sabato 18 luglio 2015

Un concentrato di iniziali...


E' nato Filippo!! Mi è arrivata la notizia proprio stamattina e... Non c'è modo migliore per iniziare la giornata!
Nome sul risvolto: ok, come al solito, con l'aggiunta di un fiocchetto a punto ombra. 
Federa... Troppe indecifrabili iniziali? Non per chi è coinvolto nell'amorevole questione! In azzurro, a punto erba doppio, le iniziali di nome e secondo nome. A punto indietro, come prosecuzione del fiocco, le iniziali dei genitori. 
Colori DMC 524, 3012, 3755, 827, 3753, 746. Ci credereste?! Perdo i foglietti dei colori e vengo sul blog per recuperarli... Mi sa che annotarli qui serve più a me che a voi.
Per Diamante un set asilo, con una nuova serie di colori che trovo gradevole e che riporto più sotto...


DMC 963, 225, 524, 3011.

venerdì 10 luglio 2015

I do Brazilian Embroidery??!!!!!


Me ne stavo bel bella ad oziare al PC, quando ricevo una mail oltreoceano che mi dice (traducendo a spanne con il filtro di google translator - chetecnologiedaurloragazze!!) che anche lei ricama da anni la Brazilian Embroidery e che le piace questa iniziale etc, etc...
Intanto mi scuso con la suddetta perchè la mia risposta viene rigettata e quindi non riesco ad aiutarla. Lancio dunque il seguente appello: PATTI! RISCRIVIMI!!! ... Ma con una mail diversa!
Vi confesso che in primo momento la faccenda della Brazilian embroidery mi è passata inosservata. Poco dopo però mi provo a fare una mini ricerchina su Google... E poi su Pinterest...
Stop. Fate una pausa. Andate e fate la stessa ricerca. 
Ebbene: evidentemente la faccenda non è partita nè da Diane Lampe, nè dai francesi... Anche se Diane rimarrà sempre il mio unico idolo, nonchè maestra e ispiratrice virtuale. La sua eleganza mi ha sedotto e motivata a provarmici. 
Sì perchè i lavori oltreoceano sono coloratissimi e hanno anche interessanti punti a rilievo da sperimentare, magari unendo la grazia europea, oppure lasciandosi inebriare dall'esuberanza dei colori brasiliani, adattandosi alle più svariate occasioni...

venerdì 3 luglio 2015

Colori più accesi...


Un post veloce, con un'immagine sola, dedicata a chi è preoccupato che io trascuri il ricamo a mano per quello a macchina...
Vi adoro!

mercoledì 1 luglio 2015

Punto croce + rose


Sono ancora dell'opinione che la tela aida vada vietata per legge. 
Però non c'è niente da fare: girano dei ricamabili comodi comodi e di rado ad una merceria di paese arriva la richiesta di qualcosa fatto a mano, così mi chiamano. Vai a spiegare che su un micro bavaglino di 7 cm (che indosserà un simpatico pupazzetto), non ci puoi ricamare a punto croce quella B con tutte le volutine vista in un giornaletto e che richiederebbe almeno 70 quadretti. Insomma ci starebbe solo quella triste B di 8x8 quadretti in un bianco spazio traforato. E se intorno...?
Davvero. Credevo fosse difficile lavorare sulla tela aida col ricamo classico. Credevo che la traforatura storpiasse i punti e invece è talmente "croccante", che tutto fila liscio.


E così ho scritto questo breve post per assicurarvi che potrete dare quel tocco in più anche al punto croce sulla vostra amata tela aida...


Donatella, Patrizia, Gabry! Non gongolate. In due anni ho solo prodotto queste due scritte. Anche se punto con desiderio il nuovo libro di Parolin Venise au point de croix...

domenica 28 giugno 2015

Folle follia

Ragazze, ho fatto una follia.
E' talmente folle, la follia, da doversi celebrare con un altro blog. Non scherzo. Andate a vedere al link sottolinkato...
Prima però voglio specificare con assoluta assolutezza che la mia anima alberga qui e che continuerò a postare con l'assidua lentezza di sempre i miei lavori a mano. Potrete invece andare a trovare il mio doppio schizofrenico bramoso di efficienza e produttività, che ha scritto una delirante presentazione, qui: http://acuscripta.blogspot.it/2015/06/machine-adventure-amici-e-nemici.html
Ero indecisa se frammezzare lavori di una sorta e dell'altra in questo stesso blog, ma ho optato per una coerente divisione di spazi, anche per evitare fraintendimenti.
Non ho strumenti di esperienza che mi consentano di fare una previsione sull'evoluzione della cosa: ho sempre snobbato l'argomento, quindi sono una neofita in materia e l'esperimento potrebbe anche fallire miseramente entro breve.

giovedì 25 giugno 2015

Un amorevole intento


Il ricamo è anche e sopra ogni cosa, ormai, comunicazione. 
Tanti non lo capiscono e più o meno sottilmente deridono l'arcaica attività.... Ma non devo esagerare con questi commenti, perchè la Patrizia mi ha sgridato: sostiene che io abbia dipinto le ricamatrici come povere depresse. E non osate replicare perchè la Patrizia ha sempre ragione.
Comunque, ho raccolto fiumi di racconti simili a quelli di una mia amica, che si prodigò a ricamare per mesi bomboniere per il suo matrimonio, forse un po' per dimostrare un'abilità, ma soprattutto per esprimere un sentimento diretto agli ospiti, come a dire... Ti ho dedicato del tempo, pensando proprio a te mentre ricamavo. Non stupitevi se poi la suddetta collassò al sentir dire... Beh, hai fatto bene a farle tu, così hai risparmiato! A far due conti, la sciagurata avrebbe potuto tranquillamente comprarle fatte e andarsi a mangiare due Mac Chicken menù medi con crocchette, ciambella e caffè e magari anche ordinare on-line quel kit a punto croce d'autore che puntava da un po' e che ha rinunciato di comprare per fare le bomboniere.
Ma se non ricami, non sai. Peccato.


Quindi per prima cosa il ricamo esprime dedizione.
Poi comunica di per se' l'indole dell'autore, e se conoscete qualche luminare, psicologo o psichiatra che sia, che mi spieghi il perchè delle mie iniziali, vi sarò eternamente grata... A meno che la cosa non si concluda con l'internamento. In tal caso non vi converrà venirmi a trovare, perchè potrei mordervi.
E poi c'è una forma di comunicazione schietta, che io adoro e lo sapete bene e che torna alle iniziali e alle scritte... Ci puoi mettere tutte le forme di comunicazione in unico gesto: un senso semantico, il sentimento espresso con forme esuberanti o aggraziate, colori accesi o delicati, la preziosità di una lavorazione lenta e dedicata. E non importa se lo hai fatto tu o lo hai fatto fare.


Vengo al dunque. Se una mamma ti chiede, con amorevole intento e semplici parole, di realizzare un ricamo che esprima l'amore di una mamma verso la figlia, tu... Ammutolisci. Di stupore, rispetto, panico... E capisci che non sei la sola a pensare che il ricamo valga per questo. 
Accettai l'ardua impresa e or ora il lenzuolo è in viaggio verso la madre, e la figlia.
E' curioso perchè questa volta, rispetto ad altre situazioni simili, non mi sento autrice, ma semplicemente interprete. Ho realizzato un'idea precisa, augurandomi che corrisponda alla sua forma originale.


Non voglio raccontare troppo nel dettaglio, perchè mi sembra di violare un'intimità, quindi cambio registro e mi soffermo sui dati tecnici...
Il font è l'Abbeyline e se vorrete usarlo per riempirlo di fiorellini, vi suggerisco di ingrandirlo parecchio, oltre i 150 di Word. 


Vi sembra di aver già visto qualcosa del genere...? E allora andate sul sito dell'Associazione Fili tra le mani. Si sta concludendo la cronistoria del bannerone, interessante di per se' e utile per dare un nome ai fiori e alla tecnica usata. E visto che mi sono persa a parlare di comunicazione... Quanta ne produce un lavoro collettivo passato di mano in mano?!

giovedì 18 giugno 2015

Victoria magazine


Victoria magazine non è una rivista di ricamo. E' una rivista sulle belle cose. 
Vi sembrerà presuntuosa questa premessa riguardo ad una rivista che ha pubblicato le mie robe... Il punto è che che io mi stupisco. 
Conoscevo già Victoria magazine perchè tempo fa acquistai uno speciale dedicato agli alfabeti e che trovai gradevolissimo: foto e racconti di biancheria antica, arredi moderni ricamati a macchina, oggetti intagliati legati al mondo della personalizzazione con monogrammi. Lo avevo visto recensito da Mary Corbett e in qualche altro blog.
Insomma Victoria magazine mi ha dedicato due pagine e io sempre di più mi stupisco e ringrazio Jordan e Melissa per i gentilissimi contatti e la redazione tutta per aver perso tempo con me. Un grande onore, davvero! 
Diciamocelo... Il fascino d'oltre oceano è micidiale e la rete incredibilmente non ha confini.
Siccome sono sicura che siete lì a strabuzzare gli occhi... La mano di sinistra è la mia, quella di destra è una pubblicità... Hi, hi...
E visto che alla bellezza si è accennato qui, mi permetto di amplificare un commento che ricevetti proprio ieri sera dalla mia amica Franca, che ribatte al mio post dedicato all'indole della ricamatrice e all'inutilità del ricamo... 
...Inutilitá del ricamo? Ho sentito bene? Naaaaa! Come dire "inutilitá della bellezza". No fanciulle, la Bellezza salverá il mondo! E non lo dico io, ma Dostoevskij. E scusate se é poco!
Felicissima vado a leggere la mia nuovissima rivista d'oltre oceano.

lunedì 15 giugno 2015

Una coscienza coi fiocchi


Col tempo impari molte cose.
E capisci finalmente perchè Pinocchio diede il ben servito al Grillo Parlante.
Io ce l'ho il mio grillo e non ho problemi a dichiarare che si chiama Gabry (sì quella ormai famosa per il cuscinetto riciclabile in caso di divorzio). Non temo la sua ira, nonostante io non l'abbia ancora tramortita, perchè dal laboratorio del nonno ho trafugato attrezzi idonei.
No, perchè insomma non è possibile che se tu non sei convinta di quella rosa lì, ma decidi di andare avanti lo stesso e poi le mostri il risulato, lei ti dica Sipperò quella rosa lì... E se usi un colore che non ti convince troppo, ma vai avanti lo stesso... Sipperò quel colore lì...
Ha osato farlo anche con la S di Siena, che per colpa sua non ho ancora incorniciato.
Tral'altro... E questo ve lo vado sussurrando... Ormai ha imparato a fare le rose pari pari alle mie, con le fogliette che girano di qua e di là come quelle che vedete qua... Si dice in giro che stia aprendo il blog gabriellettaricamiamano e siccome lei si ascolta... Farà sicuramente lavori migliori dei miei...
Suvvia Gabry, scherzo... Se continuerai a portarmi le brioches non impugnerò gli attrezzi.


Non c'entra la Gabry con questo lavoro in particolare, ma per uno molto simile che avrò modo di mostrarvi. Quindi tenete bene a mente il fioccone...
Non vi posto il disegno perchè le mie amichette non vogliono. Vogliono che io provi a metterlo su Etsi o robe simili. Ma... Anche questo ve lo dico sussurrando... La foto è abbastanza grande... Neh?!
Se mai riuscirò a espugnare i meandri del download, ci proverò e vi avviserò. Però vi dirò che il fiocco l'ho rubacchiato da un estasiante disegno antico, che prima di morire dovrò ricamare a punto pieno. Di mio ci ho aggiunto qua e là qualche riccioletto e secondo me chiunque può provarci, con un po' di carta trasparente e una buona gomma per cancellare 300 tentativi sbagliati, come faccio io.


Bordura e finiture non sono mie, anche se vorrei che prima o poi qualcuno mi insegnasse a lavorare all'uncinetto. La Gabry lo saprebbe fare, ma non so se da oggi in poi mi parlerà ancora... Addio brioches.

venerdì 12 giugno 2015

Geneticamente programmate...


Riemergo con lo sfolgorio dell'estate, dopo un lungo inverno operoso, ma buio. La mente faceva fatica a scrivere anche la lista della spesa, quindi era impensabile che riuscisse ad articolare qui un qualsivoglia periodo di senso compiuto. 
Vi ho addirittura tradito, ma brevemente e senza soddisfazione, con il popolo di Facebook. 
Ho capito che soltanto qui mi sento tranquilla e sicura di non venire fraintesa. Perchè chi fa lo sforzo di arrivare al blog è una ricamatrice e le ricamatrici, grossomodo, sono fatte della stessa pasta. 
Tanto per cominciare, hanno una insicurezza di fondo, anche in quello che fanno, perchè il senso comune è l'inutilità del ricamo. 
Condividono una finta mitezza che ribolle in emozioni a contrasto e usano placare l'animo con lunghe ore di lavoro, perchè l'ago obbliga muscoli e spirito a ritrovare l'equilibrio. 
Hanno un'innato senso all'accudimento, che le porta, loro malgrado, alla rinuncia di se stesse: sono geneticamente programmate per incassare sconfitte. 
Usano il silenzio per metabolizzare gli eventi e ricamano aspettative... Questo pare essere il loro peggior difetto. 
Tessono relazioni e cuciono i panni di questa e quest'altra, ma giusto per passare oltre la fatica di estenuanti lavori con una chiacchiera in compagnia. 
Vabbè forse soffrono di un po' di vittimismo. 
Sono sostanzialmente tirchie ovunque, fuorchè in merceria e agli scampoli, ove si prodigano a scaricare tutte le loro frustrazioni e soltanto all'ultimo centesimo, lì, infine il mondo torna a sorridere.
E mentre io e la Gabry procediamo nel brevetto di un cuscinetto portafedi riciclabile, scorporabile in caso di divorzio, con iniziali intercambiabili per seconde e terze nozze, ecco in alto un cuscinetto progettato invece per nozze indissolubili, condite di amore eterno...

martedì 26 maggio 2015

Corso intensivo... Seconda edizione!!


Il lancio del corso intensivo ha portato ad emozionanti contatti, che, conclusisi o meno con l'iscrizione, mi hanno commosso in quanto occasione di scoperta di come un piccolo blog può entrare nella casa e nella vita delle persone.
E mentre metto a punto le ultime immagini della presentazione, stampo e suddivido i fogli della dispensa e rielaboro i ricami da proporre, giunge inaspettata una seconda data.
La seconda edizione non avrà luogo a Verona, ma qui a San Bonifacio, nella sede dell'Associazione Fantasiarte. 
L'evento è dedicato a chi non poteva essere presente nella prima data e a chiunque approdi al blog soltanto ora. Il programma è lo stesso e lo riporto più sotto per comodità.
Mi spiace di non aver più aggiornato il blog, ma ho accumulato un bel po' di immagini, che riverserò a cascata nella quiete delle vacanze. Mmmh... Fine della scuola, bambini a casa... Quiete non è propriamente la parola appropriata...