava in napoletano...

Orso sbattè le palpebre.

Il dubbio ci pervase.

Chiedemmo ad un muratore che intonacava fischiettando una belle crepa su di un muro rosa:

Aveva un accento croato...

Orso si rizzò a sedere.

Ci fermammo con le lacrime che sgorgavano a fiumi nel cortile di un fioraio e ci attaccammo alla giacca di un uomo annoiato dall'attesa della moglie che studiava le foglie di un geranio. Ci ignorò e poi si girò impietosito, regalandoci uno squisito accento torinese e la svolta verso la salvezza...

Orso con un ruggito ricominciò a russare.

Prese dal piacere di fare nuove conoscenze, chiedemmo dove si trovava il castello a una signora che si gustava il mercato e lei, con la pietà mista a derisione nello sguardo, indirizzò molto lentamente il suo dito oltre le nostre spalle, per farci capire, spietata, che ci avevamo parcheggiato davanti.

Non saprò mai che accento avesse.




Nella prossima puntata, Orso allestisce lo stand e ne prende possesso, sobrio, divorando in un sol boccone il cartello col mio nome. Stay tuned!


martedì 10 maggio 2016

Una fresca mattinata di novità da... Incorniciare!


Era da poco spuntato il sole. 
Il padre dormiva ignaro e io silenziosamente preparavo la fuga. 
Sconsolata la triste prole scorreva la lunga lista di compiti da fare e io furtiva con un ghigno lasciavo la porta alle mie spalle...
Nel covo segreto, sabato mattina, io e altre cinque compari avevamo trame segrete da svelare e una missione da portare a termine. Senza di lei però non ce l'avremmo mai fatta e dunque l'avevamo invitata.  
Con quella certa ebrezza quasi dimenticata mi avviavo dunque all'appuntamento.


Nel fagotto soltanto un brandello di canapa antica con un ricamo troppo grande e un paio di merletti della bisnonna.
L'ospite era la mitica Laura della Veranda Creativa, ben nota a causa delle sue indisciplinate cornici, che non passano mai inosservate: ti ammiccano da lontano e ti scongiurano di avvicinarti per raccontarsi e ti esasperano finchè non le accontenti. Ogni pezzo ha la sua storia e ti tiene lì e mentre Laura non ti guarda tu devi sfiorarle per forza... Giusto per capire se si tratta di esseri inanimati.
Avevamo sei ricami da inquadrare, un paio di compari casinare da tenere buone, pericolosi arnesi da maneggiare e un edificio e un'ospite da salvaguardare. L'impresa si prefiggeva ardua.
Laura però aveva potenti strumenti di persuasione: simpatia, competenza, professionalità e tutto un set di idee, argomentazioni e chincaglierie da far zittire anche il branco più scalmanato.


Il nostro compito per casa era di arrivare con un ricamino già fatto, perchè dovevamo trasformarlo in un tableau con passanti o mollette, utile per appendere biglietti, foto eccetera... Ma certo! Ve ne avevo già postato uno tempo fa! Lo avevo comprato bell'e fatto e ricamato con una piccola rosa.
Ma questa volta avremmo dovuto farlo da sole!
Io, manco farlo apposta, avevo sbagliato tutto. Avevo fatto un ricamo troppo grande, così non ho potuto aggiungerci nè passante, nè mollette. Ma ho rubato l'arte spiando le altre e me la sono messa da parte. Così la prossima volta accantonerò le mie manie di grandezza e concluderò qualcosa. 
Vedeste che bellezza i lavori delle compari! Tutti diversi in tecnica e stile: dalle sfilature alle roselline e dal punto croce su lino alla tela aida. Ho osservato con adorazione l'evolversi della composizione, che ha incredibilmente stravolto l'aspetto del ricamo e su ciascun pezzo ho imparato qualcosa; non ultimo lo scoprire che ciascuno esprimesse il proprio carattere, nonostante le premesse comuni.
Dunque non solo tecnica, ma quel qualcosa in più che solo le occasioni e le persone speciali sanno regalare.
E vi saluto con l'invito di Laura a vivere secondo natura, che ribadisce infine lo squisito valore della nostra avventura...




mercoledì 27 aprile 2016

Coloris DMC


Dovrei accompagnare con la mimica l'avventura Coloris con la DMC. 
Le parole non bastano e ho fatto voto di non usare le faccine (anche se questo caso meriterebbe l'eccezione).
Insomma, vi lascio immaginare...
Supponete di aver ricevuto in dono una serie di nuove matassine sfumate e di esservi messe a trafficarci sopra producendo qualche ricamo. 
Immaginate di scoprire che le vostre foto sono piaciute alla DMC e che la mi-ti-ca vi chieda di poterle pubblicare sul blog di DMC Francia. 
Visualizzate il momento in cui vi chiedono di produrre alcuni articoli finalizzati alla pubblicazione di un libretto...


Capirete ora perchè i sali e una bottiglia di grappa non siano stati sufficienti a svegliarmi dal coma profondo in cui caddi quando svenni.
Tranquilla Nathalie! Mi sono ripresa presto! Anche per ringraziarti non ho parole!
In voi ho trovato efficienza, entusiasmo e dialogo: cosa chiedere di più?!
Certo l'evolversi del progetto non è stato tutto rose e fiori (eh, eh...). Ho avuto dei momenti di incertezza e l'esigenza di campionare più e più volte, ma l'avventura, oltre che incredibile, si è rivelata entusiasmante ed estremamente formativa, perchè ha cambiato il mio modo di approcciarmi al ricamo. 
L'obiettivo comprendeva la composizione di una serie di cuori rappresentanti le quattro stagioni e l'utilizzo di due o tre sfumature di Coloris per ciascuno. Una sfida avvincente e produttiva, che mi ha fatto apprezzare le potenzialità di questi filati e fatto riflettere su quanto un filato possa alterare le nostre scelte stilistiche. 
Mi sono trovata a mettere in pratica gli insegnamenti di Diane Lampe, impegnandomi a tradurre in punti semplici la complessità della natura. Imparare a vedere le specie stagionali attraverso i punti del ricamo.
Dunque è uscito questo snello ed elegante libretto, che offre disegni e spiegazioni per la realizzazione dei quattro cuori:
http://www.laboutiquedmc.com/book-coloris-cuori1535922-4693.html.
Passeggiando nel mio paese, mi sono scoperta nella vetrina della merceria del centro e questo è il chiaro segno che l'opuscolo ha cominciato a circolare anche in Italia.
Io, mentre aspettavo notizie, mi sono lanciata in qualche altro piccolo ricamo. Credo che i Coloris diano davvero il meglio di sè nei ricami lineari...


Questo e il successivo mostrano piccoli ricami per rapide federe. Ve ne parlerò con più calma in altro post.


Ancora grazie a Nathalie e alla DMC tutta!

lunedì 18 aprile 2016

Fili magici al Castello di Vinovo: questa volta non vado solo come visitatrice!


Fili Magici è uno dei pochi eventi fuori porta che io abbia frequentato con assiduità e a cui ripensi con sempre rinnovato affetto. Appartiene al mondo dorato dei miei primi approcci seri al ricamo e in particolare alla nascita di questo blog. 
Lì ho per la prima volta dato volto ad alcune amicizie on line e ho imparato a conoscere ricami che raramente arrivano dalle nostre parti. Ho sperimentato la magia di andare per mostre in realtà assaporando le tradizioni di un territorio. 
Comprai, ricordo, della canapa artigianale e ascoltai interessanti conferenze su lino, canapa e feltro. Avevo mollato i bambini alla nonna e il marito al Salone del Libro di Torino. Mi ero regalata una giornata... Per più di un'occasione!
Sull'onda di queste nostalgiche emozioni ho fatto la follia di iscrivermi come espositrice. Non so ancora bene con quale mezzo arriverò a destinazione, ma se mi organizzo bene riuscirò a far stare tutto sul trattorino giocattolo motorizzato di Alfredo e, partendo domani, arrivare puntuale all'apertura...


Nelle giornate di sabato e domenica, dalle 14:00 alle 16:00, condurrò dei minicorsi sul punto vapore, durante i quali si avvierà un sacchettino come quello proposto in foto. 
Per informazioni potete visitare il sito dell'Associazione il Quadrifoglio, oppure inviarmi una mail (elisabettaricami@gmail.com). 
Ma l'evento coinvolge personaggi molto più interessanti della sottoscritta, quindi consultate la locandina che posto più in giù e... Passate a salutarmi!




venerdì 15 aprile 2016

Ruba come un artista

Per questioni di serendipità, di recente andai a sbattere contro il massiccio muro dell'arte. Mentre sprofondavo nel suo vortice di fuoco, sbattei la testa, scrollandomi di dosso la morte cerebrale degli ultimi tempi e mandando infine in pezzi il raziocinio orgogliosamente curato sin dai tempi della scuola.
Il ricamo, poveraccio, è materia di nicchia e per controverse questioni storiche non ha mai acquisito dignità scolastica. Dunque viaggia come un clandestino nelle grandi navi della cultura, senza mai trovare la sua degna isola di approdo. E se ci aggiungi che non c'è più mercato, i problemi per il ricamatore sono seri.
Con l'arte invece sei in una botte di ferro. Succedono cose fantascientifiche quali trovare un titolo in biblioteca, tanto per fare un esempio. Col ricamo il libro te lo devi comprare e probabilmente lo leggerai in inglese, se sei fortunato. Più verosimilmente dovrai goderti i geroglifici giapponesi, le immagini dei lavori finiti e la tua beata frustrazione di avere tra le mani tutto e niente.
Invece con l'arte puoi permetterti di saltellare di blog in blog raccogliendo una lunga bibliografia da prenotare con un clic nel sistema interbibliotecario della tua provincia di fiducia.
Lasciandovi il dubbio del perchè, in occasione di tali rimbalzi annotai due titoli. Uno dei due libri era già tra le mie stimate conoscenze, ma è doveroso che io gli dedichi un post meno frettoloso. L'altro offre il titolo a questo post.
Più che un libro è un libbricino e più che un libbricino è una medicina per i momenti vacui. Si legge in una serata e sprigiona una piacevole energia. L'autore è Austin Kleon e il libro si intitola Ruba come un artista.
In parte mi ci sono ritrovata e in parte ho trovato ispirazione. Le citazioni sono divertenti e lo stile arguto. 
Ci sarebbero tante cose da dire, ma la Gabry sostiene che i miei post siano troppo lunghi e pallosi, quindi mi limito a spiegare che è un libro che parla alle menti delle ricamatrici, anche se non è un libro di ricamo. Parla all'uomo comune e non necessariamente all'artista. Spiega come e perchè è bene essere un po' artisti, qualsiasi cosa si faccia.
Se volete saperne di più, ecco la recensione che mi convinse a prenotarlo.
Spero che non si arrabbi Austin se gli rubo qui due delle sue schede. In fondo io le ho rubate a qualcuno che le ha già rubate a lui e probabilmente il furto andrà a suo vantaggio.
Tra le tante, ho scelto quella bella citazione in testa al post e la scheda sul furto delle idee qui alla fine... Chissà che non aiuti a mettere fine a diverse sterili discussioni che a volte leggo su Fb circa il copiare o non copiare.
Take it easy, con un po' di onestà intellettuale.



giovedì 24 marzo 2016

Un nuovo antidepressivo: i color palette generator


Oggi l'attenzione non va al ricamo, ma solo ai colori e al nuovo divertente giochetto che vi propongo. Inutile dire che non è una mia trovata. Già Trish Burr trattò in modo esauriente l'argomento con il suo Colour Confidence in Embroidery e altri post sul suo blog, in cui estrapolava una palette dai quadri pittorici dei grandi artisti. Nel suo libro infatti trovate delle palette cromatiche da lei utilizzate in precedenti lavori, pronte per essere sfruttate in qualunque ricamo, dal geometrico al punto croce e oltre. Mentre ho fatto largo uso delle sfumature della sezione precedente, non ho mai fatto riferimento a queste palette. Ma evidentemente quei rettangolini di colore diligentemente allineati avevano solo bisogno che un paio di ulteriori input mi facessero apprezzarne l'uso. Devo a Donatella e a Rosa l'evolversi di questo processo. La prima generò l'interruttore nel mio cervello girandomi un link, la seconda, a distanza di qualche mese, in occasione di un corso, lo accese, mostrandomi una splendida foto da cellulare salvata in Pinterest, spiegandomi che i PC possono generare la sintesi dei colori, costruendo una palette di riferimento.


Così, finalmente entusiasta della cosa, ho Googolato per qualche giorno trovando diversi siti che gratuitamente consentono di caricare un'immagine e svolgono il lavoro in automatico. Le parole chiave per studiarsi i link sono color palette generator, snap your colour e simili. Su Pinterest potete anche digitare Color therapy... Questo nome è tutto un programma: finirete per ammirare una serie incredibile di immagini che colorerà le vostre giornate. Ne ho già una cartella piena. 
Si perchè, benchè sia interessante trovare la palette di una propria immagine, è pur vero che le foto artistiche offrono quel qualcosa in più. Non so come funzionino gli accessi a Pinterest, ma se volete dare un'occhiata ai miei Pin, questa è la mia bacheca. La maggior parte delle immagini, comprese quelle che vedete fotografate sul ricamo più sopra, provengono dal sito design-seeds.com. Delizia per gli occhi e per lo spirito. Fateci un giro anche se non vi interessano le palette.
Ecco che cosa ho fatto io...
Ho stampato la foto con le peonie e mi sono ricavata i colori DMC, aiutandomi con la cartella colori e con la scatola dei miei filati. Ho scelto quali colori per quali fiori. Non essendocene abbastanza, mi sono chiesta come aggiungerne e ho scoperto che, cliccando su una delle tonalità, si può risalire a foto contenenti quella tonalità, più le altre del caso. E così sono risalita alla seconda foto, quella delle ortensie, utilizzando le tonalità accessorie (con gran banalità, lo ammetto), per le ortensie stesse.
Avrei potuto fare tutto da schermo, ma vi assicuro che l'inutile stampa della foto, da tenere nella scatola del ricamo, vi procurerà un tale piacere e una tale gioia sottile, da giustificare lo sforzo. Bellezza ispiratrice, illusione di professionalità? Non mi interessa. Ne stamperò ancora.
E se invece siete gran fotografi o trovate in giro una gran bella foto i cui colori vi paralizzano... Ecco il giochino che sta diventando il mio attuale antidepressivo: installate lo Snap it Button.
Avevo già il tast Pin di Pinterest sulla barra di ricerca, per salvare in automatico le foto (e i link!!) su Pinterest. Adesso ho anche lo Snap It Button (http://snapyourcolors.com/). Lo vedete di fianco al Pin: quello con la rotella colorata. 


In sostanza, mentre navigate in rete, cliccandolo, potete generare le palette di ogni immagine che vi appare sullo schermo.
Snappate in allegria e... Fatemi sapere!!


Aggiornamento a un'ora dalla scrittura di questo post. Non so se per coincidenza o su invito generato dal mio blog, la mia amica Bruna segnala questo link: https://color.adobe.com/it/create/image/.
E' ottimo perchè carica la foto in tempo da record e permette di scorrere sull'immagine per adeguare la palette alle proprie esigenze.
E' virale... fantastico!

martedì 8 marzo 2016

Il mitico e logoro pigiamino del papero



Come già vi dissi in occasione del ritratto di Alfredo, non tutte le foto si prestano al magico foto ritocco di Word. Mi ci è voluta dunque un po' di pazienza per trovare una foto adatta di Mario. La trovai, in realtà, a ridosso della fine di detto ritratto e la incartellai per un futuro incerto. Per diverso tempo mi dedicai a tutt'altro e impegnai il telaio per il lavoro copiato da Hazel.
Un giorno, stirando, decisi che il mitico pigiamino del papero (così detto a causa di un discutibile papero Trudy stampigliato sulla pancia) fosse giunto al capolinea. Poveraccio, tutto logoro! Era stato regalato ad Anita, ma il suo arancio brillante aveva protetto le morbide cicce di Mario e Alfredo con dignità, nonostante quegli accenni di rosa sui polsini, il collo e le caviglie.
Non ce la facevo proprio a buttarlo via: lo gettai in cima al mucchio dei nostalgici indumenti da riutilizzare probabilmente mai in qualche nessun lavoro.
Terminato l'Hazel decisi che era ora di tornare ai ritratti.
A proposito di ritratti (ma di artisti veri!), vi suggerisco di fare un salto sul sito di Sue Stone. Si sta concludendo adesso una sua mostra, con 63 ritratti, uno per ciascuno dei suoi anni... Se solo fossimo un po', almeno un po'... British!

Mario prima e dopo la cura
Con sorpresa notai, riaprendo la cartella del futuro incerto, che quel Mario di tanti anni fa, che ancora adesso fa il broncio quando lo fotografo, indossava proprio il mitico logoro pigiamino del papero!

Mario ricamato

Dal mucchio prontamente feci riemergere il papero e lo feci a brandelli, con l'idea di creare delle applicazioni morbide (a dritto, questa volta!), con pieghe ottenute aprendo i pezzi come fanno per le pence i modellisti.


Tratti lineari a punto indietro spezzato a un filo di mulinè. Capelli a punto pittura (più che altro a punti lanciati senza tanta scienza) a due fili.


Vi confesso che non mi soddisfa del tutto: il jersey è troppo pesante per le ridotte dimensioni del ritratto e le linee di demarcazione sono leggibili solo da vicino. Ma è così strano, per me, riuscire a rendere riconoscibile un volto con il ricamo, che... Al diavolo le applicazioni!
Ora tocca ad Anita e credo che sarà del tutto ricamata.



mercoledì 2 marzo 2016

Vita Slow


Soggetto ricamato seguendo un progetto di Hazel Blomkamp,
contenuto nel libro Crewel Intentions.
Ho modificato leggermente il disegno e variato i colori.
L'editoriale di Embroidery di questo mese introduce ai suoi articoli evocando lo Slow Movement.
Conoscevo lo Slow Food, nato come reazione ai Fast Food, ma... Come dire... Non so come potrebbe sopravvivere la mia famiglia senza un pellegrinaggio bisettimanale al Pipe Donald, perciò... Ho sempre censurato l'argomento.
Mossa dalla intuitiva attinenza con le faccende di ricamo, ho fatto comunque una pigra googolata su siti indigeni, colmando qualche lacuna storica e approdando alla lettura della filosofia slow
Mentre leggevo mi sono trovata, preoccupata e un po' delusa, a non trovare niente di particolarmente illuminante. Se fossi stata più giovane avrei sbuffato scocciata e avrei liquidato l'argomento con una scrollata di spalle, ma la mia veneranda età mi impone di prendere atto che, se qualcosa esiste, una ragione ci dovrà pur essere. Insomma ho speso qualche giorno in meditazione per scoprire che probabilmente la mia vita è... Ter-ri-bil-men-te slow.
Ovvio dunque non sorprendersi.


Se sei a casa con dei bambini, non puoi che seguire il ritmo di Madre Natura. E' vero che la vita moderna è piena di orari da rispettare e assurdamente complicata da impegni inutili, ma... Se anche sei in ritardo e devi vestire un bambino sotto i cinque anni, non puoi accelerare troppo i movimenti, perchè dovrai assecondare il suo braccino che si alza con un eterno movimento, mentre per forza ti deve raccontare che non può uscire senza la macchinina rossa (e cerca di gesticolare con assoluta lentezza con quello stesso braccino per farti afferrare bene il concetto) e poi attendere esasperata che alzi una gamba, facendo un rapido calcolo, sconsolata, che di gambe ne ha due e che non gli hai ancora infilato le scarpe. Per esperienza personale posso assicurarvi che trasformarsi nella sorella cattiva di Hulk non accelera i suoi movimenti.
Quindi abbiamo ansia, stress... Frustrazione? Vabbè, ma tutto tre-men-da-men-te slooow. Keep calm, arriverai in ritardo!
Quando non sto con i bambini, che faccio? Qualche spesa o commissione fast (ok), lavori di casa un po' troppo fast (va bene) e poi? Si, certo, diverse attività frenetiche da gestire contemporaneamente, come capita a tutte le donne con una casa o una famiglia da gestire. Tipica attività fast prettamente femminile, che stressa fisicamente e psicologicamente, ma che in fondo si limita a poche ore nella giornata.
E poi?
Ricamo.
Ricamo parecchio.
Slow, sloow, sloooow, slooooow...


D'accordo! Se ricami su commissione lo stress può essere alto, soprattutto se la scadenza è domani e ancora stai sfilando l'orlo... Farai nottata e ti roderai il fegato, ma... Non c'è niente da fare: la tua velocità di crociera non la puoi aumentare. Che tu sia rilassato o stressato, che tu abbia un giorno o un anno, solitamente il tuo tempo medio è quello. Anzi... Si sbaglia di più all'accelerare dei movimenti, quindi il vantaggio è nullo.
Abbiamo dunque ansia, stress... Frustrazione? Eh, già... Ma tutto i-ne-so-ra-bil-men-te slooow.
Non pigro o comodo, ma slow. Uno snervante slow.
La percezione dello scorrere del tempo, però, è tris-te-men-te fast.
E l'eternità della vita slow, contro lo schizzare fast del tempo, è sconcertante.
Mi aveva convinto un articolo che cercava di spiegare il motivo per cui in età adulta il tempo sembra scorrere più rapidamente: in sostanza attribuiva la causa al ridursi dell'effetto novità. Bisognerebbe riempire le proprie giornate di eccitazione infantile.
E io per trovarmi uno svago...


Ho riletto quello che scrissi riguardo al ricamo mostrato in questo post e ora infine tardivamente finito. Un piacere minuzioso da regalarsi... In vacanza da me stessa... In sostanza un lavoro più lento del solito... Forse per ritrovare il sapore calmante del ricamo, dilatando la percezione del tempo?
Come è sottilmente perversa la natura umana!
Dunque? Ogni tanto, anzichè ricamare, dovrei probabilmente andare a fare una bella corsa... Veloce, veloce:  fast. Sicuramente sarebbe così noioso da trasformare cinque minuti in due ore percepite. A meno che non mi prendesse un colpo, visto lo scarso allenamento, ne guadagnerebbe anche la salute, quindi vivrei di più.
E invece probabilmente mi darò ad un altro estenuante Hazel Blomkamp. O a qualcosa di simile.
Sapete che Hazel ha condotto e condurrà anche un corso in un viaggio organizzato sul Fiume Mekong?! Questa di sicuro sarebbe una eccezionale esperienza slow per ringiovanire fisico e mente! 
Ad ogni buon conto, mi piacerebbe davvero sentire il parere di qualche donna fast e del suo rapporto con il ricamo, di per sè semplicemente slow.