mercoledì 9 aprile 2014

La borsetta con la barbetta


Alcune amiche mi hanno estorto una specie di corso per imparare le iniziali a punto pieno. Al di là dei miei scrupoli circa l'opportunità o meno di farne, ci ho messo un po' ad accettare perchè non riuscivo a impostare correttamente una proposta di lavoro. Anche all'interno di uno stesso alfabeto, non tutte le lettere hanno lo stesso livello di difficoltà e, per garantire la scelta della propria iniziale, mi sono risolta a disegnare un cartiglio che presentasse tutte le difficoltà in cui fin'ora mi sono imbattuta e alcuni spunti per l'evoluzione di ricami più complessi. Il motivo è, non a caso, ispirato alla tovagliona che feci un anno fa: mi ero così affezionata al fiordaliso e alla margherita, da ripromettermi di ricamarne un paio per me, prima o poi.



Per provare qualcosa di diverso, ho stondato il fondo della borsa e, in un raptus di magaripotreimetterciqualchebarretta, ho impulsivamente aggiunto, senza progetto e senza ragionare molto (quante fregature mi prendo con questi raptus!) una serie di archetti a punto festone con pippiolino, a complessità crescente. Siccome sono partita da un lato, per questioni di simmetria e spazi rimasti, mi sono trovata a creare quel reticolo un po' troppo largo che sta al centro e che mi ricorda tanto una barbetta.


Ma per il momento non la raso...

sabato 5 aprile 2014

Un matrimonio, una nascita, un battesimo e un cinquantesimo...


Le due A intrecciate verranno adagiate su di un cuscinetto fedi nuziale. Le iniziali sono tratte da un bel alfabeto Sajou (n°664), modificato un po' per dare una certa simmetria alle lettere accostate. Ovviamente non erano previste le roselline.


Per la nascita di Pietro ho preparato qualche regalino: uno dei miei soliti cuori e un sacchetto con una scritta a punto erba a spessori variabili, la cui foto trovate più sotto. Per assurdo trovo molto più difficile rendere questo tipo di riempimento, che non quello del punto pieno.
Divago un attimo dal ricamo, per passare una informazione a tutte le neomamme o future mamme, che passano dal mio blog. Quando aspettavo Anita, la mia prima, ho avuto la fortuna di imbattermi in un libro, intitolato Il linguaggio segreto dei neonati, di Tracy Hogg. Lo intravedete nella foto più sopra, dietro al cuore, perchè lo regalo a tutte le amiche in attesa. Inutile dire, dopo questa premessa, che lo trovo eccezionale. Mi ha aiutata molto nell'impostare la giornata con il neonato, in quel frangente di stanchezza e di imprevedibile ribaltamento delle abitudini della vita quotidiana, che accompagna la nascita del primo figlio. Tante mi hanno confermato la validità del libro, anche perchè tratta la faccenda con una delicatezza e una sensibilità non comuni, discostandosi dai brutali manuali tanto in voga. Diciamo inoltre che rivaluta la figura della mamma, cercando di preservarne i diritti e aiutandola a dare sane abitudini di rigore ai bimbi, affinchè non cadano nell'abisso dell'allattamento a comando, che spesso le assistenti del nido sono costrette a proporre. Per adottare il sistema ci vuole una notevole dose di pazienza, ma funziona. E funziona soprattutto il sistema per togliere eventuali vizi che il bambino ha preso a causa del nostro sfinimento. Il tutto senza lasciar piangere il bambino per ore, ma standogli vicino e parlandogli, o meglio sussurrandogli... Come ama precisare l'autrice.


Alla nascita segue spesso un Battesimo e sembra stia tornando la voglia di fare o regalare una veste battesimale speciale. Ecco dunque una vestina che ricalca il modello di quella che feci per Alfredo, ma con il ricamo dell'iniziale di una bellissima bambina...


E ora termino con il Cinquantesimo di matrimonio, per il quale mi hanno commissionato un cuore dai colori tenui, che diventerà un cuscino. 
E con questa foto vi saluto e vi ringrazio della vostra preziosa e costante presenza!



domenica 23 marzo 2014

Monogramming etiquette


Tra i libri antichi che ho scaricato dall'Archive.org, quello che mi è rimasto più nel cuore è il Monograms di Janon & Co., probabilmente perchè fu il primo di qualità che sfogliai, ma soprattutto perchè è uno dei pochi a contenere quelle iniziali intrecciate disegnate con la squisita raffinatezza dei tempi andati. 
La maggior parte dei monogrammi si compone dell'intreccio di tre lettere e, pur immaginando la ragione familiare, diversi dubbi sulla composizione e sull'ordine delle lettere mi hanno attanagliato per diverso tempo. Ho provato a fare qualche ricerca on-line, ma non sono riuscita a trovare siti italiani che chiarissero la faccenda. 
Buttando qua e là qualche termine chiave in inglese o francese sono finalmente incappata in siti esteri che personalizzano la biancheria con iniziali ricamate dalle macchine automatiche (là dove il mercato funziona si mantengono le tradizioni...). In sostanza, la parola chiave più adatta per una ricerca in tal senso è monogramming etiquette e riassumo qui qualche principio di base, segnando l'ordine di comparizione delle iniziali da sinistra verso destra:
- Coppia sposata: moglie, cognome, marito (mi piace!!);
- Donna nubile: primo nome, cognome, secondo nome;
- Donna sposata: nome, cognome da sposata, cognome da signorina;
- Uomo: primo nome, secondo nome, cognome, se le iniziali sono accostate e tutte della stessa grandezza;
              primo nome, cognome, secondo nome, se l'iniziale al centro è più grande.
Quest'ultima soluzione è quella scelta per il servizio all'americana fotografato.

                         

Una regola grafica di composizione per l'intreccio prevede che le sovrapposizioni siano alternate e cioè quando un tratto dell'iniziale si sovrappone ad un'altra, nell'intreccio successivo dovrà passare sotto e così di seguito.
Ho provato a intrecciare diverse iniziali, ma ho visto che non sempre si riesce a rispettare questa regola, per garantire la leggibilità delle lettere, e ho notato che anche i libri illustri non sempre la rispettano. Trovo il lavoro di intreccio molto difficile e fin'ora ho ottenuto risultati soddisfacenti solo con tre iniziali poste una di seguito all'altra, mentre la sovrapposizione completa mi riesce solo con due iniziali. 
Ma... Non sarebbe meraviglioso riuscire a disegnare una cosa del genere...?



 Aggiungo un'ultima cosa... Ho una sorella che per anni ha snobbato il mio blog e adesso invece mi tormenta colpevolizzandomi sulla mia inefficienza nel postare novità... Zia Marghy! Sei soddisfatta adesso?!!!

giovedì 27 febbraio 2014

Modajunior


Un paio di mie foto sono state pubblicate dalla rivista on-line ModaJunior Fashion & Lifestyle Web Magazine. Ringrazio Carlotta per il gentile contatto!

martedì 25 febbraio 2014

La rete in rete, il punto tela e il rammendo


Volete imparare a fare la rete? Cercate il video in rete!
Ho i miei manuali di fiducia (Dillmont e Coats Cucirini), più le pubblicazioni antiche monotematiche e, col senno di poi, i disegni con i movimenti per realizzare la rete, sono fatti molto bene. 
Col senno di poi... Mi successe anche quando mi intestardii nell'imparare il movimento del chiacchierino: ho avuto bisogno di vederlo fare.
Dunque ho provato la rete con i manuali e mi sono detta Uffa! Potevano spiegarlo meglio! E poi, cercando cercando, ho trovato il video. In seguito ho riguardato i disegni e ho detto Aaaaahn! Certo che sono spiegati proprio bene!
Per trovare il video vi rimando al sito di Enza Termine (Filet in tondo), che ha scritto anche un libro. Lei si occupa in particolare della tecnica in tondo, ma il movimento per realizzare la rete lineare è lo stesso. Per gli aumenti o le diminuzioni bastano poi i manuali.
La retona che ho fotografato ha una maglia da un centimetro e mi serviva per riprodurre l'inserto a rete di un bellissimo tendone antico in pesante canapa, dall'aspetto un po' rustico, ma allo stesso tempo elegantissimo. Aveva anche una balza a intaglio.
Ho trovato facile, ma noioso, costruire la rete. Interessante, invece, il punto tela, inaspettatamente difficile, quasi fosse un rebus. Mi sono un po' arrabbiata con i miei miti (le autrici dei miei manuali di fiducia), perchè il punto tela lo liquidano mostrando la realizzazione di una figura quadrata o rettangolare, dandoti l'illusione della banalità della cosa (sotto-sopra, sopra-sotto...). 
E invece, non appena ci si discosta dallo schema, l'imprecazione sorge sponanea. E allora?! 
Liliana Babbi Cappelletti (Il filet antico). Grazie infinite! 


Nel libro viene spiegata la rete, il punto tela in due varianti di esecuzione in una figura articolata (un cuore) e il punto rammendo, tutto con immagini sequenziali. 
Non dico che non mi rimangano dei dubbi, ma non sarei mai riuscita ad arrivarci da sola!
Aspettate! Ho saltato il passaggio del montaggio a telaio! Mi spaventava più dei fantasmi! 
Invece non si è rivelato un grosso problema. Per la costruzione del telaio mi sono ispirata al lavoro di Crifilet: l'immagine del telaio con rete ricamata accompagnata dal gatto mi è rimasta impressa per l'impeccabilità della tensione e il senso di ordine e pulizia del lavoro. Così ho trascinato il marito in ferramenta e ho comprato delle misere assicelline e quattro angolari in metallo, imponendogli perentoria di fare quattro tagli e di avvitare qualche vite. In cambio gli ho concesso un salto in libreria.
Ho trovato utilissima una informazione pescata  sul sito chiacchierinointoscana, sulla modalità di tendere la rete. Ho fissato cioè la rete al telaio con quattro elastici posti agli angoli: in questo modo la rete si autoregge sul telaio e i passaggi del filo di tensione sono facilitati.

In questo lavoro mancano delle iniziali... 
Et voila! Mi sono presto rifatta!


La rete su cui ho ricamato le iniziali ha una maglia di 3mm, ma non l'ho costruita io. L'ho acquistata su tuttoricamo.it in scampolo di 45x45cm.
Il ricamo è a punto rammendo, molto più rapido e facile del punto tela e più pieno
Le iniziali  (Alfabeto Sajou n°108) diventeranno degli inserti per tende.

Spero che il mio travagliato escursus sulla rete in rete sia di utilità a qualcuno... 
Ma quanto siamo fortunate a vivere nell'era digitale?!?

sabato 25 gennaio 2014

Di fiori e di forbici


Finalmente nel mio repertorio botanico fanno la timida comparsa altre specie, che tentano (invano?) di mettere in ombra le rose. Creo fiori di filo per riscattare i tanti massacri del mio pollice verde marcio: per assenza o eccesso di cure, accompagno inevitabilmente a miglior vita qualunque verdura si trovi nei miei paraggi (Ficus benjamina a parte, salvato dal nonno col rinvaso).
E nella mia scatola da lavoro compaiono anche le mie nuove forbici. Qualche tempo fa mi contattò la Premax per invitarmi a testare un campione di forbicine da ricamo e a discutere le mie impressioni sul blog. Ho esitato per circa cinque secondi e infine accettato la proposta, visto che ero proprio alla caccia di un nuovo paio di forbici che potessero rendere giustizia al paio precedente, ripetutamente lanciato nello spazio dal buon Alfredo (Tajo filetto!), con atterraggi tutt'altro che morbidi. A me hanno inviato un campione della serie Flower, giusto per rimanere in tema! Però devo dire che, mentre aspettavo il pacchetto, fantasticavo su un modello futuristico con il sistema ring-lock: solo con quelle mi sarei davvero sentita come Harry Potter quando ricevette la sua Nimbus 2000. Ma in fin dei conti anche queste sono letteralmente piovute dal cielo... E con mio immenso piacere! 
Per inciso, ma non avevo dubbi in merito, le lame, anche in prossimità della punta, fanno esattamente il loro dovere. Sul sito ci sono gli estremi per aderire ad una promozione in corso fino a fine gennaio.
Tornando alla letterona, devo ancora molto a Diane Lampe e al suo Embroidery for all seasons. Rispetto alle sue iniziali forse questa è più verde e in alcuni casi pesante. Le sue hanno una leggerezza di stile che forse si acquisisce con il tempo, oppure si cerca se si desidera. 
Trovavo complicati gli alfabeti proposti nel suo libro e allora ho utilizzato ancora una volta il Royer 254, ingrandito a 12 cm.



giovedì 9 gennaio 2014

Regali di Natale...


E dunque, buon 2014 a tutti quanti! 
Io l'ho iniziato con un terribile malditesta e, giusto per confermare il famoso detto, ce l'ho ancora. 
Sto imparando a fare la rete e secondo me l'uso improprio di qualche muscolo, o la novità stessa, hanno giocato qualche scherzo alla zona cervicale. Ma oggi non parlo di rete, bensì dei lavoretti dell'anno scorso...
Dedicato a GC è  l'esperimento in bianco (blanc) su lino grezzo, che Gabriella avrà mirabilmente confezionato (Gabry! Non ho ancora visto la foto!), trasformando la pezza di tela in un cuscino con laccetti laterali che fanno affiorare la fodera bianca, riprendendo il colore del ricamo. 
Nella foto in alto ho fatto il primo piano delle roselline per far gustare la precisione del punto vapore, quando realizzato con un filato ritorto (cotone da ricamo n°25). Qui sotto la visione d'insieme...


E poi roselline a fiumi! Peccato per le foto orride.


Qui sopra la foto di una lunga striscia che è stata arricciata per una lampada e, più sotto, due multicornici, contenenti le iniziali di due famiglie numerose.




Ho ricamato a punto pieno i genitori e con i miei soliti punti mosca e roselline i quattro figli. Prendendo spunto dalle immagini in stile country che erano posate dentro le cornici, ho applicato negli spazi rettangolari due pizzi attraversati da un nastro in organza color oro, anche per ridimensionare lo spazio.


Dei portabiancheria...


E degli asciugamani...


Progetti per il 2014? Tanti e troppi. Intanto vado di rete, ma la lista di cose da fare e da imparare è lunga! 
Auguri!!

giovedì 19 dicembre 2013

Natale!!


Perdonate la mia assenza, ma è arrivato Natale in un soffio (di vento gelido, preceduto da un autunno mite e ingannevole, quanto l'illusione che il tempo si fosse fermato). 
E invece, senza che io fossi pronta (non lo sono MAI), è infine giunta la terribile e temuta sequela di compleanni, Santa Lucia e adesso Natale: occasioni che portano tanta gioia ai bimbi, quanta disperazione alle mamme, condannate a raccogliere tutti quei mitici giocattoli creativi dai pezzi minuscoli e fetenti, che rotolano sghignazzando cattivi sotto mobili e poltrone, pronti all'agguato sparsi sulle scale e..., insomma, mi avete capito. 
Ma, ...bando alle ciance! E' ora di far scendere lo spirito del Natale, ritirarsi in letargo al caldo e riporre le armi, gustando con saggia quiete zen la rivincita dei giocattoli.
Per l'occasione, o meglio, per un'occasione in una vetrina, ho ricamato alcuni pezzetti natalizi.


Inutile dire che ho riproposto il tormentone punto mosca e roselline, ma rosse sono davvero tanto belle!
Se avete ancora un po' di tempo e voglia di ricami natalizi, provate con questi colori: rosso DMC 321 e 816, verdi 3362 e 580 e oro Diamant.
Se poi trovate, come ho avuto la fortuna io, dei begli asciugamani in tinta... Applicate un pizzetto ad una striscia di lino e cucitela sugli asciugamani, ricamando gli auguri di buone feste.
Oppure cucite in tutta velocità due strisce a punta, aggiungendo una nappina...


... e per finire su qualche cuscino.


Me ne sono fatta uno anch'io, con una ghirlanda e al centro un paio di iniziali...


Riguardo al tormentone punto mosca-roselline, ogni tanto qualcuna mi scrive e mi mostra foto... Guardate un po' che po' po' di produzione mi ha inviato una mia fedelissima follower, ormai amica Franca... E allora come faccio a smettere anch'io?!!


Borse con ricami su feltro!! Non sono bellissime?!

Ringrazio di cuore tutte e ora non mi resta che augurare a chiunque un Buon Natale, sereno e... giocoso!!

mercoledì 20 novembre 2013

RC a nozze


Colloqui con le maestre, qualche commissione in ritardo per Natale, compiti, ere geologiche da studiare, Alfredo che vuole dimostrare al mondo il suo potere e la sua nuova sfrenata passione di lancio in lungo del bicchiere (non so bene se per la perversa gioia di vederli disintegrarsi, oppure di scrutare i diversi gradi di ira dei genitori, ma magari solo per testare la perseveranza della forza di gravità): per fortuna, tra un coccio e l'altro, ogni tanto ricamo. 


Ho ottenuto il disegno distorcendo su Word un cartiglio rotondo e semplificandolo per far posto a fedi e iniziali (sempre le stesse... Alexandre 179). Non ricordo da dove venga, perchè fa parte della collezione di una vecchia cartella dei tempi in cui non riportavo le fonti. Ma la posto qui sotto, e spero che mi perdonerà chi l'ha scansionata, se non lo cito.

martedì 22 ottobre 2013

La tenda zombie a 6 mani


Lo so, non aggiorno da po'. 
E' tutta colpa delle termiti e del mio pessimo stato d'animo: le voragini che le termiti hanno lavorato nel legno sono paragonabili soltanto al logorio della mia pazienza e mi sono tanto arrabbiata che ho finito persino per tagliarmi i capelli. Vado a dire in giro che me li hanno rosicchiati le termiti e qualcuno ci crede pure!
Patrizia, improvvisatasi psicoterapeuta per l'occasione, con un tono serio, deciso e professionale, mi ha suggerito di ricamarle per esorcizzarle e finalmente mi sono fatta una bella risata!
Riguardo al titolo, non fraitendetemi... Quando i lavori si trascinano nel tempo è inevitabile che si accollino nomignoli strani, ma non c'è niente di soprannaturale! L'ho ribattezzate tende zombie per prendere in giro Gabriella, che ha doviziosamente sezionato un vecchio tendone acquistato in un mercatino e ha estratto la rete dal consunto lino per trapiantarla in un nuovo e candido telo, preservandone la vita (e siamo alla prima coppia di mani).
Marta, con la sua altra coppia, ha eseguito qualche chilometro di orlo a giorno, sospirando di felicità all'ultimo punto e pregustando la soddisfazione di vederle finalmente appese. Illusione effimera! Due buchetti la salutavano dal candido telo... 
Ancora loro!! Tarme, termiti, fa lo stesso! Subdole bestiacce! 
Così alla fine sono entrate in ballo anche le mie due mani e i due buchetti sono stati infine tumulati sotto un sontuoso fregio a punto antico disegnato... Lo conoscevate?


Nel mio pigro girovagare in rete, un giorno mi sono imbattuta nella copertina di questo libro (Punto antico disegnato, Giusy Federici), che mi ha fatto letteralmente raddrizzare la gobba dalla tastiera: avrete intuito quanto poco ami i fili contati, ma... A chi non piace il punto antico?! Finalmente avevo trovato un compromesso! L'ho acquistato on-line nel tempo di un click, ma, nonostante sia molto bello (con foto e disegni di splendidi lavori), sulle prime mi aveva deluso, perchè c'è molto intaglio e la resa del punto antico non è esattamente come quella dei lavori che girano adesso a fili contati. Però ci avevo visto un potenziale... E così ho pensato subito ai motivi di questo libro per la tenda zombie e, senza rendermene conto, ho scelto proprio quello della copertina, variando il rombetto per creare un richiamo ad un'altra tenda di Marta.


La mia arrabbiatura si è un po' rasserenata grazie alla fiera di Vicenza: quest'anno meritava proprio! Ho fatto il minicorso di ricamo su tulle con Paola Matteucci e in una delle mie prossime vite, quando riuscirò a fare un lavoretto mio, ve ne parlerò con calma. Ciao!