mercoledì 23 luglio 2014

Fiori anche al centro estivo


L'annuale immancabile, indimenticabile, faticosissimo e piacevolissimo appuntamento con le bambine e ragazzine del Grest della Casa della Giovane si è concluso, dopo due settimane di fervido lavoro tra i fiori. Siamo partite a rilento, perchè le iscrizioni erano tante e le aiutanti poche, anche se tenaci. 
A chi aveva già frequentato il gruppo, abbiamo proposto le iniziali con i fiori, un po' come esperimento, un po' perchè eravamo sicure dell'ondata di entusiasmo che avrebbero generato.
Abbiamo tenuto costanti alcuni fiori, che ci servivano per insegnare o ricordare i punti base e poi, facendo circolare il libro di Diane Lampe e i campionari delle assistenti, ben presto l'indipendenza è stata raggiunta, la creatività è esplosa e hanno cominciato a ronzare api e a sfarfallare farfalle...

Il gruppo 2G  con le api ciccione!
La battaglia verso l'emancipazione è partita con Ester e con il suo ibisco, che doveva assolutamente inventarsi perchè ce l'ha in giardino. Ha subito fatto tendenza ed è diventato letteralmente di moda...




Lo so che le avete notate... A 13 anni si possono ricamare le roselline con assoluta perfezione. E allora... Perchè non da adulti?!

Isabel

Qualcuna ha preferito le roselline a punto rammendo, combinado deliziose palette cromatiche a cui ispirarsi...



Mara, 13 anni

Linda, 8 anni!
Claudia, 13 anni
Che invidia, eh?! Ma le avete viste la magnolia e le ortensie?! Nella mia prossima iniziale non mancheranno!!






La soddisfazione più grande?! Un lavoro extra, portato segretamente avanti in un qualche salotto pomeridiano da zelanti formichine...


Grazie a tutte voi!!

martedì 24 giugno 2014

Un malinconico viaggio verso Adele


C'è stato un tempo in cui abitavo a Novara, subito dopo sposata, nel tempo in cui il marito lavorava a quei viadotti dell'Alta Velocità che sembrano montagne russe. Ci siamo stati tre anni e lì è nata Anita: nella memoria Novara è la nostra isola verde e felice. Dopo allora siamo tornati un paio di volte, ma era da un po' che non ne annusavamo l'aria.
Domenica avremmo partecipato al Battesimo di Adele a Biella e non potevamo non cogliere la palla al balzo. Sabato dunque abbiamo stipato la tribù in macchina e al suon di Radio Italia siamo approdati in Piemonte.
Mi è bastato vedere in lontananza la De Agostini imboccando lo svincolo autostradale per sentirmi ribollire un non so chè all'altezza del petto, simile allo stritolio dei visceri in una morsa e, visto che sono una femminuccia, mi è concesso confessare di essermi messa a piangere come una fontana. 
Posso tingere i capelli e guardarmi da lontano allo specchio per nascondere il tempo che passa, ma questa terribile sensazione di tempo andato e irripetibile è un sintomo nuovo e troppo significativo. 
Siamo passati davanti alla Coop piccola, dove andavo a fare la spesa, e mi rivedevo, esausta, con la carrozzina, nella ciclabile a canticchiare ninna nanne. Davanti al parco coll'altalena usurata dall'Anita, il giorno prima che nascesse, tutto innevato. Davanti al piccolo appartamento, con le serrande abbassate, dentro cui potevo vedere (scene incredibilmente vive, come in sogno), il letto con il copriletto verde e il lettino con la trapuntina ricamata a punto croce e tutti gli oggettini nel loro posto e Anita che strillava, rideva, gattonava e combinava guai.
Ebbene sono arrivata alla conclusione che tutti dovrebbero vivere almeno per un po' lontano dalla routine. Mario e Alfredo sono nati dove vivo ora. Tutti i giorni vedo gli stessi scenari e questi di conseguenza hanno perso il loro potere evocativo. 
Già, per fortuna, dite voi... Altrimenti mi vedreste in giro a singhiozzare come una bimbetta infelice...
Ogni tanto dimentico che preferireste sentir parlare di ricamo: ho saccheggiato di nuovo Kira per il regalo di Adele. Quel bell'oggetto che si intravede in foto è un pouff con un cassettino, che vorrei poter dire di aver rivestito io, mentre invece è 100% Kira. Dai colori del pouff è nata la scatola per la bella Adele, che, nonostante i suoi tre mesi scarsi, ha già lo sguardo di una che sa il fatto suo.


La A è uscita, come spesso di recente, dal Libro delle lettere della Babbi Cappelletti ed è stato divertente giocare con l'ecrù e il rosa, che tanto mi facevano venire in mente le coppette panna e fragola, di cui mi è venuta una voglia matta.
Detto per inciso: sono nata a Biella, per anni sono andata a Biella almeno tre volte l'anno a trovare i nonni, ho vissuto a Novara a due passi da Biella, ci sono tornata questo fine settimana e... Non sono ancora riuscita ad andare nello spaccio dei Fratelli Graziano... AARGH!!

venerdì 6 giugno 2014

Saluto le maestre a scappo al mare


Anita è triste, perchè la sua maestra andrà in pensione e anche tanti suoi compagni non vogliono crederci! Dal loro affetto, trasmesso a noi mamme, è nato il regalo che abbiamo elaborato dopo lunghe meditazioni.
La matita rosso-blu ci è sembrata un simbolo chiaro e simpatico per celebrare la carriera dell'insegnamento e il resto è venuto di conseguenza...


Avevamo pensato ad una cornice, su cui montare matita e iniziale (indovinate chi si è proposto di ricamare l'iniziale?!), ma i tempi stringevano e non riuscivo a trovarne una adatta. Curiosando da Kira, ho sentito una vocina che mi chiamava e, neanche il tempo di girarmi, avevo comprato una scatola di legno anticato, su cui era poggiata una piastrella con decori culinari. Ho fatto fare alla piastrella una brutta fine e ho montato la S su base rigida interponendo un'imbottitura.


Per il fondo della scatola abbiamo scovato una bella frase di De Amicis.


E dopo fiumi di lacrime, scuola e commissioni terminate, fuggo con desiderio al mare per una settimana. 
Cosa c'è di più liberatorio che partire proprio l'ultimo giorno di scuola?!

giovedì 5 giugno 2014

Fiori, cuori, amori... E le rose promesse


Parto con le rose rosa e chiuderò con altre rose rosa, passando dalle rose rosse e da poche azzurre. Carla mi ha inviato la foto di un ricamo con rose blu... Che meraviglia!
Il lavoro in alto è un centro per un vassoio in argento, con un festone movimentato dai pippiolini. 
Segue un tris di cuori, rosa e azzurri e la versione Agnese del lenzuolino di Benedetta di tanto tempo fa...





E adesso guardate... Si rivolteranno forse nelle tombe i disegnatori e le ricamatrici del passato, al vedere un così bel disegno antico liquidato con pochi semplici punti... 



Ma quale resa per rapidissime bomboniere!
La rosa è rossa perchè mi han detto che il colore per la Cresima è il rosso. Il disegno proviene dal Libro delle lettere della Babbi-Cappelletti.

Ma vi avevo detto che avrei chiuso con altre rose rosa...
Per un venticinquesimo la Gabry (hai visto, Gabriella, come ti presento sempre più audacemente?!) mi ha chiesto il fronte per un cuscino con i nomi della coppia...


Credo di aver consumato un plico intero di fogli da architetto: non era mai contenta! E far stare in un quadrato due scritte non è impresa da poco, se i tuoi studi di disegno più approfonditi risalgono alla materna!
Ma, avendo venduto la mia anima a Word, il gioco alla fine si è risolto.
A proposito! Quando la tua vita sembra non avere più senso, ... Vai a caccia di nuovi free font!
E' il mio nuovo antidepressivo, più potente della ricerca per immagini e decisamente più economico dell'acquisto compulsivo su amazon... 
Uffa! Non fatemelo confessare!! Che poi mi accusate ancora di essere pericolosa per il portafoglio!
Ebbene, ve lo confesso lo stesso: ho trovato un librettino... Un librettuccio... Con tantini (tantissimi!) alfabeti completi fighissimi... Eccolo! E' questo: One hundred thirty Antique French Embroidery Alphabets, Shepard J.F. Tanti alfabeti provengono dagli album Sajou, ma averli belli stampati è un aiuto. E' un po' caro, ma sono contenta di averlo preso. Anche perchè... One hundred thirty = 130!!
Anche questo è bellino (Compendium of ancien Artistic initials for Vintage Style Monograms, Shepard J.F.), ma, a differenza del primo, è organizzato per lettere e non per alfabeti e se avete quello della Babbi-Cappelletti, non vi servirà molto.
Torniamo a noi: il font di Cristina & Gabriele è lo strausato Chopin script.
Incredibile il ruolo delle foglie: non ci crederete, ma quella foglietta pennata che spunta dalla n in Cristina, ha cambiato radicalmente faccia al ricamo.


Poi lei, la Gabry, lo ha magistralmente assemblato in un cuscino abbinato ad una lampada...


Sul muro, dietro al cappello della lampada, potete amirrare qualche traccia della vena pittorica di Alfredo, che sembra si stia finalmente raffreddando...

martedì 3 giugno 2014

Soffocata dai fiori


Ebbene, sono ancora viva! Grazie dei vostri premurosi messaggi! 
I fiorelletti mi hanno assuefatta e mi hanno fatto perdere la cognizione del tempo. 
Avevo in mente mille cose da fare e da provare e invece ero intrappolata sotto le spire dei tralci di lavanda e tra le spine delle rose, nauseata dai petali delle margherite e frastornata dalle forme e dai colori delle corolle, nonchè dalla cedevolezza del bisso. Immagino che accada a tutte: quando un lavoro si trascina e non lascia spazio alle novità, alla progettualità e alla soddisfazione del lavoro terminato, la motivazione un po' cala e ci si dirige alla postazione di lavoro con più lentezza. Per quanto mi riguarda, cala anche la capacità comunicativa e la voglia di dedicarmi al blog. 
In compenso ho accumulato un bel po' di foto da mostrarvi...


L'alfabeto è sempre quello di Sajou e i fiori sono gli stessi della E in un post precedente. Avevo due iniziali da ricamare: la B e la M...


Siccome erano accostate, ho progettato la posizione dei fiori sul disegno su carta, al fine di distribuire specie e colori in modo armonico. 


Iniziali e bouquet fotografato più sopra sono ricamati su bisso di lino e verranno montati come inserti per un tendone.
Adesso vi lascio, perchè devo scappare a finire qualche lavoretto per le maestre, ma prima della fine della scuola, avrò un po' di rose da mostrarvi!

A prestissimo!



mercoledì 9 aprile 2014

La borsetta con la barbetta


Alcune amiche mi hanno estorto una specie di corso per imparare le iniziali a punto pieno. Al di là dei miei scrupoli circa l'opportunità o meno di farne, ci ho messo un po' ad accettare perchè non riuscivo a impostare correttamente una proposta di lavoro. Anche all'interno di uno stesso alfabeto, non tutte le lettere hanno lo stesso livello di difficoltà e, per garantire la scelta della propria iniziale, mi sono risolta a disegnare un cartiglio che presentasse tutte le difficoltà in cui fin'ora mi sono imbattuta e alcuni spunti per l'evoluzione di ricami più complessi. Il motivo è, non a caso, ispirato alla tovagliona che feci un anno fa: mi ero così affezionata al fiordaliso e alla margherita, da ripromettermi di ricamarne un paio per me, prima o poi.



Per provare qualcosa di diverso, ho stondato il fondo della borsa e, in un raptus di magaripotreimetterciqualchebarretta, ho impulsivamente aggiunto, senza progetto e senza ragionare molto (quante fregature mi prendo con questi raptus!) una serie di archetti a punto festone con pippiolino, a complessità crescente. Siccome sono partita da un lato, per questioni di simmetria e spazi rimasti, mi sono trovata a creare quel reticolo un po' troppo largo che sta al centro e che mi ricorda tanto una barbetta.


Ma per il momento non la raso...

sabato 5 aprile 2014

Un matrimonio, una nascita, un battesimo e un cinquantesimo...


Le due A intrecciate verranno adagiate su di un cuscinetto fedi nuziale. Le iniziali sono tratte da un bel alfabeto Sajou (n°664), modificato un po' per dare una certa simmetria alle lettere accostate. Ovviamente non erano previste le roselline.


Per la nascita di Pietro ho preparato qualche regalino: uno dei miei soliti cuori e un sacchetto con una scritta a punto erba a spessori variabili, la cui foto trovate più sotto. Per assurdo trovo molto più difficile rendere questo tipo di riempimento, che non quello del punto pieno.
Divago un attimo dal ricamo, per passare una informazione a tutte le neomamme o future mamme, che passano dal mio blog. Quando aspettavo Anita, la mia prima, ho avuto la fortuna di imbattermi in un libro, intitolato Il linguaggio segreto dei neonati, di Tracy Hogg. Lo intravedete nella foto più sopra, dietro al cuore, perchè lo regalo a tutte le amiche in attesa. Inutile dire, dopo questa premessa, che lo trovo eccezionale. Mi ha aiutata molto nell'impostare la giornata con il neonato, in quel frangente di stanchezza e di imprevedibile ribaltamento delle abitudini della vita quotidiana, che accompagna la nascita del primo figlio. Tante mi hanno confermato la validità del libro, anche perchè tratta la faccenda con una delicatezza e una sensibilità non comuni, discostandosi dai brutali manuali tanto in voga. Diciamo inoltre che rivaluta la figura della mamma, cercando di preservarne i diritti e aiutandola a dare sane abitudini di rigore ai bimbi, affinchè non cadano nell'abisso dell'allattamento a comando, che spesso le assistenti del nido sono costrette a proporre. Per adottare il sistema ci vuole una notevole dose di pazienza, ma funziona. E funziona soprattutto il sistema per togliere eventuali vizi che il bambino ha preso a causa del nostro sfinimento. Il tutto senza lasciar piangere il bambino per ore, ma standogli vicino e parlandogli, o meglio sussurrandogli... Come ama precisare l'autrice.


Alla nascita segue spesso un Battesimo e sembra stia tornando la voglia di fare o regalare una veste battesimale speciale. Ecco dunque una vestina che ricalca il modello di quella che feci per Alfredo, ma con il ricamo dell'iniziale di una bellissima bambina...


E ora termino con il Cinquantesimo di matrimonio, per il quale mi hanno commissionato un cuore dai colori tenui, che diventerà un cuscino. 
E con questa foto vi saluto e vi ringrazio della vostra preziosa e costante presenza!



domenica 23 marzo 2014

Monogramming etiquette


Tra i libri antichi che ho scaricato dall'Archive.org, quello che mi è rimasto più nel cuore è il Monograms di Janon & Co., probabilmente perchè fu il primo di qualità che sfogliai, ma soprattutto perchè è uno dei pochi a contenere quelle iniziali intrecciate disegnate con la squisita raffinatezza dei tempi andati. 
La maggior parte dei monogrammi si compone dell'intreccio di tre lettere e, pur immaginando la ragione familiare, diversi dubbi sulla composizione e sull'ordine delle lettere mi hanno attanagliato per diverso tempo. Ho provato a fare qualche ricerca on-line, ma non sono riuscita a trovare siti italiani che chiarissero la faccenda. 
Buttando qua e là qualche termine chiave in inglese o francese sono finalmente incappata in siti esteri che personalizzano la biancheria con iniziali ricamate dalle macchine automatiche (là dove il mercato funziona si mantengono le tradizioni...). In sostanza, la parola chiave più adatta per una ricerca in tal senso è monogramming etiquette e riassumo qui qualche principio di base, segnando l'ordine di comparizione delle iniziali da sinistra verso destra:
- Coppia sposata: moglie, cognome, marito (mi piace!!);
- Donna nubile: primo nome, cognome, secondo nome;
- Donna sposata: nome, cognome da sposata, cognome da signorina;
- Uomo: primo nome, secondo nome, cognome, se le iniziali sono accostate e tutte della stessa grandezza;
              primo nome, cognome, secondo nome, se l'iniziale al centro è più grande.
Quest'ultima soluzione è quella scelta per il servizio all'americana fotografato.

                         

Una regola grafica di composizione per l'intreccio prevede che le sovrapposizioni siano alternate e cioè quando un tratto dell'iniziale si sovrappone ad un'altra, nell'intreccio successivo dovrà passare sotto e così di seguito.
Ho provato a intrecciare diverse iniziali, ma ho visto che non sempre si riesce a rispettare questa regola, per garantire la leggibilità delle lettere, e ho notato che anche i libri illustri non sempre la rispettano. Trovo il lavoro di intreccio molto difficile e fin'ora ho ottenuto risultati soddisfacenti solo con tre iniziali poste una di seguito all'altra, mentre la sovrapposizione completa mi riesce solo con due iniziali. 
Ma... Non sarebbe meraviglioso riuscire a disegnare una cosa del genere...?



 Aggiungo un'ultima cosa... Ho una sorella che per anni ha snobbato il mio blog e adesso invece mi tormenta colpevolizzandomi sulla mia inefficienza nel postare novità... Zia Marghy! Sei soddisfatta adesso?!!!

giovedì 27 febbraio 2014

Modajunior


Un paio di mie foto sono state pubblicate dalla rivista on-line ModaJunior Fashion & Lifestyle Web Magazine. Ringrazio Carlotta per il gentile contatto!

martedì 25 febbraio 2014

La rete in rete, il punto tela e il rammendo


Volete imparare a fare la rete? Cercate il video in rete!
Ho i miei manuali di fiducia (Dillmont e Coats Cucirini), più le pubblicazioni antiche monotematiche e, col senno di poi, i disegni con i movimenti per realizzare la rete, sono fatti molto bene. 
Col senno di poi... Mi successe anche quando mi intestardii nell'imparare il movimento del chiacchierino: ho avuto bisogno di vederlo fare.
Dunque ho provato la rete con i manuali e mi sono detta Uffa! Potevano spiegarlo meglio! E poi, cercando cercando, ho trovato il video. In seguito ho riguardato i disegni e ho detto Aaaaahn! Certo che sono spiegati proprio bene!
Per trovare il video vi rimando al sito di Enza Termine (Filet in tondo), che ha scritto anche un libro. Lei si occupa in particolare della tecnica in tondo, ma il movimento per realizzare la rete lineare è lo stesso. Per gli aumenti o le diminuzioni bastano poi i manuali.
La retona che ho fotografato ha una maglia da un centimetro e mi serviva per riprodurre l'inserto a rete di un bellissimo tendone antico in pesante canapa, dall'aspetto un po' rustico, ma allo stesso tempo elegantissimo. Aveva anche una balza a intaglio.
Ho trovato facile, ma noioso, costruire la rete. Interessante, invece, il punto tela, inaspettatamente difficile, quasi fosse un rebus. Mi sono un po' arrabbiata con i miei miti (le autrici dei miei manuali di fiducia), perchè il punto tela lo liquidano mostrando la realizzazione di una figura quadrata o rettangolare, dandoti l'illusione della banalità della cosa (sotto-sopra, sopra-sotto...). 
E invece, non appena ci si discosta dallo schema, l'imprecazione sorge sponanea. E allora?! 
Liliana Babbi Cappelletti (Il filet antico). Grazie infinite! 


Nel libro viene spiegata la rete, il punto tela in due varianti di esecuzione in una figura articolata (un cuore) e il punto rammendo, tutto con immagini sequenziali. 
Non dico che non mi rimangano dei dubbi, ma non sarei mai riuscita ad arrivarci da sola!
Aspettate! Ho saltato il passaggio del montaggio a telaio! Mi spaventava più dei fantasmi! 
Invece non si è rivelato un grosso problema. Per la costruzione del telaio mi sono ispirata al lavoro di Crifilet: l'immagine del telaio con rete ricamata accompagnata dal gatto mi è rimasta impressa per l'impeccabilità della tensione e il senso di ordine e pulizia del lavoro. Così ho trascinato il marito in ferramenta e ho comprato delle misere assicelline e quattro angolari in metallo, imponendogli perentoria di fare quattro tagli e di avvitare qualche vite. In cambio gli ho concesso un salto in libreria.
Ho trovato utilissima una informazione pescata  sul sito chiacchierinointoscana, sulla modalità di tendere la rete. Ho fissato cioè la rete al telaio con quattro elastici posti agli angoli: in questo modo la rete si autoregge sul telaio e i passaggi del filo di tensione sono facilitati.

In questo lavoro mancano delle iniziali... 
Et voila! Mi sono presto rifatta!


La rete su cui ho ricamato le iniziali ha una maglia di 3mm, ma non l'ho costruita io. L'ho acquistata su tuttoricamo.it in scampolo di 45x45cm.
Il ricamo è a punto rammendo, molto più rapido e facile del punto tela e più pieno
Le iniziali  (Alfabeto Sajou n°108) diventeranno degli inserti per tende.

Spero che il mio travagliato escursus sulla rete in rete sia di utilità a qualcuno... 
Ma quanto siamo fortunate a vivere nell'era digitale?!?