domenica 21 dicembre 2014

Quel che resta del 2014


Dicembre e il Natale: tempo di chiusura dei conti dell'anno passato e presumibilmente di rinascita dello spirito. Quanto tempo la chiusura dei conti lasci alla rinascita dello spirito, ogni anno è in calo. E dicembre quest'anno è iniziato a settembre: ho lavorato e lavorato in silenzio, ma la mente era troppo affaticata per cercare parole da scrivere e per rielaborare immagini.
Poi si è addizionato un recente blocco psicologico, che mi attanaglia da quando, sempre meravigliata, grata e colma di felicità, vedo i vostri numerosi commenti: non riesco più a fare un post piccolino, presentando un unico semplice lavoro, perchè vi immagino a digitare il commento e mi sembra sprecato per così poco e allora cerco di accumulare immagini e link e concetti, per giustificare il vostro disturbo. Se al commento qualcuno riterrà opportuno aggiungere il recapito di un buon analista, prenderò in considerazione la terapia...


Ma veniamo a noi! L'iniziale che vi propongo è una sperimentazione in azzurro: salvo qualche piccola aggiunta (girasole e ortensie sulla voluta inferiore sinistra), ho mantenuto i soliti fiori delle mie iniziali, sostituendo i colori realistici con varianti di colore blu chiaro e azzurro, lasciando però inalterato il colore originale di steli e foglie. Se vi piace e vorrete provare un lavoro simile, aggiungo il seguente suggerimento: ricamate il vostro soggetto su stoffa bianca. La mia A campeggia su uno sfondo ecrù che contiene una certa percentuale di giallo (la foto è risultata schiarita e questo dettaglio non si apprezza). L'effetto che ne risulta è un insieme di colori freddi, che lasciano una punta di insoddisfazione. Avevo realizzato con questa A un piccolo cuscino semplice, ma probabilmente rielaborerò l'oggetto, affiancandogli stoffe a contrasto, per dargli un po' di vita e rendergli giustizia. Probabilmente lo sfondo bianco avrebbe limitato l'effetto. Ancora meglio sarebbe stato sostituire le parti verdi, forse con dei blu.



Qui un cartiglio che circonda un nome, rinnovato dalla compresenza delle roselline con altri fiori, sempre in variante azzurra, mentre più sotto la sperimentazione non riguarda i colori, bensì la forma delle iniziali. Perchè il Rouyer è bello e io lo adoro, ma se dovete fare un asciugamano, l'ingombro del Rouyer è tale che due iniziali affiancate uscirebbero dalla piega centrale dell'asciugamano stesso. Dunque dovevo trovare un alfabeto alto e stretto, che avesse comunque delle parti grasocce in cui inserire i fiori.


Mi sono infine trovata a rielaborare alcune lettere di un libro molto bello, che trovai suggerito nel blog di Giovanna e Maria Rosaria (il mitico tuttoricamo). Sul loro blog troverete il link al detto libro: A handbook of lettering for stitchers, di Elsie Svennas. Più che per le lettere fiorite, è adattissimo al punto erba a spessori variabili e al punto pieno, oppure a mille altri divertenti e creativi utilizzi.

Cambiando decisamente argomento, vi racconto di come dovetti violare la mia diffidenza verso il cucito creativo (dovuta esclusivamente al fatto che ogni volta che mi ci provo ne escono mostruose mostruosità), quando la ex maestra d'asilo di Mario mi chiese di realizzarle due coniglietti in altalena... Nessun problema! Mentii a lei e a me stessa.


Per due notti vennero a tormentare i miei sogni quei pupazzi grassottelli dalla mirabile esecuzione, crudelmente corredati di graziosi dettagli e perfette curve imbottite, oppure imbellettati con artistici tocchi di pennello... Ridevano soavi dei mie mostri di ovatta pieni di rughe laddove avrebbe dovuto trovarsi una morbida curva rotonda (quando finalmente avrò capito la faccenda dei taglietti nelle curve e riuscire a metter in pratica l'arcano,.. Solo allora potrò morire felice).
Fatto sta che ormai ero in ballo e dovevo ballare. Magico Web! Se non ci fossi tu... Gira che ti rigira, scarta che ti riscarta, ecco apparire, al suono di una sinfonia silenziosa ai più, ma tonante nella mia testa... I CONIGLIETTI BOWLING!!! Andate, voi che come me prendete a pugni esasperate la macchina da cucire! Intascate questo link per l'occorrenza!

Ma, visto che il Natale si avvicina inesorabilmente, vi lascio con un altro interessante collegamento, utile probabilmente per l'anno prossimo, perchè ormai, destreggiandovi tra pranzi di Natale, ultimi regali, bambini in preda alla frenesia delle feste e amici a cui regalare gli auguri, non troverete tempo (oppure, come me, coglierete l'occasione per non trovare il tempo) di prendere in mano la macchina da cucire. Insomma ecco un bel tutorial per simpatiche calze di Natale elfiche, tintinnanti festose al suon di innumerevoli campanellini: Elf stocking di Patty Young.


Avrete tutto il 2015, se vorrete, di aggiungere un ricamuccio nella balza della calza, come feci per Giuseppe.
E il mio augurio di Natale, che stringo al tema di questo blog, perchè altrimenti non basterebbero poche righe, è che nel corso del nuovo anno tutte voi riusciate a ritagliarvi il vostro piccolo o vasto angolo di mondo creativo e che questo vi dia soddisfazione, stimolo a migliorare e ad allargare i vostri orizzonti, possibilmente condividendo le vostre scoperte e il vostro entusiasmo con gli altri, perchè lo scambio è ulteriore fonte di ispirazione. Sull'ispirazione stiamo lavorando con l'Associazione Fili tra le mani, un luogo in cui l'incontro è lo scambio sono diventati realtà e che incide davvero positivamente nel mio personale bilancio di fine anno.
E se, con le mie proposte (e quelle che l'associazione si accinge a postare sul proprio blog) saremo riuscite a contribuire all'arricchimento del vostro angolo... Beh! Che onore e quale soddisfazione!
Fatto! Ora nasconderò la mia commozione in un convenzionale Buon Natale e Felice anno nuovo!, condito da un caloroso abbraccio!
Elisabetta



sabato 8 novembre 2014

M di... Mario!


Tutto è partito dallo studio dei libri di Trish Burr, che non finirò mai di ringraziare per il Colour confidence in embroidery. Visto che non posso farlo di persona, il mio tributo è di farle una pubblicità sfegatata. 
Ho seguito passo passo le istruzioni per costruire una palette cromatica con continuità di sfumature a partire da una foto di riferimento. Ne ho stampata una tanto per provare, acchiappando una splendida foto di un gruppo di fiori di Nontiscordardime, scovata durante una scorribanda su Google immagini. Da cosa nasce cosa e per colpa della mia ristrettezza mentale che vede solo monogrammi e iniziali, ho finito per scorporare i fiori e posizionarli su una M Rouyer... Tanto per cambiare!!


Ho sperimentato anche il telaio Q-snap (quello usato nel patchwork), appoggiato su due stecche di legno. Mi ha tenuto bene la tensione, è facile da regolare e non mi ha deformato la stoffa. Però non lo vedo usare in giro e di solito un motivo c'è... Quando ho smontato la stoffa ho visto un'increspatura soltanto tra gli incroci delle braccia della M, ma potrebbe derivare dall'aver tirato troppo i punti.
Avevo scelto di ricamare una M pensando al nome del marito, soprattutto visto che casualmente avevo stampato la foto del Nontiscordardime e mi sembrava utile il lancio di un messaggio subliminale... Quando glielo dissi quasi si offese e allora, visto che Mario quatto quatto e tenerone si era avvicinato al telaio mentre ricamavo e, dopo avermi detto con la vocetta da topino che era bellissimo, mi aveva chiesto per chi era, non esitai dicendo che era la m di Mario fatta dalla Mummy e che l'asciugamano era per lui!


mercoledì 22 ottobre 2014

Souvenir di Siena - La libreria Piccolomini


Sofferta e combattuta, la S con i suoi fronzoli è arrivata, forse, alla fine.
I colori mi hanno esaurita. Ce n'erano troppi da far entrare in sintonia. E adesso ho bisogno di lasciarla riposare per un po' senza guardarla.
Non mi sono inventata l'esuberanza delle sfumature: potreste percepirne l'ebrezza entrando nella Libreria Piccolomini, a cui si accede dalla navata laterale sinistra del Duomo di Siena. Gli affreschi del Pinturicchio sulla volta e sui muri e i pavimenti a contrasto riempono gli occhi e, addossate alle pareti, grosse vetrine custodiscono vecchi manoscritti gregoriani concepiti per esseri giganteschi.

www.operaduomo.siena.it
E le illuminate... Meravigliose! Pochi passi e già il marito mi canzonava scimmiottando un Huuh, sai che bei ricametti che ci potresti faareee... Avrei voluto fare la superiore dicendo che non ci pensavo proprio e che non capiva niente, ma ho finito per scattare qualche foto, di nascosto e rigorosamente senza flash.
Il dettaglio che mi ero portata a casa raffigurava il fiore stile Jacobean che ho inserito nel mio disegno sulla testa della S.
La foto però mi ha teso una trappola: sono partita a ricamare la parte ispirata ai dipinti delle illuminate proprio dal fiore, rispettando il colore della mia foto, a dir poco orrenda, per quell'inutile nostalgica faccenda della memoria.


Poi sono passata alle foglie della coda della S, cercando di copiare i colori da un libretto acquistato in Duomo e intitolato Miniature dei corali per il Duomo di Siena (Enzo Carli). Per accorgermi poi che in effetti il fiorellone sarebbe stato più bello in versione amaranto anzichè magenta-rosa.


E quel giallo avrebbe bisogno di un contornino arancio?! E gli ori?! Tremendi ori! E tremendo il filo metallico, Diamant o vecchio metallico che sia. Ce ne vorrebbe uno sottilissimo e maneggevole!


Io ho usato una seta floscia della zia d'Arezzo e il metallico DMC. Non potete sapere quante volte ho fatto e disfatto i nodini. Giusto stamattina ho definitivamente annientato quelli intorno al fiorellino giallo, che era anche sfumato di arancio e adesso è solo giallo.


Tra le diverse faccende di riordino ho anche dato una lucidata al pavimento con una seta Au ver a soje panna.


E...sì!
Ho aggiunto la foglia stumpork per stupire con effetti speciali! L'ho finita ieri sera ed ero felicissima, perchè mi era venuta proprio benino. Ma quando l'ho appiccicata oggi, il mio entusiasmo si è smorzato, perchè mira e rimira, la solita vocina antipatica mi sussurrava che forse non l'avrei dovuta fare verde.


Fortuna che almeno del mio ricciolino arancio vado orgogliosa!

Ebbene la storia giunge alla fine, a meno che non mi prenda la follia di disfare e rifare qualcosa. In ogni caso aspetto a smontare il lavoro dal telaio e lo lascio in posizione verticale per un cambio di prospettiva.
Mi auguro che il passo-passo sia servito, in qualche strano modo! L'insegnamento che traggo io è che, per quanto sia divertente lasciarsi andare all'improvvisazione, forse un po' più di progettualità mi avrebbe reso la strada meno impervia e probabilmente il risultato più soddisfacente. Ma è pur vero che sbagliando s'impara. E siccome ho tanto sbagliato,.. La mia S di Siena mi ha fatto tanto imparare!



venerdì 10 ottobre 2014

I telai di Elvira



Elvira lavorava la rete a filet (mòdano) e la ricamava. Realizzava piccoli bordi, bordi per asciugamani, centri, inserti per tende, ma anche copriletti singoli e matrimoniali, interamente a rete. Tanto più era grande la rete, quanto più grandi erano i telai necessari alla messa in tensione della preziosa pezza. Non riesco a quantificare le ore di lavoro, ma posso immaginare lo scorrere delle stagioni, le ore di quiete, magari accompagnate da inquetudini, serena gioia, speranze e delusioni: in sostanza il riassunto di una vita, intessuto in un segreto codice di nodi tirati nella maglia della rete.
Ho ricevuto in dono i telai di Elvira...
Voglio rendervi partecipi del mio imbarazzo, dell'orgoglio e del piacere provati al ricevimento del dono. 
Mi prendono in giro perchè quando giro per i mercatini dell'antiquariato cerco oggetti che abbiano un'anima... Beh! I telai di Elvira ce l'hanno eccome! E, oltre le barriere della fisicità, mi sento unita a lei.
Mi sono impegnata a fare buon uso dei telai e questo per il momento si è concretizzato in occasione della Festa delle Associazioni di San Bonifacio, in cui Fili tra le mani ha esposto i suoi lavori. Abbiamo aderito alla Rua delle Associazioni: in sostanza, con il duplice intento di divertire il pubblico e spronare l'incontro con le associazioni, ciascuna associazione doveva proporre un gioco, vidimando, quando concluso, una tessera. I tesserati, a fine giornata e dopo aver superato diverse prove, avrebbero ottenuto un premio.


Ebbene, noi abbiamo montato uno dei telai di Elvira, ci abbiamo teso una tela di cotone e vi abbiamo appuntato sopra due labirinti stampati su stoffa. La prova consisteva nel riuscire a ricamare a telaio un tratto del percorso, almeno per 10 punti, vabbè 5, vabbè 3...  
Non è certo la riuscita del gioco ad avermi indotta ad usare i telai, quanto piuttosto la loro presenza fisica, che ha incuriosito, ha suscitato domande, risposte, racconti del passato e memoria del loro uso.
Di fatto ha avuto un gran successo: si sono messi alla prova uomini, donne, bambini di diversa età. Si sono sfidati a duello coppie di madri e figlio/a, fidanzati e amici. 
Nella foto più sopra vedete Anita, che, instancabile, ha lavorato per diverso tempo, bisbigliandomi all'orecchio che stava lì a farci pubblicità e che funzionava, visto quante persone si fermavano!




E alla fine della giornata, al calar del buio, il labirinto del pavimento della Cattedrale di Chartres (annata dei pavimenti?!!) e quello del Minotauro, del sito archeologico di Bedriacum, erano entrambi a buon punto. 


Ma l'opera non si è conclusa soltanto con due labirinti... 


Pitture rupestri a parte, notate per favore il tris ad ago: superlativo!!


sabato 27 settembre 2014

Souvenir di Siena - I marmi bianco-verdi


Dal pavimento alla struttura portante, con la S ricamata a bande bianco-verde per evocare le colonne, i tramezzi, il campanile e le pareti laterali del Duomo.
Per rubare al Web un'immagine da mostrare, sono incappata in una galleria di foto mozzafiato dell'Unità, da ammirare estasiati, per convincervi definitivamente a organizzare il viaggio. 

www.unita.it
Non è incredibile?!
E adesso che guardo bene bene, mi viene il rammarico di non aver sollevato lo sguardo alla volta stellata, schiacciata dal peso di Alfredo sul groppone...


Il mio verde è troppo verde, lo so. Ma nella scelta dei filati mi sono lasciata sedurre dalla brillantezza di due sete ereditate dalla zia d'Arezzo, forse troppo corpose (calibro superiore al perlè n°8) e difficili da far stare al loro posto, ma indiscutibilmente fascinose, anche solo per il fatto di essere avvolte in un rocchetto di legno contrassegnato da una misteriosa etichetta strappata. Siccome io di sete me ne intendo meno di niente, per non voler fare brutte figure e sospettando fosse un filato sintetico (...), mi sono data alle fiamme con un pezzo di filo. Non ho preso fuoco, quindi arguisco (?!) essere di pura seta.
Fatto sta che ho preferito metterci un pezzo della zia Bianca, piuttosto che rispettare il vero colore dei marmi. La stessa zia che mi regalò il giornale di Adele della Porta sull'Assisi... Ma allora non potevo dire grazie con lo stesso brillio negli occhi che avrei oggi. Che peccato.
Ho ricamato gran parte della S sotto gli occhi di un fiume di persone che guardavano e non guardavano, alla Festa dell'uva di Soave di domenica scorsa, ospite di uno stand di Patrizia, per promuovere i miei corsi. La Proloco ci ha costrette ad indossare abiti di campagna e che figurone con il gonnellone e il fazzoletto in testa!... Suvvia smettetela di ridere e ascoltate! Io ero a telaio, Patrizia sferruzzava. Al mattino si sono fermati incuriositi solo uomini (Eeeeeeeeh giaaaa!! Incarnavamo il modello femminile o chissà che indicibile altro?!). Al pomeriggio ho osservato divertita, in signore di una certa età, una reazione di disgusto, accompagnata dalle parole... Mama mia, me vien in mente quando lo fasèa mi dalle suore
Mi hanno intristito, invece, tante, troppe signore, che si avvicinavano a raccontarmi cosa sapevano fare anche loro e perchè che da anni, per via della vista, avevano smesso. E lo dicevano con una certa commozione e con gli occhi lucidi.


Filato bestiale, imbottitura bestiale: dai 5 ai 15 capi di cotone lanato (!). Questo tipo di imbottitura, il filato e il telaio sono un po' una novità per me e quindi gli spessori viaggiano un po' come vogliono, ma la serpenteggiante S è completata e adesso passo al fiore sulla sinistra, che morivo dalla voglia di cominciare. 
Evito il triste racconto della seta grigia sul pavimento, perchè sarebbe troppo doloroso per me. Esco dall'esperienza con due saggi consigli e una morale:
Consiglio 1- Se provi a ricamare a punto stuoia con un colore che non ti convince, ricama tre punti e poi ascolta la vocina interiore che ti dice che quel colore proprio non ci sta e disfa i tre punti.
Consiglio 2- Se hai ricamato i tre punti e decidi di non ascoltare la vocina che ti dà saggi consigli, probabilmente per la pigrizia di disfare quei tre punti, forzati ad ascoltarla lo stesso.
Morale - Disfare il punto stuoia su tutta la E, fa dire le parolacce.



mercoledì 24 settembre 2014


Forse ricorderete le irriducibili del ricamo, che affrontavano il freddo e il gelo per raggiungere il luogo del ritrovo del primo mercoledì del mese...
Sono passati quasi due anni e silenziosamente (per modo di dire, vero ragazze?!) il motore della passione ha fatto fiorire amicizie e idee, prodotti di ago e filo e iniziative.
In quattro e quattro otto ci siamo costituite Associazione, recandoci all'Agenzia delle Entrate a farci timbrare un po' dappertutto e produrre i sacrosanti documenti (che faticaccia!!). 
E' ufficialmente nata in una fredda mattinata di gennaio e siccome domenica prossima faremo il nostro primo debutto in società presso uno stand della Festa delle Associazioni di San Bonifacio (VR), colgo l'occasione per presentare al Web l'Associazione Fili tra le mani, associazione culturale senza fini di lucro, che promuove la condivisione dei saperi e la partecipazione attiva di tutti i soci. E' vero che si è dovuto costituire uno spietato e simpatico direttivo per tenere a bada il branco di scalmanate, ma l'occasione di ritrovo non è la frequenza ad un corso (non confondete dunque i miei corsi presso l'Associazione Fantasiarte, perchè sono un'altra cosa), ma luogo di incontro, condivisione, ispirazione.
Vi invito dunque, se siete in zona e tempo permettendo (in caso di pioggia l'evento sarà annullato), a venirci a trovare allo stand, nei pressi di Piazza Costituzione, dalle 15 alle 18:30 circa.
Vi invito anche a fare un salto sul blog dell'Associazione Fili tra le mani, perchè già compare un'anticipazione del nostro primo lavoro collettivo, girato di mano in mano e intessuto di storie diverse, lavorato con mutevoli stati d'animo, sballottato avanti e indietro per almeno due provincie... Perchè le irriducibili si fanno anche 25 chilometri per incontrarsi... Incredibile! Bellissimo.


giovedì 18 settembre 2014

Souvenir del duomo di Siena - Il pavimento


Ci sono dei luoghi in Italia che dovrebbero essere visitati obbligatoriamente da tutte le classi della scuola pubblica e trovo che tale mancanza sia un crimine, anche se i costi purtroppo sono quelli che sono. Ai vertici della mia selezione (frutto del mio esiguo girovagare) ci stanno Pompei e i mosaici di Ravenna. Da quest'estate entra nella top ten anche il Duomo di Siena. Lo avevo sicuramente già visto, perchè nella mia memoria già c'era Piazza del campo, ma l'età forse era ingrata e l'ho ammirato con gli occhi della prima volta.
Non sto a descrivere l'esuberanza di forme, colori e bagliori, perchè non ne sarei capace e perchè esaurirei lo spazio concesso ai blogger. Dico soltanto che lo stupore fu tale che al mio ritorno mi sgorgò un disegno rielaborato con le poche foto fatte e con quelle di due libercoli acquistati alla bottega dei souvenir. 
Aspetto a spiegare i riferimenti del disegno, concentrandomi solo sulla prima parte ricamata, dedicata al pavimento del duomo. Ho sempre postato le foto dei lavori finiti, ma adesso mi lancio in un Work in progress. Dovesse venire una schifezza..., Beh, forse sarà utile lo stesso.
Da quello che ho capito (perchè ho fatto la visita al Duomo coll'Alfredone in collo e un lieve capogiro) il pavimento di solito è coperto per evitarne l'usura. Siamo dunque incappati nel bel mezzo di un evento intitolato Divina bellezza, grazie al quale i mosaici, che non sono tutti mosaici, ma puzzle di marmi intagliati, possono essere ammirati in tutto il loro abbagliante splendore.
Dall'alto della mai ignoranza, li ho analizzati con l'occhio della ladra di immagini e mi sono portata a casa due dettagli per i più insignificanti...


Una fronda con un nido contenente tre uccellini e un dettaglio di una bordura perchè mi sembrava gradevole ad uso simil ars bizantina.


Quello che ne è uscito è un cerchio con fregi, contenente l'iniziale E. Secondo Anita sembra una moneta da 1 Euro, secondo altri un disco in vinile... Pazienza. Ho cominciato proprio da questo elemento perchè era quello che mi faceva più paura, visto che era ben prevedibile un cerchio distorto a punto stuoia. Pensa e ripensa, ho adottato la seguente soluzione...


Per ottenere un cerchio perfetto ho eseguito cioè una traccia a punto indietro spezzato (lo split stitch di Trish Burr) seguendo la forma di riferimento. Mentre ricamavo a punto stuoia ho realizzato troppo tardi che il bagliore del marmo si sarebbe potuto riprodurre con dei filati di seta. Forse ci aggiungerò del grigio di seta, ma, anche per ragioni tecniche, mi ci proverò solo dopo essermi dedicata alla S, che rimando... Alla prossima puntata!






lunedì 15 settembre 2014

Sarà nata Zoe?!


Un lenzuolino per Zoe e la copertina con iniziale a fiorelletti. Mancano le finiture perchè non spettava a me, ma mi diverto a immaginare la piccoletta sprofondata sognante tra i lini. 


Un'altra letterona si aggiunge all'alfabeto Rouyer, con la variante della magnolia (hai visto Claudia che ti ho rubato infine l'idea?!).


Per la scritta Zoe ancora punto erba a spessori variabili e, tra le rose, un po' di mezzo giliuccio...




giovedì 11 settembre 2014

Il punto erba a spessori variabili


Non so se si chiami davvero così, perchè l'ho sempre e solo sentito liquidato come punto erba, ma di fatto è un punto erba a spessori variabili
Comunque si chiami, è un gran casino. Lo trovo tutt'ora più difficile della copertura del punto pieno.
Il problema sta nel fatto che i punti devono viaggiare inclinati, ma la mano (forse solo la mia?) tende a portarli perpendicolari all'asse della curva, e infatti la A di Alfredo è sbagliata e la foto enfatizza crudelmente l'errore. 
Le scritte sono particolarmente rognose perchè le letterine rotolano di continuo e ti trovi a dover ogni volta cambiare direzione e importi pericolose inversioni a U.


Credevo di essere riuscita a darmi una regola per trattare ogni caso, ma sono caduta nuovamente nel dilemma filo esterno/filo interno: conto di venirne a capo.... Prima o poi.


Per le due scritte ho creato dei Frankestein: con Alfredo ho collegato la maiuscola del font Birds of Paradise (bellissime maiuscole, orrende minuscole) al corpo Brush script; con Federica la maiuscola è del Renaissance e il corpo è Abbeyline.


E nonostante il dilemma del punto erba, Alfredo ha iniziato l'asilo e non ci siamo fatti mancare le tradizionali scene strappalacrime dell'inserimento. E' a tutti gli effetti un gufetto rosso (anche se lui preferisce darsi del gufetto reale), con la mitica maestra Paola. Siccome però, da quando ha guidato il pedalò al mare, si sente soprattutto un bagnino, ho dovuto mettere insieme le due anime in uno schizofrenico sacchetto col gufetto bagnino rosso sul mare in tempesta: solo per miracolo siamo riusciti ad affittare il pedalò, a causa del mare grosso. 


Ogni mattina andava in spiaggia a fare gli occhi dolci alle barche e ci chiedeva speranzoso di poter prendere la barca del bagnino, ma la bandierina rossa sventolava inesorabile... Fino a che...


E mentre lui faticava al timone, gli altri due impunemente approfittavano della situazione...


Con nostalgia riguardo le foto del mare e attendo la grande festa del 15 settembre, quando TUTTI E TRE saranno finalmente a scuola!!
 Madre degenere, ma in... Feeeestaaaaa!!!