martedì 19 ottobre 2021

Stand 857 - Un respiro, nonostante la mascherina

 


Abbiamo infine respirato. 

Nonostante la mascherina, nonostante i regolamenti. 

Io avevo una capienza di due persone allo stand... Peccato, non aver fotografato il cartello! Potevamo starci in due, una coi capelli lunghi, una coi capelli corti e il ciuffo di traverso. Non ci siamo chiesti perché e non abbiamo protestato con gli organizzatori, visto che eravamo sempre combinate giuste.

Come ogni fiera, ho passato tre giorni a lamentarmi di quanto fosse faticoso e insensato, assicurando a tutti che sarebbe stata l'ultima fiera e che nessuno mi avrebbe mai visto più in giro per anni, e l'ultimo giorno a piangere perché l'indomani non ci saremmo più riviste.

E' finita la gita, ha sentenziato la Rossella.

E adesso che è finita la gita, io tiro le somme (dopo aver tirato il collo ai ragazzi, per lo stato in cui mi hanno lasciato casa).

Abbiamo respirato una deliziosa aria di ripresa, un entusiasmo che non ricordavo, la voglia di comunicare. 

Ho collezionato storie, ho visto gli occhi brillare. In fondo potevamo solo comunicare con gli occhi, ma ho scoperto che bastano.

Le storie che ho collezionato mica sono tutte belle... Sono anzi tutte storte e hanno quella stortura di questi due anni e sono sgorgate sulle pieghe delle lettere del mare distese sul tavolone centrale. Dentro c'erano anche le mie. 

E quella che era una vibrazione sottile, in questi padiglioni, in questi giorni, si è trasformata in un'onda, amplificata, e le storie, intrecciandosi, hanno trovato comunione d'intesa, leggerezza nella consapevolezza. 

Qui non si fuggiva: si elaborava. 

Inverno non farci scherzi, ti prego!

Ho portato con me il pescatore, ma al terzo giorno, poiché in costante stato di ebbrezza e incapace di reggersi in piedi, gli ho fatto fare un volo in borsa.

Giovedì avevo con me anche La Vale e la Cesarina. Mi rendo conto adesso che avrei dovuto fare uno special guest post, ma ero troppo fusa. Ringrazio le due socie per il servizio ristorazione, il supporto emotivo, il depistaggio del pubblico (la Vale ha tentato di spacciarsi per me medesima, ma è capitolata sul numero di fili del palestrina, soprattutto quando ha esclamato... Quale palestrina?!).

Sabato avevo con me madre...

Alle 10:00 l'ho spedita a frequentare tutti i corsi reperibili nel padiglione 2 (il più lontano), dopo averla sorpresa a picchiare un paio di passanti che avevano dichiarato di non essere interessati ai miei ricami.


Vado a piangere ancora un po' sulla fiera finita, e poi riprendo a percorrere la mia strada. 

Sento sul collo il respiro della Patrizia... 



lunedì 27 settembre 2021

Stand 857. Abilmente Vicenza, 14/17 ottobre 2021


Oggi ho siglato la partecipazione ad Abilmente Vicenza e sarò allo stand 857 del padiglione 7, dal 14 al 17 ottobre 2021.

Ho saltato l'edizione del 2020 e ancora ne curo le cicatrici: ho vissuto un anno senza sapere se quella rotonda a metà strada è ancora in cantiere, dopo 7 anni di fiere. Dovessi scoprire che è stata completata proprio nell'anno della mia assenza, potrei non superare il trauma.

Mi hanno chiesto qualche riga di presentazione per il sito di Abilmente Vicenza e mi accorgo di essere stata un pochino vaga... Scusate, ma davvero sono in cerca della mia strada (come la rotonda, del resto) e ogni tanto perdo il mio proverbiale senso pratico (che qui mi dicono io non abbia affatto).

Proverò a chiarire e a chiarirmi. 

Che ci faccio in fiera quest'anno?

Non ricordo se ve l'ho mai confessato, ma io credo di aver allestito tutto questo gran marasma di blog, corsi, sito, libri... Solo perché andavo ad Abilmente da visitatrice (stipata nei bus come nei carri bestiame - ve le ricordate le prime edizioni, quando si intasava l'autostrada dal Garda in giù?) e morivo dal desiderio di arrivare a stare dietro uno stand. Robe da adolescenti, me ne rendo  conto, ma sospetto che soltanto gli illuminati riescano a superare l'adolescenza e, nonostante i miei sforzi, constato di aver fatto poca strada (come la rotonda, del resto...).

Il mio perché originario eccolo. Poco dignitoso, ma onesto. Posso condirlo di consapevolezza oggi, dicendo che quello che a istinto mi attirava e che non potevo ancora capire era che chi stava di là aveva qualcosa da dire e da offrire. Possedeva il cuore della comunicazione di settore. Credo desiderassi poter fare la mia parte, in qualcosa che per qualche strana ragione mi stava a cuore.

Ora io non voglio illudermi di avere chissachè da offrire, ma se qualcuno che mi segue, o che ha acquistato i miei libri, o che passa di là per caso, volesse fermarsi a vedere come ricamare una conchiglia o quelle altre poche cose che so fare, oppure ricevere un aggiornamento sullo stato della rotonda... Io sarò allo stand 857.


Perché lo spaghetto allo scoglio?! 

Perché Abilmente quest'anno ha un piatto di fettuccine ai bottoni, dal titolo Il gusto della creatività...






giovedì 23 settembre 2021

Let's have a shell: conchiglie in lavatrice


Bisogna sempre lasciare che il tempo affievolisca il legame, prima di prendere decisioni drastiche: ho buttato in lavatrice le mie conchiglie. 

Non senza l'estrema carezza, e un singhiozzo di addio. 

Una lavatrice mista a 40°, come solo una pessima donna di casa osa fare; dalla lavatrice all'asciugatrice, mia dolce compagna di vita. 

Sento giungere lo stridio dei vostri denti, nonostante abitiate a Lampedusa o a Charleston. Ma ho visto i video dei biker che guarda Alfredo e ho scoperto che c'è gente più pazza.

All'apertura dell'oblò ho sospettato che il pezzettino di lino si fosse addirittura disintegrato (suicidato?), perché non lo trovavo. Dando una sistemata perplessa, l'ho scovato infilato nella gamba di un pantalone, triturato e ridotto a una pallina di pochi centimetri.

Guardate un po' che spettacolare effetto spiaggia!


Tutto è bene quello che finisce bene ed è bene che io possa trionfalmente assicurare che l'imbottitura di feltro (è pannolenci sintetico, in realtà - no lana) regge bene. Perché diciamocelo... Se regge le mie lavatrici, reggerà sicuramente quella di chiunque. 


Chiudo il post perché sento odore di bruciato...

Se non vi torna quello che sto dicendo (avete tutta la mia comprensione), è perché forse avete perso il tutorial dell'imbottitura in pannolenci (link qui), soluzione alternativa a quella proposta nel libro Ricamare il mare.